Laurea in Servizio sociale

Didattica erogata

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Anno Codice Insegnamento Docenti Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Curriculum Sede CFU
1 P0001 -SOCIOLOGIA BIANCO Maria Luisa SPS/07 Tutti ASTI 6
1 P1264 ABILITA' INFORMATICHE E TELEMATICHE VIGANO' Sabrina INF/01 Tutti ASTI 1
1 P1263 DIRITTO PRIVATO E DI FAMIGLIA REMOTTI Mauro IUS/01 Tutti ASTI 6
1 GS0080 Fondamenti di Politica Sociale ALTOPIEDI Rosalba, GUASASCO Stefania SPS/09, SPS/07 Tutti ASTI 9
1 P1114 IDONEITA' DI ITALIANO FORNO Carla Eugenia NN Tutti ASTI
1 P0110 IDONEITA' LINGUA FRANCESE DUMOLARD DE BONVILLER Gwenaelle L-LIN/04 Tutti ASTI 3
1 P0109 IDONEITA' LINGUA INGLESE GRIMALDI Luisa L-LIN/12 Tutti ASTI 3
1 P2143 ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO GENINATTI SATE' Luca IUS/09 Tutti ASTI 6
1 GS0177 Metodologia e comunicazione nelle scienze sociali CARBONE Domenico, POGLIANO Andrea SPS/07, SPS/08 Tutti ASTI 11
1 P0004 PRINCIPI E FONDAMENTI DEL SERVIZIO SOCIALE ALLEGRI Elena SPS/07 Tutti ASTI 6
1 GS0255 PROCESSI INNOVATIVI NEL SERVIZIO SOCIALE BERTONE Chiara NN Tutti ASTI 2
1 P0080 PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO BRACH PAPA Francesca Elvira Regina M-PSI/04 Tutti ASTI 9
1 P1265 TIROCINIO E GUIDA AL TIROCINIO I ANNO PROSIO Miranda NN Tutti ASTI 1
2 P0062 -ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE PODESTA' Noemi SPS/04 Tutti ASTI 6
2 P0056 DIRITTO AMMINISTRATIVO MAMELI Barbara IUS/10 Tutti ASTI 6
2 SP0080 Laboratorio scrittura professionale e progettazione A SCARANO Maria Tina SPS/07 Tutti ASTI 2
2 SP0081 Laboratorio scrittura professionale e progettazione B BISSET Adriana SPS/07 Tutti ASTI 2
2 SP0040 ORGANIZZAZIONE DEI SS. SOCIALI GARENA Giovanni, OLIA Manuela SPS/09 Tutti ASTI 12
2 P0026 PSICOLOGIA SOCIALE RAMELLA BENNA Stefano M-PSI/05 Tutti ASTI 6
2 P0008 RELAZIONI ETNICHE PERINO Maria M-DEA/01 Tutti ASTI 9
2 P2056 SOCIOLOGIA DELLA FAMIGLIA BERTONE Chiara SPS/08 Tutti ASTI 7
2 P1266 TIROCINIO E GUIDA AL TIROCINIO II ANNO PASQUERO Giovanna, SPRIANO Cinzia NN Tutti ASTI 5
2 GS0192 Teorie metodi tecniche del servizio sociale PALMIERI Paola SPS/07 Tutti ASTI 7
3 P0062 -ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE PODESTA' Noemi SPS/04 Tutti ASTI 6
3 P0079 DIRITTO PENALE IUS/17 Tutti 6
3 P0079 DIRITTO PENALE RUGGIERO Gianluca IUS/17 Tutti ASTI 6
3 P1682 LABORATORIO INNOVAZIONE E SERVIZIO SOCIALE A NOSENGO Serafino SPS/07 Tutti ASTI 2
3 P1684 LABORATORIO INNOVAZIONE E SERVIZIO SOCIALE B PINTO Laura SPS/07 Tutti ASTI 2
3 SP0101 Lineamenti di storia naturale dell'uomo per le scienze sociali SCALFARI Francesco Maria Carmine BIO/08 Tutti ALESSANDRIA 6
3 P0013 PROVA FINALE PROFIN_S Tutti ALESSANDRIA 5
3 P1640 PSICOLOGIA CLINICA E PSICHIATRIA PER IL SERVIZIO SOCIALE BRUNI Francesco, TIBALDI Giuseppe M-PSI/08, MED/25 Tutti ASTI 12
3 P0009 SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA ALTOPIEDI Rosalba SPS/12 Tutti ASTI 9
3 P1639 TEORIE METODI E TECNICHE DEL SERVIZIO SOCIALE II ALLEGRI Elena SPS/07 Tutti ASTI 9
3 P1267 TIROCINIO E GUIDA AL TIROCINIO III ANNO FRANCO Patrizia, BORGIA Marinella Teresa NN Tutti ASTI 12
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Insegnamento-SOCIOLOGIA
CodiceP0001
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoBIANCO Maria Luisa
DocentiBIANCO Maria Luisa
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno1
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiIl corso è strutturato sulla base di un manuale che si adatta alle esigenze degli studenti che per la prima volta entrano in contatto con la "conoscenza sociologica" e ciò grazie alla capacità del testo di elaborare un percorso di analisi critico partendo dai pilastri della teoria sociologica e cioè il potere, la cultura e la struttura a cui ogni fenomeno sociale viene raffrontato e fatto interagire al fine di valutarne di volta in volta gli effetti e le criticità.
Testi di riferimentoSociologia generale - Temi, concetti, strumenti di: David Croteau e William Hoynes
Obiettivi formativiFornire concetti, quadri teorici e strumenti analitici di base, attraverso l’applicazione alle principali issues sociologiche di teorie e concetti.
PrerequisitiNon sono previste propedeuticità, trattandosi di corso di base del I anno.
Metodi didatticiIl corso è organizzato con lezioni frontali e gruppi di discussione
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa verifica finale dell’apprendimento si basa su domande che prevedono risposte discorsive che diano prova sia della memorizzazione dei contenuti sia della capacità di usare i concetti e le teorie per la comprensione dei fenomeno sociologici
Programma estesoCapitolo 1- Introduzione alla sociologia Capitolo 3-Cultura Capitolo 4-Struttura, azione, potere Capitolo 5.1.4 -Status e ruoli Capitolo 5.2-Gruppi e organizzazioni Capitolo 6-Classi sociali e disuguaglianze globali Capitolo 7-Etnie e migrazioni Capitolo 8-Genere Capitolo 9-Famiglie Capitolo 13- Globalizzazione movimenti sociali
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InsegnamentoABILITA' INFORMATICHE E TELEMATICHE
CodiceP1264
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoVIGANO' Sabrina
DocentiVIGANO' Sabrina
CFU1
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)INF/01 - INFORMATICA
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoF - Stage e altre attività formative
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl corso fornisce le conoscenze e le abilità per l’utilizzo delle tecnologie informatiche di base con particolare attenzione alle applicazioni coerenti con il profilo professionale del corso di laurea.
Testi di riferimentoDennis P. Curtin e altri, Informatica di base, McGraw-Hill, ISBN: 9788838615375
Obiettivi formativiApprendimento delle conoscenze necessarie per un utilizzo efficace del pc e dei principali applicativi; capacità di servirsi degli strumenti informatici per la gestione della comunicazione e dell’informazione in generale.
PrerequisitiLezioni, esercitazioni pratiche. Frequenza consigliata
Metodi didatticiEsame scritto/pratico
Modalità di verifica dell'apprendimentoLezioni, esercitazioni pratiche. Frequenza consigliata
Programma estesoL'architettura del computer: CPU, periferiche, memorie, prestazioni Il sistema operativo Sistemi informativi Software applicativi, elaborazione testi e fogli elettronici Networking Internet e servizi Il cloud computing La sicurezza informatica Identità digitale, Firme elettroniche, Pec
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InsegnamentoDIRITTO PRIVATO E DI FAMIGLIA
CodiceP1263
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoREMOTTI Mauro
DocentiREMOTTI Mauro
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)IUS/01 - DIRITTO PRIVATO
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl corso si propone di fornire un quadro generale dei principali istituti del diritto privato ossia dei rapporti fra soggetti che si trovano in posizioni perfettamente paritarie, siano essi privati cittadini o enti pubblici. S’intende, inoltre, approfondire le più importanti tematiche del diritto di famiglia con particolare riguardo a quelle trattate dai servizi socio-assistenziali.
Testi di riferimentoa) per la parte di diritto privato: F. Galgano, Istituzioni di diritto privato, Cedam, edizione 2017, limitatamente ai seguenti capitoli: 1, 2 (eccetto il par.4) 3, 4 (eccetto i paragrafi 4,5,6,8 e 9), 5 (eccetto i paragrafi 3 e 4), 6, 7, 9, 10, 11 (eccetto i paragrafi 7 e 8), 13 (eccetto i paragrafi 3 e 4), 19 (eccetto il par.5), 25 e 26 (eccetto il par. 2). b) per la parte di diritto di famiglia: M. Sesta, Manuale di diritto di famiglia, Cedam, edizione 2016, ad esclusione dei seguenti capitoli o paragrafi: par.8 del cap.2; parr. 6,7,8 del cap.3; parr. 2.5,2.6,3,4,6,7,8,9 del cap.4; parr.5,5.1,6 del cap.6; parr.13,14,15,18,19 del cap.8; parr. 5,6 del cap.9; parr. 3.4,5,9,10,12 del cap.10; par.4 del cap.12; cap.13. Si raccomanda, inoltre, la consultazione di un'edizione aggiornata del Codice civile a scelta tra le seguenti: Codice civile e leggi complementari (n.504) Gruppo Editoriale Simone - XLII Edizione 2017; Codice civile e leggi complementari (n.504/1) Gruppo Editoriale Simone - XXXIV Edizione 2017. Letture consigliate: P.Rescigno, G.Resta, A.Zoppini, Diritto privato una conversazione, Il Mulino, 2017; A.Forza, R.Rumiati, G.Menegon, Il giudice emotivo, Il Mulino, 2017; B.Pastore, F.Viola, G.Zaccaria, Le ragioni del diritto, Il Mulino, 2017.
Obiettivi formativiAcquisizione e comprensione di schemi normativi da utilizzare nel mondo del lavoro; capacità di applicare le regole giuridiche ai casi concreti; conoscenza di strumenti di tutela giuridica e giurisdizionale.
PrerequisitiL’insegnamento di Istituzioni di diritto pubblico è propedeutico all’insegnamento di Diritto privato e di famiglia.
Metodi didatticiLo studio del manuale verrà affiancato dalla lettura e commento del Codice civile e delle principali novità legislative, nonché dalla proiezione delle slides delle lezioni.
Modalità di verifica dell'apprendimentoVerrà effettuata una prova intermedia consistente in domande a risposta sintetica per verificare lo stato di apprendimento degli studenti.
Programma estesoPer la parte di diritto privato: la norma giuridica, le fonti del diritto, l’applicazione e l’interpretazione della legge; le persone fisiche e giuridiche; le successioni mortis causa; i beni, la proprietà, i diritti reali e il possesso; le obbligazioni e il contratto; i fatti illeciti e la responsabilità civile; Per la parte di diritto di famiglia: il matrimonio e la convivenza more uxorio; i rapporti personali e patrimoniali tra coniugi; la filiazione legittima e naturale; l’adozione e l’affidamento dei minori
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InsegnamentoFondamenti di Politica Sociale
CodiceGS0080
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
DocentiALTOPIEDI Rosalba, GUASASCO Stefania
CFU9
Tipo di insegnamentoAttività formativa integrata
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Anno1
PeriodoAnnuale
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Moduli
Codice Insegnamento Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Docenti
GS0081 Fondamenti di Politica Sociale (I modulo) SPS/09 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO ALTOPIEDI Rosalba
P1262 LEGISLAZIONE SOCIALE SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE GUASASCO Stefania
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InsegnamentoFondamenti di Politica Sociale (I modulo)
CodiceGS0081
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoALTOPIEDI Rosalba
DocentiALTOPIEDI Rosalba
CFU6
Ore di lezione40
Ore di studio individuale110
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/09 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoITALIANO
ContenutiAcquisizione da parte delle studentesse e degli studenti delle capacità di comprendere le caratteristiche principali dei sistemi di welfare contemporanei e le loro trasformazioni, con particolare riferimento al contesto italiano e ad alcuni settori delle politiche sociali.
Testi di riferimento1. Kazepov Y. e Carbone D., 2018, Che cos’è il welfare state, Roma, Carocci; 2. Bifulco L. (a cura di), 2005, Le politiche sociali. Temi e prospettive emergenti, Roma, Carocci (capitoli 1, 2, 3, 8, 10) 3. Arnsperger C., Van Parijs P., Quanta disuguaglianza possiamo accettare? Etica economica e sociale, Il Mulino, 2003 (Prima parte) 3. Eventuali articoli e materiali integrativi indicati dal docente durante il corso.
Obiettivi formativiIl corso ha l’obiettivo di analizzare i sistemi di welfare contemporanei e di approfondirne le trasformazioni attuali, con particolare riferimento all’Italia. A tale scopo, nella prima parte saranno ripercorse le origini di questi sistemi e ne saranno definiti i tratti portanti. Inoltre, saranno analizzati gli ambiti in cui le politiche sociali si articolano, soffermandosi anche su un aspetto spesso trascurato nello studio del welfare: il progetto di controllo sociale sotteso all’idea di stato sociale. Successivamente, l’attenzione si sposterà sui cambiamenti in corso: attraverso l’analisi di alcuni settori specifici delle politiche sociali, saranno evidenziate le criticità e le potenzialità connesse alle trasformazioni del welfare state, con particolare riferimento all’Italia. L’approfondimento di questi settori consentirà di mostrare in maniera più tangibile, e da una prospettiva critica, cosa si intenda in termini teorici ed empirici con espressioni quali sussidiarietà orizzontale e verticale, governance e re-scaling e quali siano le implicazione dei processi a cui questi termini fanno riferimento.
Metodi didatticiLezioni frontali, lavori di gruppo e Seminari
Modalità di verifica dell'apprendimentoL'esame consisterà in una prova scritta della durata di 60 minuti. La prova sarà tesa a verificare, mediante domande a risposta aperta, la capacità dello studente di comprendere i nodi centrali dei sistemi di welfare contemporanei e le loro trasformazioni in corso. I criteri di valutazione della prova scritta saranno i seguenti: a) accuratezza; b) completezza; c) chiarezza e linguaggio appropriato
Programma estesoNel corso saranno affrontati i seguenti temi: • Cenni di teorie della giustizia • Che cos’è il welfare state? • Modelli di welfare: una prospettiva storica • Stato sociale e controllo sociale • Gli ambiti del welfare: lavoro, salute, assistenza sociale, educazione, abitazione • Le trasformazioni del welfare state: welfare mix, welfare society, social investment state. • Il ruolo della sussidiarietà • L’avvento della governance • Il re-scaling delle politiche sociali • Le trasformazioni di alcuni settori del welfare italiano: una prospettica critica • La localizzazione delle politiche sociali
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InsegnamentoLEGISLAZIONE SOCIALE
CodiceP1262
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoGUASASCO Stefania
DocentiGUASASCO Stefania
CFU3
Ore di lezione24
Ore di studio individuale51
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno1
PeriodoPrimo Semestre
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoITALIANO
ContenutiI contenuti del modulo di legislazione sociale esplorano il concetto delle politiche pubbliche e sociali a partire dalla beneficenza pubblica fino ad arrivare alla sicurezza sociale e al welfare plurale, attraverso l'analisi della normativa di riferimento in connessione con il periodo storico e con l'evoluzione culturale e sociale delle forme di aiuto.
Testi di riferimentoLa docente utilizzserà prevalentemente le slide preparate ad hoc per ogni lezione in modo da guidare gli apprendimenti prendendo spunto da più testi di riferimento Saranno inoltre utilizzati articoli di settore specifici a rinforzo delle singole lezioni che guideranno l'allievo in una rielaborazione dei concetti trasferiti e nello sviluppo di capacità critica
Obiettivi formativiL'allievo dovrà essere capace di orientarsi tra: - la normativa di riferimento - gli assetti istituzionali - gli assetti gestionali con la capacità prevalente di conoscere come muoversi in questi ambiti per comprendere esattamente i contesti lavorativi in cui si troverà da cosa derivano e come sono organizzati Dovrà inoltre acquisire un linguaggio tecnico professionale sufficientemente adeguato
Metodi didatticiLezioni frontali Lettura collegiale di articoli di settore
Modalità di verifica dell'apprendimentoLe modalità di verifica in itinere rispondono al bisogno di verificare il livello di apprendimento della classe, attraverso un inizio di ogni lezione dedicato al riassunto dei concetti prevalenti della lezione precedente in modo partecipato per poter procedere nei contenuti programmati L'esame, in forma scritta, si realizzerà con tre/quattro domande aperte
Programma estesoDalla beneficenza al welfare attuale passando dall'assistenza sociale e dalla sicurezza sociale 1) Dalla beneficenza all'assistenza sociale: Ruolo dello Stato, ruolo della Chiesa, frammentazione di Enti e interventi per categorie 2) DPR 616/77 e Legge di Riforma sanitaria 3) La Costituzione e il decentramento amministrativo, Riforma del titolo V della Costituzione 4) Legge 328/2000: gli obiettivi, gli strumenti, gli assetti 5) Legge Regione Piemonte 1/2004: gli obiettivi, gli strumenti, i servizi e gli ambiti 6) Dal welfare state al welfare plurale e comunitario di oggi 7) Il ruolo di Stato, Regioni e Comuni alla luce dei nuovi bisogni di oggi 8) recupreo criticità e ripasso dei concetti generali
Risultati di apprendimento attesiL'allievo dovrà essere in grado di orientarsi nei contesti normativo, sociale nei diversi periodi di riferimento per comprendere oggi la natura giuridica, gestionale e organizzativa dei diversi servizi e delle politiche sociali nonchè le forme gestionali previste. Dovrà inoltre essere in grado di padroneggiare un linguaggio professionale di base in grado di comprendere gli apprendimenti successivi Dovrà acquisire dimestichezza anche con la normativa: leggi quadro, leggi regionali leggi di settore
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InsegnamentoIDONEITA' DI ITALIANO
CodiceP1114
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoFORNO Carla Eugenia
DocentiFORNO Carla Eugenia
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoD - A scelta dallo studente
Anno1
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl corso di IDONEITÀ DI ITALIANO risponde all’esigenza di colmare le lacune emerse, tramite il TEST iniziale, nella preparazione di base degli studenti iscritti al primo anno. Dal momento che parlare di Italiano, genericamente inteso, può risultare astratto, sarà prioritario l’impegno per far cogliere agli studenti la coesistenza di più lingue parallele (italiano parlato e scritto, italiano regionale, settoriale ecc.), data la straordinaria ricchezza della nostra lingua e la sua continua evoluzione nel tempo. Il programma prevede, pertanto, una precisa attenzione all’ortografia e alla grafematica (divisione in sillabe, uso degli accenti, funzione della punteggiatura), all’analisi grammaticale e logica della frase, così come alla sintassi del periodo, alla coerenza e coesione. Si insisterà anche sull’analisi di diversi tipi di Italiano, da quello letterario, tramite la verifica della capacità di comprensione e sintesi di testi in prosa (riassunto) e in poesia (parafrasi) a quello non letterario (la lingua burocratica, medica, dei giornali ecc.).
Testi di riferimentoVerrà fornita agli studenti, tramite i power point elaborati appositamente per le lezioni, una “dispensa” comprensiva dei contenuti trattati e delle indicazioni bibliografiche indispensabili per ulteriori approfondimenti ed esercitazioni, con indicazione precisa delle pagine utili.
Obiettivi formativiIl recupero dei debiti formativi in entrata, dopo il monitoraggio delle competenze linguistiche degli studenti, comporta l’esigenza di fornire gli strumenti per una corretta educazione linguistica, tramite un vero e proprio corso di recupero, per rinforzare e sviluppare competenze – spesso carenti - che avrebbero dovuto costituire il bagaglio in uscita dalla scuola secondaria superiore, e che sono indispensabili per il percorso formativo intrapreso e genericamente per una migliore capacità di comprensione e comunicazione orale e scritta.
PrerequisitiConoscenza della lingua italiana.
Metodi didatticiIl corso frontale si avvale della proiezione di power point di supporto alle spiegazioni. Ad ogni lezione si terranno esercitazioni di verifica a diversi livelli, in forma seminariale.
Altre informazioniIl corso si articola in un modulo di 25 ore. La frequenza costante, da parte degli studenti che non hanno ottenuto l’abilitazione in Italiano tramite il TEST, è caldamente consigliata. Il numero minimo di ore indispensabili deve essere pari almeno al 60% del totale delle ore previste.
Modalità di verifica dell'apprendimentoIl corso non prevede una verifica finale complessiva (esame), ma verifiche progressive, nel corso delle lezioni, per misurare individualmente e collettivamente, in modo costante, il grado di acquisizione di nuove competenze. Si tratterà per lo più di esercizi riferiti ai diversi punti del programma, con correzione e discussione degli errori in classe.
Programma estesoDAL SUONO ALLA SCRITTURA – COMPRENDERE e COMUNICARE - La sillaba – divisione sillabica delle parole - Ortografia e accento - La punteggiatura - Il lessico. Nel meraviglioso mondo delle parole. - Una lingua stratificata e in continua evoluzione - Derivazione delle parole: grecismi, latinismi, prestiti da lingue straniere ecc. - L’analisi grammaticale (nome, articolo, aggettivo, pronome, preposizione, verbo, avverbio ecc.) - L’architettura della frase: la sintassi della proposizione e del periodo (principali, coordinate, subordinate) - Le proprietà di un testo: i meccanismi della coesione e della coerenza - Tipi testuali: testi narrativi, descrittivi ecc. - La lingua non letteraria: la lingua burocratica, scientifica, la lingua della politica, la lingua dei giornali. - Il riassunto, ovvero la capacità di selezionare i contenuti. - Pianificazione di un testo. Saper comporre: mappa di idee, scaletta, paragrafi, capitoli, citazioni, note, bibliografia. Uso del vocabolario.
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InsegnamentoIDONEITA' LINGUA FRANCESE
CodiceP0110
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoDUMOLARD DE BONVILLER Gwenaelle
DocentiDUMOLARD DE BONVILLER Gwenaelle
CFU3
Ore di lezione30
Ore di studio individuale45
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)L-LIN/04 - LINGUA E TRADUZIONE - LINGUA FRANCESE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento opzionale
Categoria insegnamentoE - Prova finale e lingua straniera
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiProgramma grammaticale : Presente e passato prossimo Articoli, aggettivi Forma negativa e interrogativa Accordi dei nomi e aggettivi Preposizioni Attività didattiche : Lettura di articoli (Quotidiani, estratti di articoli specialistici) Conversazioni, giochi di ruolo, esposizioni orali Esercitazioni di scrittura (analisi, messaggi, ecc.)
Testi di riferimentoLibri di grammatica (Grammaire progressive, niveau débutant, ed. Clé International) Esempi di test DELF/DALF Diploma di francese a valore internazionale, Ambasciata di Francia Libro di Vocabolario (“Vocabulaire progressif du Français”, ed. Clé International) Risorse internet per insegnanti di francese lingua straniera (FLE) www.francparler.org Stampa francese (quotidiani e settimanali) Sito della CAF (Caisse d’Allocations Familiales) Letteratura francese Film e documenti sonori originali
Obiettivi formativiIl corso ha due obiettivi : il primo è il raggiungimento al livello A2 del Quadro europeo di riferimento; il secondo è acquisire le conoscenze principali relative al sistema sociale francese.
PrerequisitiConoscenza della grammatica francese, livello scolastico (corrispondente al livello A1 del Quadro europeo di riferimento) : Ogni studente sarà sottoposto a un test di ammissione.
Metodi didatticiSI Lezioni SI Esercitazioni SI Attivita' in laboratorio (una volta 3 ore) La frequenza è obligatoria
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa verifica finale sarà elaborata sul modello di un esame DELF A2, cioè : Comprensione orale (2 esercizi) Comprensione scritta (2 esercizi) Produzione scritta (2 messaggi mail) Produzione orale (Presentarsi, domande, gioco di ruolo)
Programma estesoProgramma grammaticale : Presente e passato prossimo Articoli, aggettivi Forma negativa e interrogativa Accordi dei nomi e aggettivi Preposizioni Attività didattiche : Lettura di articoli (Quotidiani, estratti di articoli specialistici) Conversazioni, giochi di ruolo, esposizioni orali Esercitazioni di scrittura (analisi, messaggi, ecc.)
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InsegnamentoIDONEITA' LINGUA INGLESE
CodiceP0109
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoGRIMALDI Luisa
DocentiGRIMALDI Luisa
CFU3
Ore di lezione30
Ore di studio individuale45
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)L-LIN/12 - LINGUA E TRADUZIONE - LINGUA INGLESE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento opzionale
Categoria insegnamentoE - Prova finale e lingua straniera
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl corso si articola in un modulo di 30 ore pari a 3 crediti formativi. Esso prevede varie attività finalizzate all’acquisizione delle principali strutture linguistiche del livello intermedio (B1) e al potenziamento della comprensione di lettura di testi in lingua inglese nel campo di specializzazione.
Testi di riferimentoVince, Michael, English Grammar in Context Intermediate, Macmillan Un dizionario monolingue (es. Longman Contemporary English, Oxford Advanced Learner's, Cobuild English Dictionary for Advanced Learners, etc) Testi distribuiti durante il corso.
Obiettivi formativiIl corso ha come obiettivo principale quello di fornire agli studenti le competenze linguistiche e gli strumenti necessari per la comprensione globale di testi nel campo di specializzazione.
PrerequisitiIl corso presuppone una conoscenza della lingua corrispondente almeno al Livello A2.
Metodi didatticiIl corso è organizzato in forma laboratoriale.
Modalità di verifica dell'apprendimentoProva scritta (90 minuti e senza l’uso del dizionario) per valutare le abilità di comprensione globale di un testo nel campo di specializzazione e le principali strutture linguistiche acquisite nel corso. La prova consiste in una serie di esercizi grammaticali, di vocaboli e comprensione di lettura.
Programma estesoL’insegnamento grammaticale includerà: A. Verb Tenses (structure and use)  Present and Past Simple  Present and Past Continuous  Future Tense and future forms  Present Perfect Simple and Continuous  Past Perfect and Continuous B. Question formation (question words, subject/object questions in all tenses) C. Some / Any / No / Little / Few /A little / A few D. Conditional forms – zero, first, second, third and mixed conditionals E. Reported speech F. Passive voice (all tenses), with or without an agent, including sentences with 2 objects
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InsegnamentoISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO
CodiceP2143
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoGENINATTI SATE' Luca
DocentiGENINATTI SATE' Luca
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)IUS/09 - ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl corso ha per oggetto gli istituti fondamentali del diritto pubblico. Introdotti i concetti di diritto e di Costituzione, e presentata la Costituzione repubblicana alla luce della sua evoluzione storica, il corso si divide in tre parti. La prima parte è dedicata al sistema delle fonti del diritto. In particolare, saranno oggetto di lezione i criteri che risolvono le antinomie tra le fonti; la Costituzione; la legge ordinaria; il referendum abrogativo; le fonti del Governo (decreti legge, decreti legislativi, regolamenti); le fonti regionali e le fonti internazionali e comunitarie. Nella seconda parte sarà affrontato lo studio della forma di governo italiana. Partendo dall'analisi delle possibili forme di governo e dei diversi sistemi elettorali, il corso si sofferma sullo studio dei singoli organi della forma di governo italiana: Parlamento; Governo; Presidente della Repubblica; potere giudiziario; Corte costituzionale. La terza parte del corso concerne le libertà e i diritti fondamentali dell'individuo e le relative garanzie.
Testi di riferimentoUn manuale di riferimento, a scelta degli studenti fra i seguenti: M. Dogliani - I. Massa Pinto, Elementi di diritto costituzionale, Giappichelli, 2015 oppure G. Zagrebelsky - V. Marcenò - F. Pallante, Lineamenti di diritto costituzionale, Milano, ult. ed. oppure G.U. Rescigno, Corso di Diritto Pubblico, Bologna, Zanichelli, ult. ed. oppure R. Bin- G. Pitruzzella, Diritto pubblico, Torino, Giappichelli, ult. ed. Gli studenti sono tenuti a dotarsi di una raccolta delle leggi fondamentali della Repubblica italiana, mediante il reperimento di un codice o analoga fonte editoriale oppure attraverso l'acquisizione dei testi normativi da fonti elettroniche ed informatiche.
Obiettivi formativiIl corso si propone di conferire agli studenti una conoscenza istituzionale del diritto pubblico italiano, principalmente al fine di comprendere ed applicare correttamente le fonti normative ed i relativi rapporti, di conoscere ed osservare criticamente la struttura e le dinamiche della forma di Stato e della forma di Governo e di apprendere i tratti fondamentali del sistema dei diritti e delle libertà nonchè dell'ordinamento giurisdizionale
PrerequisitiConoscenza fondamentale della storia italiana e delle sue istituzioni
Metodi didatticiLezioni frontali
Modalità di verifica dell'apprendimentoPer i frequentanti ed i non frequentanti (indifferentemente) l'esame si svolgerà in forma scritta e orale; in forma scritta (mediante domande a risposta multipla e domande aperte) sulle prime due parti del corso; in forma orale sulla restante terza parte. L'esame potrà essere sostenuto, a scelta degli studenti, mediante verifiche scritte intermedie. VERIFICA: - Prove scritte - - Prove orali - DESCRIZIONE DELLA VERIFICA: - Prove scritte - Prove orali - - Prove scritte - Prove orali - Le due verifiche intermedie saranno composte ciascuna da dieci domande a risposta chiusa (1 punto per ogni risposta esatta) ed una domanda a risposta aperta (massimo 5 punti): nel totale 15/15 punteggio massimo per ciascuna verifica. Al termine del corso verrà svolto un colloquio in forma orale destinato al commento delle prove scritte ed all'interrogazione relativa all'ultima parte del corso, nonché alla verifica complessiva circa la completezza e la maturità dell'apprendimento. Per gli studenti che non intendono avvalersi delle prove intermedie (o che non le superano positivamente), l'esame finale sarà costituito dall'insieme delle prove suddette, con la differenza che saranno sostenute in una sola soluzione, in occasione degli appelli ufficiali.
Programma estesoConcetti di diritto e di Costituzione. Sistema delle fonti del diritto. I criteri che risolvono le antinomie tra le fonti; la Costituzione; la legge ordinaria; il referendum abrogativo; le fonti del Governo (decreti legge, decreti legislativi, regolamenti); le fonti regionali e le fonti internazionali e comunitarie. Forma di governo italiana. Analisi delle possibili forme di governo e dei diversi sistemi elettorali, singoli organi della forma di governo italiana: Parlamento; Governo; Presidente della Repubblica; potere giudiziario; Corte costituzionale. Libertà e i diritti fondamentali dell'individuo e le relative garanzie.
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InsegnamentoMetodologia e comunicazione nelle scienze sociali
CodiceGS0177
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoCARBONE Domenico
DocentiCARBONE Domenico, POGLIANO Andrea
CFU11
Tipo di insegnamentoAttività formativa integrata
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Anno1
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Moduli
Codice Insegnamento Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Docenti
GS0178 Metodologia delle scienze sociali SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE CARBONE Domenico
GS0179 Sociologia della comunicazione SPS/08 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI POGLIANO Andrea
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InsegnamentoMetodologia delle scienze sociali
CodiceGS0178
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoCARBONE Domenico
DocentiCARBONE Domenico
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno1
PeriodoPrimo Semestre
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiIl corso presenterà le principali teorie e metodi della ricerca sociale e sarà diviso in tre parti. La prima dedicata ai paradigmi della ricerca sociale e alle questioni ontologiche, epistemologiche e metodologiche con essa connessa. La seconda parte è dedicata ai metodi quantitativi. La terza ai metodi qualitativi
Testi di riferimento1. CORBETTA Piergiorgio (2003), La ricerca sociale: metodologia e tecniche, vol. 1 I paradigmi di riferimento, Bologna, Il Mulino, Bologna. 2. CORBETTA Piergiorgio (2003), La ricerca sociale: metodologia e tecniche, vol. 2 Le tecniche quantitative, Bologna, Il Mulino. 3. CORBETTA Piergiorgio (2003), La ricerca sociale: metodologia e tecniche, vol 3 Le tecniche qualitative,
Obiettivi formativiIl corso intende fornire agli studenti ottime conoscenze e capacità di gestione dei principali strumenti di rilevazione empirica e di organizzazione dei dati
Metodi didatticiIl corso è organizzato in lezioni frontali in aula. La frequenza non è obbligatoria ma è fortemente consigliata
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa prova finale, scritta e della durata di 60 minuti, sarà tesa a verificare le capacità dello studente di orientarsi tra i vari aspetti teorici e pratici della disciplina e conterrà 3“domande aperte” e 5 “domande chiuse a risposta multipla”.
Programma estesoPrima parte - Il metodo scientifico e la metodologia delle scienze sociali - Questione ontologia epistemologica e metodologica nella ricerca sociale - I paradigmi di riferimento della ricerca sociale - Due diversi modi di conoscere la realtà sociale: ricerca quantitativa e ricerca qualitativa Parte seconda - Struttura “tipo” di una ricerca quantitativa - L’inchiesta campionaria - Costruzione e formulazione delle domande - Organizzazione della rilevazione Parte terza - la ricerca qualitativa - l’osservazione partecipante - Le interviste in profondità - l’uso dei documenti
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InsegnamentoSociologia della comunicazione
CodiceGS0179
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPOGLIANO Andrea
DocentiPOGLIANO Andrea
CFU5
Ore di lezione30
Ore di studio individuale95
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/08 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno1
PeriodoPrimo Semestre
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiL’insegnamento si occupa di discutere il ruolo della comunicazione nel contesto del dibattito sociologico e in particolare nell’ambito della sociologia della cultura. Una prima parte verterà sul ruolo che le intuizioni di classici della sociologia e della teoria culturale hanno avuto nel costruire una sociologia della comunicazione. Questa prima parte sarà anche l’occasione per permettere agli studenti di ripassare i principali approcci sociologici, tra struttural-funzionalismo, teorie del conflitto, interazionismo simbolico, fenomenologia e situazionismo sociale, teorie del campo e sociologia comprendente. Una seconda parte mostrerà l’interesse di questo approccio, riferendosi ai temi delle rappresentazioni umanitarie, della migrazione e del genere (in particolare dell’integrazione e della violenza sulle donne). Si guarderà al giornalismo, alla comunicazione istituzionale e alle campagne di sensibilizzazione su integrazione dei migranti e questioni di genere (con esempi e analisi di news, video e manifesti).
Testi di riferimentoPER I FREQUENTANTI: 1. Lilie Chouliaraki, “Lo spettatore ironico. La solidarietà nell’epoca del post-umanitarismo” – Mimesis 2. Dispense distribuite a lezione. PER I NON-FREQUENTANTI: 1. Paddy Scannell, “Media e comunicazione” – il Mulino (esclusi capp. 5 e 7). 2. Un testo a scelta tra i seguenti: - Lilie Chouliaraki, “Lo spettatore ironico. La solidarietà nell’epoca del post-umanitarismo” – Mimesis (esclusi capp. 4 e 5); - Gariglio, Pogliano, Zanini, “Facce da straniero. 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia” – Bruno Mondadori (esclusi capp. 2, 4 e 6). Si consiglia la lettura di: - Didier Fassin, “Ripoliticizzare il mondo” – Ombre corte - Walter Baroni, “Contro l’intercultura. Retoriche e pornografia dell’incontro” – Ombre Corte; - Susan Sontag, “Davanti al dolore degli altri” - Mondadori.
Obiettivi formativiIl corso intende fornire agli studenti stimoli e strumenti utili per: - ragionare sui fenomeni di trasformazioni sociali e istituzionali con un approccio sociologico, applicando visioni e modelli e guardandoli dalla prospettiva specifica della sociologia dei processi culturali e comunicativi; - analizzare i testi comunicativi, in particolare quelli prodotti nell’ambito delle narrazioni umanitarie, focalizzate sulla vittima e spesso incapaci di mettere a fuoco le cause, riuscendo a coglierne gli aspetti critici con sensibilità sociologica e sapendo porsi le giuste domande per valutarne la forza e l’impatto; - sensibilizzarsi al ruolo che le rappresentazioni assumono in un mondo saturo di informazioni, con sempre minor controllo su di esse, disintermediato e in un contesto di alta frammentazione dell’audience.
PrerequisitiNon esistono prerequisiti specifici.
Metodi didatticiOltre alle lezioni frontali, verranno condotte analisi collettive su prodotti mediali mostrati o letti in aula e saranno organizzati ragionamenti di gruppo su specifici argomenti volta per volta trattati. Inoltre, gli studenti saranno sollecitati a portare in aula testi mediali che vorrebbero discutere in aula. Il docente si riserva di valutarne l’interesse e di sottoporli ad analisi collettiva. La frequenza è consigliata. Per essere considerati frequentanti bisognerà seguire almeno i 2/3 delle lezioni (20 ore). Verranno prese le firme.
Altre informazioniI video mostrati a lezione saranno messi a disposizione di chiunque ne facesse richiesta per poterli rivedere privatamente; il docente metterà a disposizione di tutti delle dispense contenenti anche singoli capitoli brevi e articoli giornalistici in fotocopia, che costituiranno per i frequentanti una parte del carico didattico.
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa prova sarà scritta e durerà due ore e mezza. Agli studenti verrà chiesto di scegliere 5 domande da una lista di 8. Le domande andranno dal generale (per inquadrare la comprensione dei testi di studio nel loro significato complessivo) al particolare, per verificare la capacità di muoversi tra i concetti più importanti e le esemplificazioni pertinenti. Verrà posta attenzione al lessico utilizzato, alla capacità di sintesi e di ragionamento, alla capacità di individuare collegamenti (somiglianze e differenze) tra i vari autori studiati.
Programma estesoUna prima parte verterà sul ruolo che le intuizioni di classici della sociologia e della teoria culturale hanno avuto nel costruire una sociologia della comunicazione. In particolare si guarderà ad autori come Karl Marx, Max Weber, Emile Durkheim, Georg Simmel, Robert Merton, George Herbert Mead, Alfred Shutz, Erving Goffman, Harold Garfinkel, Pierre Bourdieu, Michel Foucault, Jurgen Habermas, Stuart Hall e Luc Boltanski. Di questi autori verranno trattenute le intuizioni più rilevanti per la sociologia della comunicazione. Questa prima parte sarà anche l’occasione per permettere agli studenti di ripassare i principali approcci sociologici, tra struttural-funzionalismo, teorie del conflitto, interazionismo simbolico, fenomenologia e situazionismo sociale, teorie del campo e sociologia comprendente. Una seconda parte mostrerà l’interesse di questo approccio, riferendosi ai temi delle rappresentazioni umanitarie, della migrazione e del genere (in particolare dell’integrazione e della violenza sulle donne). Si guarderà al giornalismo, alla comunicazione istituzionale e alle campagne di sensibilizzazione su integrazione dei migranti e questioni di genere (con esempi e analisi di news, video e manifesti).
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InsegnamentoPRINCIPI E FONDAMENTI DEL SERVIZIO SOCIALE
CodiceP0004
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoALLEGRI Elena
DocentiALLEGRI Elena
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno1
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiIl corso è articolato in tre moduli. 1. La dimensione fondativa del Servizio sociale: la definizione nazionale e internazionale e alcuni aspetti caratterizzanti. L'azione professionale dell’assistente sociale: ambiti, soggetti e funzioni. Alcuni elementi della ricerca ed elaborazione del corpus sistematico di conoscenze teoriche. 2. La dimensione storica: dalla fondazione del Servizio sociale nei paesi anglosassoni agli orientamenti attuali nella realtà italiana. 3. La dimensione deontologica. Dai valori di riferimento alle responsabilità professionali.
Testi di riferimento1. Pieroni G., Dal Pra Ponticelli M., Introduzione al Servizio sociale. Storia, principi, etica, Carocci, Roma, 2005, capitoli: da 3 a 8. 2. Campanini A. (a cura di), Gli ambiti di intervento del servizio sociale, Carocci, Roma, 2016, cap.: 1,4,11,12 e uno a scelta dello studente). 3. Allegri E., Come nani sulle spalle dei giganti. Ricerca e Servizio sociale: percorsi per la costruzione del sapere disciplinare, in Rassegna di Servizio sociale, Vol. 3, 2012, pp. 32-47. 4. Campanini A. (diretto da), Nuovo Dizionario di Servizio sociale, Carocci, Roma, 2013, in particolare per le seguenti voci: Assistente sociale, Assistenza (storia della), Deontologia, Empowerment, Esclusione sociale, Ordine professionale, Processo di aiuto, Servizio sociale, Servizio sociale di comunità, Storia del servizio sociale, Principi del Servizio sociale, Teoria del Servizio sociale, Trifocalità, Unitarietà, Valori. 5. Definizione internazionale di Social Work, reperibile: http://www.eassw.org/global-social-work/17/gdsw-definizione-internazionale-di-servizio-sociale.html 6. Presenze deboli, saperi forti, reperibile: http://www.digspes.unipmn.it/media/saperi_forti/ 7. Codice deontologico dell’assistente sociale, reperibile: http://www.cnoas.info/files/000000/00000017.pdf Ulteriori precisazioni sui testi di riferimento saranno fornite dalla docente nelle prime lezioni e inserite sulla pagina DIR del corso alla quale si raccomanda di iscriversi: https://www.dir.uniupo.it/course/index.php Allegri E., De Luca A., Bartocci M.C. Gallione S., “Diversamente esperti”: la partecipazione dei cittadini – utenti e dei familiari nella formazione universitaria dei futuri assistenti sociali. Analisi di una innovativa esperienza italiana, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n.3, 2017.
Obiettivi formativi- fornire le conoscenze dei fondamenti del Servizio sociale come disciplina e come professione, all'interno dei processi di trasformazione sociale e del sistema di Welfare, delineando lo sviluppo e il consolidamento degli aspetti epistemologici; - orientare lo studente nelle dimensioni teorica ed etico-deontologica del Servizio sociale, dando impulso alla comprensione critica della natura, delle origini e dello sviluppo della professione; - sensibilizzare lo studente all’acquisizione della capacità di applicare conoscenza e comprensione con particolare attenzione a saper leggere criticamente i mandati contemporanei della professione e a cogliere i diversi piani in cui si colloca l’azione degli assistenti sociali (nel lavoro con la persona, con l’organizzazione, con la comunità locale. Il corso è propedeutico al Tirocinio di 1° anno.
Metodi didatticiPer ogni contenuto affrontato nel corso saranno previste sia lezioni frontali sia esercitazioni, simulazioni e piccoli gruppi di discussione. La frequenza è caldamente consigliata anche in ragione della preparazione al tirocinio del primo anno di corso. E’ prevista la presenza di esperti di servizio sociale in alcune lezioni e la presenza del gruppo di utenti Diversamente esperti in un seminario ad hoc.
Altre informazioniE’ necessario iscriversi alla pagina DIR del corso: https://www.dir.uniupo.it/course/index.php
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa verifica dell’apprendimento avviene attraverso una prova scritta, costituita da una serie di domande. Alcune domande saranno a risposta multipla finalizzate alla valutazione delle conoscenze apprese, altre saranno a risposta aperta per accertare la capacità dello studente di applicare conoscenza e comprensione, di articolare un ragionamento basato sulla connessione logica dei concetti appresi e di argomentare. I criteri di valutazione riguardano la completezza e la pertinenza dei contenuti, la correttezza formale e la proprietà lessicale, la capacità di usare le conoscenze interdisciplinari per il Servizio sociale, la citazione di fonti e di autori.
Programma estesoCONTENUTI Il corso è articolato in tre moduli. 1. La dimensione fondativa del Servizio sociale: la definizione nazionale e internazionale e alcuni aspetti caratterizzanti. L'azione professionale dell’assistente sociale: ambiti, soggetti e funzioni. Alcuni elementi della ricerca ed elaborazione del corpus sistematico di conoscenze teoriche. 2. La dimensione storica: dalla fondazione del Servizio sociale nei paesi anglosassoni agli orientamenti attuali nella realtà italiana. 3. La dimensione deontologica. Dai valori di riferimento alle responsabilità professionali TESTI DI RIFERIMENTO 1. Pieroni G., Dal Pra Ponticelli M., Introduzione al Servizio sociale. Storia, principi, etica, Carocci, Roma, 2005. 2. Campanini A. (a cura di), I settori di intervento nel servizio sociale, Carocci, Roma, 2016. 3. Allegri E., Come nani sulle spalle dei giganti. Ricerca e Servizio sociale: percorsi per la costruzione del sapere disciplinare, in Rassegna di Servizio sociale, Vol. 3, 2012, pp. 32-47. 4. Campanini A. (diretto da ), Nuovo Dizionario di Servizio sociale, Carocci, Roma, 2013, in particolare per le seguenti voci: Assistente sociale, Assistenza (storia della), Deontologia, Empowerment, Esclusione sociale, Ordine professionale, Processo di aiuto, Servizio sociale, Servizio sociale di comunità, Storia del servizio sociale, Principi del Servizio sociale, Teoria del Servizio sociale, Trifocalità, Unitarietà, Valori. 5. Definizione internazionale di Social Work, reperibile: http://www.eassw.org/global-social-work/17/gdsw-definizione-internazionale-di-servizio-sociale.html 6. Presenze deboli, saperi forti, reperibile: http://www.digspes.unipmn.it/media/saperi_forti/ 7. Codice deontologico dell’assistente sociale, reperibile: http://www.cnoas.info/files/000000/00000017.pdf Ulteriori precisazioni sui testi di riferimento saranno fornite dalla docente nelle prime lezioni e inserite sulla pagina DIR del corso alla quale si raccomanda di iscriversi: https://www.dir.uniupo.it/course/index.php OBIETTIVI FORMATIVI - fornire le conoscenze dei fondamenti del Servizio sociale come disciplina e come professione, all'interno dei processi di trasformazione sociale e del sistema di Welfare, delineando lo sviluppo e il consolidamento degli aspetti epistemologici; - orientare lo studente nelle dimensioni teorica ed etico-deontologica del Servizio sociale, dando impulso alla comprensione critica della natura, delle origini e dello sviluppo della professione; - sensibilizzare lo studente all’acquisizione della capacità di applicare conoscenza e comprensione con particolare attenzione a saper leggere criticamente i mandati contemporanei della professione e a cogliere i diversi piani in cui si colloca l’azione degli assistenti sociali (nel lavoro con la persona, con l’organizzazione, con la comunità locale. Il corso è propedeutico al Tirocinio di 1° anno. METODI DIDATTICI Per ogni contenuto affrontato nel corso saranno previste sia lezioni frontali sia esercitazioni, simulazioni e piccoli gruppi di discussione. La frequenza è caldamente consigliata anche in ragione della preparazione al tirocinio del primo anno di corso. E’ prevista la presenza di esperti di servizio sociale in alcune lezioni e la presenza del gruppo di utenti Diversamente esperti in un seminario ad hoc. ALTRE INFORMAZIONI E’ necessario iscriversi alla pagina DIR del corso: https://www.dir.uniupo.it/course/index.php MODALITA’ DI VERIFCA DELL’APPRENDIMENTO La verifica dell’apprendimento avviene attraverso una prova scritta, costituita da una serie di domande. Alcune domande saranno a risposta multipla finalizzate alla valutazione delle conoscenze apprese, altre saranno a risposta aperta per accertare la capacità dello studente di applicare conoscenza e comprensione, di articolare un ragionamento basato sulla connessione logica dei concetti appresi e di argomentare. I criteri di valutazione riguardano la completezza e la pertinenza dei contenuti, la correttezza formale e la proprietà lessicale, la capacità di usare le conoscenze interdisciplinari per il Servizio sociale, la citazione di fonti e di autori.
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InsegnamentoPROCESSI INNOVATIVI NEL SERVIZIO SOCIALE
CodiceGS0255
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoBERTONE Chiara
DocentiBERTONE Chiara
CFU2
Ore di studio individuale38
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento opzionale
Categoria insegnamentoD - A scelta dallo studente
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoITALIANO
ContenutiIl seminario si propone di fornire strumenti concettuali e metodologici su un tema rilevante per la professione e che, per la sua complessità, richiede uno sguardo interdisciplinare. Quest'anno il tema è la povertà e le forme più recenti che sta assumendo nel contesto italiano.
Obiettivi formativiObiettivo del seminario è consentire alla studentessa o allo studente di acquisire capacità di osservare, concettualizzare e sviluppare strategie di azione rispetto ad un fenomeno sociale complesso rilevante per la professione.
Metodi didatticiMomenti frontali ed interattivi in aula, esercizio osservativo sul territorio, confronto con professionisti.
Modalità di verifica dell'apprendimentoL'idoneità del seminario sarà acquisita attraverso una relazione scritta sull'esercizio osservativo svolto, con l'utilizzo degli strumenti concettuali e metodologici acquisiti durante il seminario.
Programma estesoIl seminario si propone di fornire strumenti concettuali e metodologici su un tema rilevante per la professione e che, per la sua complessità, richiede uno sguardo interdisciplinare. Quest'anno il tema è la povertà e le forme più recenti che sta assumendo nel contesto italiano. Una prima parte sarà dedicata ad acquisire interattivamente una capacità di lettura del fenomeno; una seconda parte sarà orientata ad un confronto con professionisti del territorio su strategie e strumenti di azione. Parte integrante del seminario sarà un esercizio osservativo realizzato dagli studenti in contesti sociali e dei servizi rilevanti per il tema affrontato.
Risultati di apprendimento attesiCapacità di osservare, concettualizzare e sviluppare strategie di azione rispetto ad un fenomeno sociale complesso rilevante per la professione.
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InsegnamentoPSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
CodiceP0080
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoBRACH PAPA Francesca Elvira Regina
DocentiBRACH PAPA Francesca Elvira Regina
CFU9
Ore di lezione60
Ore di studio individuale165
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)M-PSI/04 - PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E PSICOLOGIA DELL'EDUCAZIONE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiIl corso si propone di offrire una conoscenza di base delle principali tematiche affrontate dalla Psicologia dello Sviluppo come scienza, affrontandone sia i fondamenti teorici sia gli aspetti metodologici. Particolare attenzione sarà dedicata ad alcuni concetti chiave riguardanti tematiche quali continuità e discontinuità dello sviluppo, relazioni fra predisposizioni biologiche e interazioni sociali. Si prenderà in esame lo sviluppo delle principali funzioni psicologiche nella prospettiva del ciclo di vita, e in particolare degli aspetti neuronali, motori, cognitivi, emotivi, sociali, linguistici e morali sia dello sviluppo tipico che atipico.
Testi di riferimentoLavinia Barone (a cura di), Manuale di Psicologia dello Sviluppo, Carocci editore, Roma, 2009. Bessel Van Der Kolk, Il corpo accusa il colpo, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015. De Beni, Borella (a cura di) Psicologia dell’invecchiamento e della longevità, Il Mulino, Bologna, 2015. Manaresi (a cura di), L’intervento clinico in età evolutiva, Carocci, Roma, 2012. Gustavo Pietropolli Charmet, I nuovi adolescenti, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000.
Obiettivi formativiLo studente dovrà conoscere i principali orientamenti teorici e metodologici dei modelli di sviluppo nel ciclo di vita dell’individuo e le fasi dello sviluppo neuronale, motorio, cognitivo, emotivo, sociale e morale a partire dal bambino fino alla persona adulta e anziana, osservandone risorse e criticità. Deve inoltre conoscere gli aspetti di continuità e discontinuità che caratterizzano lo sviluppo, in particolar modo dell’infanzia, della fanciullezza e dell’adolescenza. Lo studente, al termine del corso, dovrà essere in grado di utilizzare le conoscenze acquisite per collegare i diversi temi trattati.
PrerequisitiNon sono richiesti prerequisiti. Eventuali carenze relative a concetti generali di Psicologia o di carattere terminologico che si dovessero evidenziare, verranno affrontate durante il corso.
Metodi didatticiLezione frontale, lezione partecipata, seminari tematici, lavoro in piccoli gruppi. La frequenza è consigliata.
Altre informazioniLa docente riceve gli studenti, previo accordo via email (francesca.brachpapa@uniupo.it) il lunedì pomeriggio dalle 17 alle 18.
Modalità di verifica dell'apprendimentoVerifica scritta con domande sia a scelta multipla sia tramite domande aperte. Gli allievi frequentanti potranno approfondire uno degli argomenti del corso svolgendo un elaborato scritto (tesina) da concordare con la docente. L’elaborato dovrà essere consegnato entro la fine del corso e sostituirà alcune domande aperte della prova scritta.
Programma estesoIl corso prevede due parti. Nella prima parte si fornisce una panoramica circa i principali orientamenti teorici di riferimento, i metodi e gli strumenti della Psicologia dello Sviluppo. Si analizzeranno i fattori principali dello sviluppo neuronale, motorio, cognitivo, affettivo/relazionale, sociale e morale del bambino e il loro strutturarsi a formare l’identità della persona. Nella seconda parte, si analizzeranno alcuni nodi tematici all’interno della psicologia dello Sviluppo: genitorialità e co-genitorialità, maltrattamento e abuso e psicologia del trauma. Adolescenza: passaggi critici e costruzione di una nuova identità. L’anziano: i nodi centrali di questa fase del ciclo di vita.
Risultati di apprendimento attesiGli studenti devono dimostrare di aver sviluppato le conoscenze utili, le abilità comunicative e le capacità di apprendimento che costituiscono il fondamento del sapere inerente i temi principali della Psicologia dello Sviluppo. Devono saper comprendere i punti di contatto, di sviluppo o di contrasto esistenti nelle varie teorie. Devono avere acquisito competenza rispetto alle principali caratteristiche psicologiche del bambino, dell’adolescente, dell’adulto, dell’anziano. Devono sviluppare una consapevolezza circa i contributi che la Psicologia dello Sviluppo offre a chi opera nel campo psicosociale.
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InsegnamentoTIROCINIO E GUIDA AL TIROCINIO I ANNO
CodiceP1265
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2017/2018
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPROSIO Miranda
DocentiPROSIO Miranda
CFU1
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoS - Insegnamento di sede
Anno1
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
Contenuti• Iniziale conoscenza del contesto organizzativo e istituzionale dei servizi sociali ( pubblici, privati, del terzo settore). • Individuazione dei ruoli , compiti, funzioni dei professionisti ( analogie e differenze) nella prospettiva integrata degli interventi di aiuto
Testi di riferimentoCodice Deontologico degli Assistenti Sociali
Obiettivi formativi• Confronto dello studente con i Servizi Sociali • Primo accostamento al ruolo professionale dell’Assistente Sociale in prospettiva della progettualità dell’intervento di aiuto
PrerequisitiIscrizione al tirocinio di I anno
Metodi didatticiSeminari, esercitazioni, attività di gruppo. Frequenza obbligatoria
Modalità di verifica dell'apprendimentoProva scritta
Programma esteso1. Avvio dell’esperienza di tirocinio; • il programma • l’organizzazione del tirocinio • le modalità operative • i contesti del tirocinio 2. Area: Servizi Sociali dei Comuni e dei Consorzi di Comuni • Anziani • Minori 3. Area ministeriale: Ministero di Giustizia • USSM Servizio Sociale minori ( area penale) • UEPE Servizio Sociale adulti ( area penale) 4. Area Adulti: Comini e Aziende Sanitarie Locali • Il servizio sociale territoriale: lo sportello sociale per la presa in carico di singoli cittadini e di nuclei familiari in condizioni di indigenza economica e sociale • Area Sanitaria: Dipendenze Patologiche ASL 5. Sedi e contesti di osservazione: • il lavoro di rete • il volontariato e il terzo settore 6. restituzione in plenaria dei lavori di gruppo e verifica dell’esperienza di tirocinio
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Insegnamento-ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE
CodiceP0062
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPODESTA' Noemi
DocentiPODESTA' Noemi
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/04 - SCIENZA POLITICA
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno2
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
Contenuti1. Dalla politica alle politiche 2. Il ciclo di vita di una policy 3. Come nasce un problema pubblico 4. Tipi di politiche e modalità di policy making 5. Processi e modelli decisionali 6. Decisione e attuazione: cosa succede dopo che una legge è stata approvata? 7. Dall’output amministrativo all’impatto sociale 8. Politiche pubbliche e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni: alcuni strumenti
Testi di riferimentoDispense di Analisi delle Politiche Pubbliche a cura di Noemi Podestà M. HOWLET e M. RAMESH, Come studiare le politiche pubbliche, Bologna, Il Mulino, 2003 (Per i non frequentanti) N. PODESTA' e G.L. BULSEI, L’ascolto del territorio. Aracne, Roma, 2014 G.L. BULSEI, La società diffusa. Organizzazioni e politiche locali, Roma, Carocci, 2013
Obiettivi formativiIl corso si propone di introdurre gli studenti ai principali concetti e strumenti per l’analisi delle politiche pubbliche e, attraverso la loro applicazione a problemi oggetto di intervento pubblico, di far acquisire la progressiva capacità di analizzare attori, interazioni ed esiti dei processi di policy
PrerequisitiNessuno
Metodi didatticiSaranno a disposizione degli studenti tutte le slides delle lezioni che dovranno essere utilizzate unicamente come “guida” allo studio e non in sostituzione dei testi consigliati per la preparazione all’esame
Modalità di verifica dell'apprendimentoGli studenti avranno l’opportunità di effettuare una prova intermedia scritta che concorrerà alla valutazione finale, inoltre i frequentanti presenteranno relazioni, che concorreranno alla valutazione finale, secondo modalità che saranno comunicate all’inizio del corso. Gli studenti impossibilitati a frequentare sono invitati a contattare il docente al fine di concordare forme alternative di supporto e verifica dell’apprendimento
Programma estesoIl corso si propone di introdurre gli studenti ai principali concetti e strumenti per l’analisi delle politiche pubbliche e, attraverso la loro applicazione a problemi oggetto di intervento pubblico, di far acquisire la progressiva capacità di analizzare attori, interazioni ed esiti dei processi di policy competenze teorico metodologiche: cosa sono le politiche pubbliche, perché e come si studiano (finalità e paradigmi, problemi e concetti) competenze analitiche: come si decidono e si attuano gli interventi pubblici (attori e processi, regole e strumenti)
Risultati di apprendimento attesiAl termine del corso ci si attende che gli studenti siano in grado di analizzare una politica pubblica attingendo dalle competenze teoriche acquisite e applicando quindi gli strumenti analitici presentati in aula durante il corso.
Insegnamento mutuante inSERVIZIO SOCIALE (2024) - P0062 -ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE - ASTI
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InsegnamentoDIRITTO AMMINISTRATIVO
CodiceP0056
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoMAMELI Barbara
DocentiMAMELI Barbara
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)IUS/10 - DIRITTO AMMINISTRATIVO
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno2
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoITALIANO
ContenutiIl corso ha per oggetto i principi e gli istituti fondamentali del diritto amministrativo che verranno trattati alla luce della prassi e degli orientamenti della giurisprudenza. La trattazione degli argomenti avverrà attraverso l’analisi e l’approfondimento degli istituti giuridici cui sarà affiancata l’illustrazione e discussione di casi pratici (sentenze, atti normativi, provvedimenti amministrativi, accordi, ecc.).
Testi di riferimentoE’ indispensabile il testo delle norme generali sull’azione amministrativa. E’ consigliato uno a scelta tra i seguenti manuali: - Greco, Argomenti di diritto amministrativo – vol. I - Lezioni, Milano, Giuffrè, ultima edizione; - Clarich, Manuale di diritto amministrativo, Il Mulino, ultima edizione; - D’Alberti, Lezioni di diritto amministrativo, Giappichelli, ultima edizione.
Obiettivi formativiIl corso si pone l’obiettivo di sviluppare la capacità dello studente di utilizzare e comprendere la terminologia giuridico-amministrativistica, di interpretare gli atti normativi ed argomentare con autonomia di giudizio.
PrerequisitiE’ indispensabile aver sostenuto con esito positivo l’esame di Istituzioni di diritto pubblico.
Metodi didatticiLe modalità didattiche consisteranno in lezioni teoriche volte ad illustrare i principi e gli istituti del diritto amministrativo; nello studio di casi giurisprudenziali al fine di promuovere l’acquisizione del lessico giuridico e delle tecniche di interpretazione ed argomentazione giuridica; in esercitazioni concernenti le tematiche affrontate durante le lezioni. Eventuali altre iniziative verranno segnalate durante le lezioni.
Altre informazioniE' creato uno spazio mode nel quale saranno caricati materiali utili per lo studio e la comprensione della materia (sentenze, dottrina etc.)
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa verifica dell’apprendimento avviene attraverso un esame orale sull’intero programma. E’ previsto lo svolgimento di una prova scritta al termine del corso. La partecipazione alla prova scritta è libera. Il voto è attribuito in trentesimi. Ai fini dell’attribuzione del voto verranno valutate in particolare: la conoscenza del programma; la capacità di collegare tra loro i vari istituti del diritto amministrativo, le tecniche argomentative e la capacità tecnico-espositiva. In sede di esame lo studente dovrà rispondere a più domande. L’esame verrà condotto partendo da domande di carattere generale, seguite da domande più specifiche. La frequenza del corso è libera.
Programma estesoIn particolare il corso verterà sui seguenti temi: -la disciplina normativa della P.A. nella Costituzione e nella legge, i principi costituzionali e le fonti del diritto amministrativo; -la definizione di Amministrazione; - l’organizzazione della pubblica amministrazione; - le situazioni giuridiche soggettive e loro vicende; - il procedimento amministrativo; - il provvedimento amministrativo e la sua tipologia; - il silenzio della PA; - le invalidità; - l’accesso agli atti della PA; - l’autotutela; - l’attività di diritto comune della pubblica amministrazione; - la PA come imprenditore, la disciplina dell'attività contrattuale della P.A. (i contratti ad evidenza pubblica). - le imprese pubbliche; - la responsabilità della P.A. e dei suoi agenti; - cenni al sistema di giustizia amministrativa: principi e istituti fondamentali.
Risultati di apprendimento attesiLo studente è chiamato a dimostrare di possedere una conoscenza adeguata dei principi e degli istituti del diritto amministrativo, degli atti normativi fondamentali e la capacità di risolvere singole questioni problematiche.
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InsegnamentoLaboratorio scrittura professionale e progettazione A
CodiceSP0080
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoSCARANO Maria Tina
DocentiSCARANO Maria Tina
CFU2
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoD - A scelta dallo studente
Anno2
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl laboratorio è articolato in quattro unità di apprendimento che saranno sviluppate in diverse giornate. Parte I: la comunicazione scritta  la forma del testo, strategie per una scrittura chiara e non ripetitiva  l’organizzazione dei documenti lunghi, brevità e concisione dei testi  Le scelte lessicali e l’uso efficace e consapevole di verbi, aggettivi, ripetizioni  Tecniche: sigle, abbreviazioni, parole straniere, punteggiatura Parte II: la progettazione  L’ideazione di un progetto  la progettazione nel ciclo di vita della programmazione dei Servizi  lavorare per progetti  la chiusura, il monitoraggio e la valutazione di un progetto  Project Cycle Management e Logical Framework Approach Parte III: raccontare le persone  La forma del report e lo storytelling  Il metodo delle storie di vita  Il contributo degli “esperti grezzi”  Lo strumento della cartella informatizzata del servizio sociale Parte IV: la relazione tra la scrittura professionale e la progettazione  Definizioni e tipologie  Principi ed attenzioni metodologiche  la relazione tra pensiero e scrittura  relazione tra flussi informativi (osservatorio politiche sociali) e flussi informatici del servizio sociale (cartella informatizzata)
Testi di riferimento Bruni F. “Scrivere per lavorare” – Zanichelli 2002  Lucchini A “ La magia della scrittura sull’applicazione dei modelli neurolinguistici alla scrittura” Sperling & Kupfer 2005 .  De Ambrogio U. – “Valutare gli interventi e le politiche sociali” – Carocci Faber 2003;  Leone L., M. Prezza - “Costruire e valutare i progetti nel sociale”, Franco Angeli 2003;  Merlo G.- La Programmazione- tecniche di programmazione dei servizi (2009) Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze Politiche, Laurea Specialistica in Programmazione delle politiche e dei servizi sociali;  Vernò F.- “Lo sviluppo del welfare di comunità. Dalle coordinate concettuali al gruppo di lavoro.” Carocci Faber, marzo 2007  utilizzo del sito: www.mestierediscrivere.com  F. Olivetti Manoukian, La progettazione sociale possibile, Prospettive sociali e sanitarie n.10-11-2006  Quaglia S. “Pratiche di scrittura nei servizi sociali” Ed.Unicopli, 2010  M.Riccucci “Scrivere per il Servizio Sociale” Carocci, 2009  L. Bini “ Documentazione e Servizio Sociale”, Carocci, 2013  U.Cardinale “ L’arte di riassumere”Il Mulino, 2015 Ulteriori precisazioni sui testi e libri consigliati saranno fornite dalla Docente durante le giornate di laboratorio.
Obiettivi formativiIl laboratorio è orientato:  promuovere una riflessione culturale sulla circolarità tra teoria e pratica professionale, tra la parola scritta ed il pensiero e sull’importanza per il Servizio sociale di utilizzare la comunicazione scritta per garantire memoria, testimonianza e professionalità al proprio operato;  acquisire e rafforzare l’uso degli strumenti di base del project management ampliando la capacità di progettazione degli operatori sociali;  Valorizzare le esperienze e le competenze sviluppate, migliorare la qualità delle proprie iniziative professionali, incrementarne l’efficienza e l’efficacia;  acquisire consapevolezza che il linguaggio ha una stretta relazione con il pensiero e ad un linguaggio povero, ripetitivo e monotono corrisponde quasi sempre un pensiero poco fecondo e poco creativo. Parlare e scrivere in modo chiaro deriva dal pensare in modo chiaro;  sviluppare la capacità di pianificare, organizzare ed ordinare i testi scritti per facilitare l’attività di pianificazione e di progettazione degli interventi di Servizio Sociale anche in relazione ai rapporti con gli altri Enti e con l’Autorità Giudiziaria; Alla conclusione del laboratorio lo/a studente/ssa sarà in grado di:  orientarsi tra i principali contributi teorici e tecnico-metodologici relativi ai contenuti delle giornate laboratoriali,  migliorare la qualità della propria comunicazione scritta, in modo da poter sostenere il proprio punto di vista con serietà e competenza professionale, evitando al contempo i rischi di una scrittura prolissa e/o burocratica da un lato o semplicistica dall’altro,  acquisire gli strumenti di base del project management  migliorare la capacità di riflessione e di progettazione sia nelle attività di case- work che in quelle di lavoro di comunità  migliorare la capacità di scrivere in modo sintetico, chiaro,efficace
Prerequisiti Principi e fondamenti del Servizio Sociale  Principi e fondamenti sul sistema di programmazione degli interventi e dei Servizi Sociali  implementare la capacità di redigere testi “informativi” e “descrittivi” tipologie di scrittura diffuse nel Servizio sociale (cartelle, relazioni) ma anche di elaborare testi “argomentativi” con l’obiettivo di proporre una tesi, a conclusione del proprio lavoro professionale (report di monitoraggio e valutazione di un progetto).  Favorire l’acquisizione delle tecniche di Project Cycle Management e Logical Framework Approach
Metodi didatticiLA PECULIARITA’ DEL LABORATORIO E’ DI AVERE UN CARATTERE FORTEMENTE INTERATTIVO CON GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE. ALLO SCOPO SONO UTILIZZATE: SLIDES, ESERCITAZIONI DI SCRITTURA INDIVIDUALI E DI GRUPPO, CARTELLONI, LAVAGNA MURALE, VIDEO, RECENSIONI ARTICOLI DA PARTI DDI STUDENTI E STUDENTESSE, TESTIMONIANZE DI ESPERTI E DEL GRUPPO UTENTI ESPERTI Per favorire la circolarità tra pensiero, forma scritta e esperienza professionale, sarà cura della docente promuovere all’interno del laboratorio momenti di ascolto e confronto con alcune qualificate esperienze di progettazione e di scrittura efficace attraverso l’audizione di alcuni operatori fortemente coinvolti nell’attività di progettazione (responsabili di area degli enti gestori, progettisti, responsabili di sistemi informativi, etc) nonché avvalersi delle testimonianze di rappresentanti del gruppo diversamente esperti.  Esercitazioni in sotto-gruppi con sintesi finali in plenaria  Analisi casi concreti (progetti) e testi ( relazioni) prodotti da partecipanti o forniti dalla docente esercitandosi nella riscrittura degli stessi  Coinvolgimento attivo dei partecipanti  Attenzione alla restituzione costante dei lavori/approfondimenti svolti
Altre informazioniFrequenza consigliata
Modalità di verifica dell'apprendimento Prova orale  Prova scritta (nel caso la frequenza al laboratorio risulti inferiore al 60% della durata complessiva del laboratorio) L'esame finale sarà svolto sia in forma orale mediante un colloquio da realizzarsi nel corso dell’ultima sessione laboratoriali che in forma scritta attraverso l’elaborazione di un semplice testo; sarà invece da prevedersi in forma prevalentemente scritta (sotto forma di un elaborato su una delle tematiche trattate) nel caso in cui la frequenza al laboratorio risulti inferiore al 60% della durata complessiva del laboratorio. Il colloquio mirerà a valutare la capacità di apprendimento, di analisi critica e di effettuare collegamenti concettuali. Lo/la studente/ssa che sosterrà positivamente il colloquio conseguirà l’idoneità al laboratorio.
Programma estesoIl laboratorio è articolato in quattro unità di apprendimento che saranno sviluppate in diverse giornate. Parte I: la comunicazione scritta  la forma del testo, strategie per una scrittura chiara e non ripetitiva  l’organizzazione dei documenti lunghi, brevità e concisione dei testi  Le scelte lessicali e l’uso efficace e consapevole di verbi, aggettivi, ripetizioni  Tecniche: sigle, abbreviazioni, parole straniere, punteggiatura Parte II: la progettazione  L’ideazione di un progetto  la progettazione nel ciclo di vita della programmazione dei Servizi  lavorare per progetti  la chiusura, il monitoraggio e la valutazione di un progetto  Project Cycle Management e Logical Framework Approach Parte III: raccontare le persone  La forma del report e lo storytelling  Il metodo delle storie di vita  Il contributo degli “esperti grezzi”  Lo strumento della cartella informatizzata del servizio sociale Parte IV: la relazione tra la scrittura professionale e la progettazione  Definizioni e tipologie  Principi ed attenzioni metodologiche  la relazione tra pensiero e scrittura  relazione tra flussi informativi (osservatorio politiche sociali) e flussi informatici del servizio sociale (cartella informatizzata)
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InsegnamentoLaboratorio scrittura professionale e progettazione B
CodiceSP0081
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoBISSET Adriana
DocentiBISSET Adriana
CFU2
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoD - A scelta dallo studente
Anno2
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl laboratorio è articolato in quattro unità di apprendimento che saranno sviluppate in diverse giornate. Parte I: la comunicazione scritta  la forma del testo, strategie antiprolissità  l’organizzazione dei documenti lunghi, brevità e concisione dei testi  Le scelte lessicali e l’uso efficace e consapevole di verbi, aggettivi, ripetizioni  Tecniche: sigle, abbreviazioni, parole straniere, punteggiatura Parte II: la progettazione  L’ideazione di un progetto  la progettazione nel ciclo di vita della programmazione dei Servizi  lavorare per progetti  la chiusura, il monitoraggio e la valutazione di un progetto  Project Cycle Management e Logical Framework Approach Parte III: raccontare le persone  La forma del report e lo storytelling  Il metodo delle storie di vita  Il contributo degli “esperti grezzi”  Lo strumento della cartella informatizzata del servizio sociale Parte IV: la relazione tra la scrittura professionale e la progettazione  Definizioni e tipologie  Principi ed attenzioni metodologiche  la relazione tra pensiero e scrittura  relazione tra flussi informativi (osservatorio politiche sociali) e flussi informatici del servizio sociale (cartella informatizzata)
Testi di riferimento Bruni F. “Scrivere per lavorare” – Zanichelli 2002  Lucchini A “ La magia della scrittura sull’applicazione dei modelli neurolinguistici alla scrittura” Sperling & Kupfer 2005 .  De Ambrogio U. – “Valutare gli interventi e le politiche sociali” – Carocci Faber 2003;  Leone L., M. Prezza - “Costruire e valutare i progetti nel sociale”, Franco Angeli 2003;  Merlo G.- La Programmazione- tecniche di programmazione dei servizi (2009) Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze Politiche, Laurea Specialistica in Programmazione delle politiche e dei servizi sociali;  Vernò F.- “Lo sviluppo del welfare di comunità. Dalle coordinate concettuali al gruppo di lavoro.” Carocci Faber, marzo 2007  utilizzo del sito: www.mestierediscrivere.com  F. Olivetti Manoukian, La progettazione sociale possibile, Prospettive sociali e sanitarie n.10-11-2006  Quaglia S. “Pratiche di scrittura nei servizi sociali” Ed.Unicopli, 2010  M.Riccucci “Scrivere per il Servizio Sociale” Carocci, 2009  L. Bini “ Documentazione e Servizio Sociale”, Carocci, 2013  U.Cardinale “ L’arte di riassumere”Il Mulino, 2015 Ulteriori precisazioni sui testi e libri consigliati saranno fornite dalla Docente durante le giornate di laboratorio.
Obiettivi formativiIl laboratorio è orientato:  promuovere una riflessione culturale sulla circolarità tra teoria e pratica professionale, tra la parola scritta ed il pensiero e sull’importanza per il Servizio sociale di utilizzare la comunicazione scritta per garantire memoria, testimonianza e professionalità al proprio operato; Alla conclusione del laboratorio lo/a studente/ssa sarà in grado di:  orientarsi tra i principali contributi teorici e tecnico-metodologici relativi ai contenuti delle giornate laboratoriali,  migliorare la qualità della propria comunicazione scritta, in modo da poter sostenere il proprio punto di vista con serietà e competenza professionale, evitando al contempo i rischi di una scrittura prolissa e/o burocratica da un lato o semplicistica dall’altro,  acquisire gli strumenti di base del project management  migliorare la capacità di riflessione e di progettazione sia nelle attività di case- work che in quelle di lavoro di comunità  migliorare la capacità di scrivere in modo sintetico, chiaro,efficace  acquisire e rafforzare l’uso degli strumenti di base del project management ampliando la capacità di progettazione degli operatori sociali;  Valorizzare le esperienze e le competenze sviluppate, migliorare la qualità delle proprie iniziative professionali, incrementarne l’efficienza e l’efficacia;  acquisire consapevolezza che il linguaggio ha una stretta relazione con il pensiero e ad un linguaggio povero, ripetitivo e monotono corrisponde quasi sempre un pensiero poco fecondo e poco creativo. Parlare e scrivere in modo chiaro deriva dal pensare in modo chiaro;  sviluppare la capacità di pianificare, organizzare ed ordinare i testi scritti per facilitare l’attività di pianificazione e di progettazione degli interventi di Servizio Sociale anche in relazione ai rapporti con gli altri Enti e con l’Autorità Giudiziaria;
Prerequisiti implementare la capacità di redigere testi “informativi” e “descrittivi” tipologie di scrittura diffuse nel Servizio sociale (cartelle, relazioni) ma anche di elaborare testi “argomentativi” con l’obiettivo di proporre una tesi, a conclusione del proprio lavoro professionale (report di monitoraggio e valutazione di un progetto).  Favorire l’acquisizione delle tecniche di Project Cycle Management e Logical Framework Approach
Metodi didatticiPer favorire la circolarità tra pensiero, forma scritta e esperienza professionale, sarà cura della docente promuovere all’interno del laboratorio momenti di ascolto e confronto con alcune qualificate esperienze di progettazione e di scrittura efficace attraverso l’audizione di alcuni operatori fortemente coinvolti nell’attività di progettazione (responsabili di area degli enti gestori, progettisti, responsabili di sistemi informativi, etc) nonché avvalersi delle testimonianze di rappresentanti del gruppo diversamente esperti.  Esercitazioni in sotto-gruppi con sintesi finali in plenaria  Analisi casi concreti (progetti) e testi ( relazioni) prodotti da partecipanti o forniti dalla docente esercitandosi nella riscrittura degli stessi  Coinvolgimento attivo dei partecipanti  Attenzione alla restituzione costante dei lavori/approfondimenti svolti
Altre informazioniFrequenza consigliata
Modalità di verifica dell'apprendimento Prova orale  Prova scritta (nel caso la frequenza al laboratorio risulti inferiore al 60% della durata complessiva del laboratorio)
Programma estesoIl laboratorio è articolato in quattro unità di apprendimento che saranno sviluppate in diverse giornate. Parte I: la comunicazione scritta  la forma del testo, strategie antiprolissità  l’organizzazione dei documenti lunghi, brevità e concisione dei testi  Le scelte lessicali e l’uso efficace e consapevole di verbi, aggettivi, ripetizioni  Tecniche: sigle, abbreviazioni, parole straniere, punteggiatura Parte II: la progettazione  L’ideazione di un progetto  la progettazione nel ciclo di vita della programmazione dei Servizi  lavorare per progetti  la chiusura, il monitoraggio e la valutazione di un progetto  Project Cycle Management e Logical Framework Approach Parte III: raccontare le persone  La forma del report e lo storytelling  Il metodo delle storie di vita  Il contributo degli “esperti grezzi”  Lo strumento della cartella informatizzata del servizio sociale Parte IV: la relazione tra la scrittura professionale e la progettazione  Definizioni e tipologie  Principi ed attenzioni metodologiche  la relazione tra pensiero e scrittura  relazione tra flussi informativi (osservatorio politiche sociali) e flussi informatici del servizio sociale (cartella informatizzata)
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InsegnamentoORGANIZZAZIONE DEI SS. SOCIALI
CodiceSP0040
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
DocentiGARENA Giovanni, OLIA Manuela
CFU12
Tipo di insegnamentoAttività formativa integrata
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Anno2
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Moduli
Codice Insegnamento Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Docenti
SP0041 ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI 1 SPS/09 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO GARENA Giovanni
P1479 ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI II SPS/09 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO OLIA Manuela
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InsegnamentoORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI 1
CodiceSP0041
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoGARENA Giovanni
DocentiGARENA Giovanni
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/09 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno2
PeriodoSecondo Semestre
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiL’organizzazione come oggetto di analisi sociologica. Elementi di orientamento alla complessità sociale e alla complessità organizzativa, l'interazionismo simbolico, il cognitivismo, l’approccio fenomenologico – l’ etnometodologia - il costruttivismo. Elementi di evoluzione dei principali modelli organizzativi e di progettazione organizzativa: la questione industriale, la questione burocratica, la questione organizzativa la razionalità assoluta: la scuola classica la razionalità limitata: il fattore umano (le relazioni umane, il motivazionalismo, il neorazionalismo, il neostrutturalismo), l’ambiente ( i sistemi, le contingenze) le razionalità plurime, le razionalità a posteriori: il filone indeterminista, il filone culturale, la nuova economia istituzionale. Orientamento all’analisi di organizzazioni complesse operanti in campo sociosanitario e ad un approccio sistemico che studia i bisogni riconosciuti e le soluzioni identificate, gli obiettivi e degli standard di accettabilità (il management dei servizi, la qualità), i fattori in entrata e in uscita, la discrepanza tra obiettivi/standars di accettabilità e fattori in uscita, la struttura formale di base, i meccanismi operativi, i comportamenti sociali di compensazione, i processi sociali. Aspetti essenziali concernenti la comunicazione con i clienti interni ed esterni. Questo percorso è coordinato e integrato con il programma ed i contenuti sviluppati dal Corso di Organizzazione dei Servizi Sociali II, previsto in parallelo.
Testi di riferimentoG.Garena, S.Coraglia, Complessità-Organizzazione-Sistema. Mappe di orientamento nella rete dei servizi alla persona e alla comunità, Rimini, Maggioli, 2008 articoli tratti da L. May Grobman, Days in the Lives of Social Workers, 50 Professionals tell “Real-Life” Stories fron Social Work Practice, Post Office Box, Harrisburg, 1999 (vds pdf in mat. Didattico) G.Garena, Fidarsi/affidarsi nelle organizzazioni: a quali condizioni posso “fidarmi” di una organizzazione?, Riv La Parola e la Cura, Change, Torino n. primavera 2012 (vds pdf in mat. didattico)
Obiettivi formativiFornire conoscenze per comprendere l’evoluzione delle pratiche organizzative e capacità di utilizzo di strumenti per la LETTURA, INTERPRETAZIONE, DIAGNOSI DEI FENOMENI ORGANIZZATIVI con particolare riguardo ai fenomeni che riguardano i Servizi Sociali.
PrerequisitiPer sostenere l’esame di Organizzazione dei Servizi Sociali I è necessario aver superato gli esami di Sociologia e di Principi e fondamenti del Servizio Sociale (1° anno).
Metodi didatticiapprendimenti riferiti ai sillabi, ai principali modelli di decodifica delle organizzazioni, all’utilizzo di strumenti di rappresentazione e di diagnosi dei processi organizzativi
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa prova finale, orale, consisterà in una verifica degli apprendimenti connessi alle conoscenze e competenze attese. Gli studenti verranno forniti, al termine del Corso, di una batteria di diverse domande-situazioni. In sede di prova di esame, tra queste, ciascuno studente sorteggerà due domande-situazioni che costituiranno oggetto della prova stessa.
Programma estesoL’organizzazione come oggetto di analisi sociologica. Elementi di orientamento alla complessità sociale e alla complessità organizzativa, l'interazionismo simbolico, il cognitivismo, l’approccio fenomenologico – l’ etnometodologia - il costruttivismo. Elementi di evoluzione dei principali modelli organizzativi e di progettazione organizzativa: la questione industriale, la questione burocratica, la questione organizzativa la razionalità assoluta: la scuola classica la razionalità limitata: il fattore umano (le relazioni umane, il motivazionalismo, il neorazionalismo, il neostrutturalismo), l’ambiente ( i sistemi, le contingenze) le razionalità plurime, le razionalità a posteriori: il filone indeterminista, il filone culturale, la nuova economia istituzionale. Orientamento all’analisi di organizzazioni complesse operanti in campo sociosanitario e ad un approccio sistemico che studia i bisogni riconosciuti e le soluzioni identificate, gli obiettivi e degli standard di accettabilità (il management dei servizi, la qualità), i fattori in entrata e in uscita, la discrepanza tra obiettivi/standars di accettabilità e fattori in uscita, la struttura formale di base, i meccanismi operativi, i comportamenti sociali di compensazione, i processi sociali. Aspetti essenziali concernenti la comunicazione con i clienti interni ed esterni. Questo percorso è coordinato e integrato con il programma ed i contenuti sviluppati dal Corso di Organizzazione dei Servizi Sociali II, previsto in parallelo.
Risultati di apprendimento attesiApprendimenti riferiti ai sillabi, ai principali modelli di decodifica delle organizzazioni, all’utilizzo di strumenti di rappresentazione e di diagnosi dei processi organizzativi
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InsegnamentoORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI II
CodiceP1479
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoOLIA Manuela
DocentiOLIA Manuela
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/09 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno2
PeriodoSecondo Semestre
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiAnalisi e scomposizione del processo di costruzione dei servizi alla persona 
 Modelli di organizzazione, offerta e gestione di servizi: accreditamento, voucher, gestione diretta, appalti 
 modelli di collaborazione pubblico privato, co-gestione, partenariato, governance dei processi programmazione e progettazione nel sociale: modelli, metodi e criticità 
 metodologia della progettazione nel sociale, differenti modelli, differenti processi, la progettazione partecipata 
 la valutazione nei servizi sociali: significati, attori, livelli, contesti 
 valutazione e partecipazione, valutazione e progettazione
Testi di riferimentoP. Toniolo Piva, I servizi alla persona, Carocci, Roma, 2005 L. Sanicola, G.Trevisi (a cura di) Il Progetto, Metodi e strumenti per l’azione sociale, Liguori Editore, Napoli, 2003 Slides del percorso due articoli in inglese a scelta dalla selezione, presente sul sito, da AAVV, Days in the lives of social workers, da portare all’esame e commentare Per i non frequentanti o per coloro che abbiano frequentato meno della metà delle lezioni verrà proposta una selezione di articoli(3/4) tratti dalla letteratura professionale (prospettive sociali e sanitarie, Animazione sociale, Autonomie locali e servizi sociali)
Obiettivi formativiAumentare la capacità di conoscere e di muoversi nelle diverse organizzazioni che compongono oggi la rete dei servizi alla persona, pubbliche, private, del privato sociale, del quarto e quinto settore. Conoscere le diverse modalità di organizzazione dell’offerta dei servizi ai cittadini, con riferimento alle diverse forme amministrative attraverso le quali si possono erogare i servizi Sviluppare capacità di progettare nel sociale, in situazioni complesse, con diversi attori sociali, utilizzando le metodologie di progettazione adatte 
 Aumentare la competenza dell’assistente sociale in materia di valutazione dei progetti sociali e dei servizi che organizza
Metodi didatticilezioni frontali, in cui si analizzeranno documenti e casi provenienti dal settore dei servizi sociali, in particolare sull’organizzazione dei servizi alla persona e sulla progettazione sociale
Modalità di verifica dell'apprendimentoIn un colloquio orale, all’allievo sarà richiesto di saper esporre con un linguaggio tecnico ed adeguato uno o più argomenti inerenti la bibliografia ed il corso di studi, tratti da specifiche domande che verranno comunicate prima dell’esame, sorteggiate una per la parte di organizzazione e una per la parte di progettazione Gli sarà richiesto di illustrare situazioni di organizzazione dei servizi o progettazione sociale e di analizzarne gli elementi costitutivi. Se ha già svolto il tirocinio, i riferimenti teorici saranno utilizzati per l’analisi dell’esperienza di tirocinio. 
 l’esame è integrato dalla raccolta di articoli in inglese – Days in the Lives of Social Workers – da cui dovrete scegliere due articoli All’esame, frequentanti e non frequentanti, dovranno relazionare brevemente sugli articoli scelti commentandoli dal punto di vista dell’organizzazione dei servizi
Programma estesoAnalisi e scomposizione del processo di costruzione dei servizi alla persona: accoglienza, percorso di aiuto, segretariato sociale, urgenza ed emergenza nei servizi alla persona, l’informazione al cittadino, guide e carte dei servizi Modelli di organizzazione e di coordinamento dei servizi, offerta e gestione di servizi: accreditamento, voucher, gestione diretta, appalti, esternalizzazione, gestione in economia modelli di collaborazione pubblico privato, co-gestione, partenariato, governance dei processi programmazione e progettazione nel sociale: modelli, metodi e criticità 
 metodologia della progettazione nel sociale, differenti modelli, differenti processi, la progettazione partecipata. Le fasi della progettazione, analisi del contesto, della domanda, definizione degli obiettivi, delle risorse, programmazione delle azioni e dei budget, impianto del sistema di valutazione 
 La valutazione nei servizi sociali: significati, attori, livelli, contesti. Motivazioni a valutare, metodi e indicatori
 valutazione e partecipazione, valutazione e progettazione
Risultati di apprendimento attesiacquisizione di un linguaggio tecnico sul tema dell’organizzazione dei servizi acquisizione di strumenti di lettura delle principali modalità base di organizzazione dei servizi alla persona acquisizione di strumenti metodologici per impostare progettazioni su tematiche collettive comprensive di sistemi di valutazione dei risultati
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InsegnamentoPSICOLOGIA SOCIALE
CodiceP0026
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoRAMELLA BENNA Stefano
DocentiRAMELLA BENNA Stefano
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)M-PSI/05 - PSICOLOGIA SOCIALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno2
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl corso intende fornire agli studenti le basi teoriche e metodologiche della psicologia sociale. Il vertice epistemologico di riferimento vede un confronto e una costante integrazione tra il pensiero psicoanalitico e il punto di vista relazionale-sistemico, al fine di leggere fenomeni psicosociali con strumenti più approfonditi, rispetto a quanto consento dall’approccio sociocognitivo.
Testi di riferimento1) Gattino S., Miglietta A., Converso D. (2008). Introduzione alla psicologia sociale. Roma: Carocci. Solo i capitoli 5, 6 e 7 (cioè da pag. 117 a pag. 220). 2) Ramella Benna S. (2015). Per voce maschile. Il Sé e gli uomini nella relazione terapeutica. Roma: Alpes. 3) Ramella Benna S. (2016). Psicologia sociale del Sé. Il contributo teorico di Heinz Kohut per le professioni educative e socio-assistenziali. Torino: Trauben. Ogni eventuale integrazione o modifica alla bibliografia qui specificata sarà comunicata tempestivamente, sia a lezione, sia a mezzo DIR.
Obiettivi formativiOltre alla conoscenza dei fondamenti del pensiero psicosociale, le competenze attese al termine dell’insegnamento riguardano elementi di psicologia del Sé, della relazione interpersonale e gruppale, cosicché i futuri operatori sappiano muoversi nei diversi contesti di lavoro con una capacità essenziale di lettura psicosociale.
PrerequisitiConoscenza dei fondamenti della psicologia generale e della psicologia dello Sviluppo.
Metodi didatticiLezione frontale. PC con videoproiettore per slides (Power Point); Lettore DVD (Rapporto: 1 attrezzatura per tutto l’uditorio).
Modalità di verifica dell'apprendimentoProve orali - Domande sui contenuti dell’intero programma (salvo effettuazione di prove intermedie con funzione di esonero, secondo criteri che verranno comunicati nel corso delle lezioni e su DIR). (Un’eventuale prova intermedia (scritta) potrà essere calendarizzata previo accordo con gli studenti, nel corso delle prime lezioni). Durata della prova orale: 15/20’.
Programma estesoParte I – ELEMENTI Il pensiero psicosociale; la costruzione del mondo sociale e della relativa conoscenza. L’influenza sociale. L’aggressività e l’altruismo. Formazione, sviluppo e funzionamento dei gruppi. Parte II – SOGGETTIVITA’ Psicologia sociale del Sé; il Sé individuale e il Sé collettivo. Il contributo della psicologia del Sé di Heinz Kohut alla conoscenza psicosociale. Parte III – DIFFERENZE DI GENERE Il mondo interno e sociale degli uomini e delle donne. Differenze di genere e prospettiva maschile.
Risultati di apprendimento attesiConoscenza di base della prospettiva psicosociale al fine di favorire una lettura dei fenomeni sociali e del lavoro socio assistenziale secondo tale punto di vista. Inoltre, capacità di comprendere le dinamiche intersoggettive a partire da una prospettiva di genere.
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InsegnamentoRELAZIONI ETNICHE
CodiceP0008
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPERINO Maria
DocentiPERINO Maria
CFU9
Ore di lezione60
Ore di studio individuale165
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)M-DEA/01 - DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno2
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamento- italiano. - utilizzo, con analisi in aula, di alcune pagine in inglese tratte da testi della letteratura scientifica
ContenutiL’ A.S. lavora sempre più spesso con popolazione immigrata da diversi paesi. E’ necessario pertanto acquisire strumenti di analisi e di intervento:  categorie interpretative per comprendere la realtà dei fenomeni migratori contemporanei, in particolare in Italia  strumenti concettuali e operativi per avviare una buona relazione professionale e per realizzare interventi efficaci - A tal fine è importante indossare altre “lenti” rispetto alla diffusa prospettiva nazionale –culturale . E’ infatti facile constatare che frequentemente si considera lo svantaggio etnico, costituito dall’origine nazionale, dalla religione, o da tratti somatici, come chiave esplicativa dei percorsi, soffermandosi quindi su elementi dati, ascritti, assunti in modo non problematico come scontati, piuttosto che sull’interazione e sulla azione delle persone. - Diventa quindi cruciale l’analisi della posizione e del percorso (fatto di azioni e interazioni) nella società di arrivo e determinato dalle risorse relazionali, dai tempi sociali, dalle caratteristiche della famiglia immigrata. Non tanto le origini nazionali e specificità culturali, ma altre specificità, delle reti sociali, del mercato del lavoro, dei quartieri e della famiglia influenzano le traiettorie . Tutti questi elementi saranno analizzati utilizzando dati quantitativi, pagine della letteratura scientifica, parti di interviste, in riferimento alla popolazione stabilizzata e regolarmente residente in Italia. Rispetto al fenomeno attuale degli ingressi di profughi che chiedono protezione e delle “migrazioni miste” (è difficile distinguere nettamente tra migrazioni forzate e migrazioni volontarie), il contributo che il corso intende dare è lo spostamento del dibattito e dell’analisi sul piano razionale. Saranno forniti dati ufficiali e analizzati aspetti della normativa e del sistema di accoglienza. Anche l’analisi di termini diventati di uso comune ( etnia, cultura, identità) e delle retoriche degli “imprenditori della paura” è un utile esercizio di decostruzione. Le “lenti” proposte possono infine orientare le forme di organizzazione.
Testi di riferimentosaranno fornite nella pagina DIR del corso informazioni bibliografiche e sulle fonti per l'accesso a dati
Obiettivi formativi- conoscenze sui fenomeni migratori contemporanei - conoscenza di alcune condizioni strutturali di contesto associate alle migrazioni di massa anche indipendentemente dalle specificità culturali e origini nazionali delle famiglie immigrate. - conoscenza delle specificità del processo migratorio in sé - saper intervenire superando lo sguardo verso l’immigrato come “bisognoso” da accudire e curare o come “approfittatore” da respingere, ponendo invece al centro dell’ intervento l’attore sociale e gli ambienti in cui si colloca. La vittimizzazione e la medicalizzazione che caratterizzano le logiche di molti interventi, specialmente con i richiedenti protezione internazionale reprimono l‘agency del soggetto e inducono l’operatore a comportamenti pedagogici e compassionevoli. - strumenti per fronteggiare paure e atteggiamenti xenofobici .
PrerequisitiNon sono previsti prerequisiti specifici
Metodi didattici• E’ NECESSARIO ISCRIVERSI ALLA PAGINA DEL CORSO : www.dir.uniupo.it il corso si svolgerà con metodi diversi. La lezione frontale precede, soprattutto a titolo informativo, di chiarimento concettuale e di introduzione, ogni altra forma di attività didattica. Costantemente saranno svolte in aula esercitazioni di analisi dei testi e dei dati - qualitativi e quantitativi - e di costruzione di tracce di relazione. Specifiche esercitazioni saranno offerte, con l’inserimento nella pagina web del corso, come occasione personale di autovalutazione in itinere. La docente è disponibile a commentare individualmente gli esercizi svolti per fornire chiarimenti sui contenuti e sulle modalità di studio, in particolare legate all’esercizio dell’argomentazione. Saranno fornite informazioni per l’accesso autonomo a fonti e informazioni puntuali e aggiornate Sono inoltre previsti seminari didattici interdisciplinari : 5 dicembre 2017 con l'insegnamento di Sociologia della Famiglia
Altre informazioniSarà possibile organizzare momenti di chiarimento/revisione e di approfondimento in aula a seconda dei problemi e/o degli interessi emersi collettivamente. La pagina web del corso è uno strumento fondamentale di comunicazione e di informazione . E’ pertanto necessario iscriversi e consultarla regolarmente, specialmente prima di ogni lezione, poiché lì saranno inseriti i materiali didattici utilizzati in aula, i titoli–traccia degli argomenti, esercitazioni e segnalazioni inerenti i temi affrontati .
Modalità di verifica dell'apprendimentoNon sono previste prove intermedie. Criteri vi valutazione della prova scritta: gli obiettivi formativi costituiscono i criteri di valutazione. durante le lezioni, le esercitazioni e i seminari sara' affettuata la raccolta delle firme di presenza e saranno fornite indicazioni bibliografiche aggiuntive per chi non avrà partecipato ad almeno 48 ore di corso La verifica finale, della durata di due ore, consisterà in una serie di domande semistrutturate sugli argomenti trattati. Saranno richieste le stesse competenze sviluppate in aula durante le lezioni e praticate nelle esercitazioni in itinere. Chi raggiungerà almeno 50 ore di frequenza potrà rispondere a due domande in meno nella prova finale.
Programma estesoI contenuti del corso si riferiscono ai risultati di ricerca e alle ipotesi interpretative di www.secondgen.it , della Integration context theory (Crull, Schneider) e del Bounderies making approach (Wimmer) - l’insegnamento di Relazioni Etniche: una denominazione fuorviante. - ragionare sulle le parole, il loro significato, il loro uso: etnia, cultura, popolo, identità e la prospettiva “nazional-culturale”. Perché decostruire una prospettiva diffusa? i limiti del culturalismo - varie forme di migrazione - analisi di alcuni dati demografici e del fenomeno migratorio in Italia - la stratificazione civica e alcuni aspetti della normativa italiana sull’immigrazione - immigrazione e disuguaglianze in Italia - relazioni tra “radicati” ed “esterni” da un classico della letteratura sociologica degli strumenti utili al lavoro dell’ assistente sociale - la nozione di integrazione - una proposta di altre lenti: le specificità del processo migratorio, le conseguenze sociali dello spostamento, l’importanza dei contesti ( in particolare del mercato del lavoro) - un approfondimento: le seconde generazioni - politiche e intervento dell’assistente sociale con la popolazione immigrata - le migrazioni contemporanee di profughi e richiedenti asilo, sfollati, migranti economici, migranti ambientali: “migrazioni miste”: o glossario e dati o alcuni aspetti delle politiche e degli interventi verso i richiedenti protezione internazionale
Risultati di apprendimento attesiobiettivi dell'insegnamento: obiettivo generale del corso è di fornire “lenti” appropriate per conoscere e saper intervenire professionalmente con la popolazione immigrata conoscenze: - di alcuni aspetti quantitativi e qualitativi dei fenomeni migratori contemporanei, con particolare attenzione all’Italia e alla sua specifica struttura socio-demografica - di termini, dati, aspetti normativi connessi sia alla popolazione immigrata stabilmente residente in Italia, sia al fenomeno contemporaneo dei richiedenti protezione - della nozione di “processo migratorio” e delle sue specificità e conseguenze - di alcuni aspetti strutturali di contesto associati alle migrazioni di massa, con particolare riguardo all’Italia - dei limiti teorici e operativi del diffuso “culturalismo” competenze - saper utilizzare le conoscenze e gli strumenti di analisi acquisiti per interventi efficaci con le persone immigrate, le famiglie in particolare - saper decostruire la dominante prospettiva culturalista e discorsi semplificatori - possedere strumenti per fronteggiare paure e atteggiamenti xenofobici
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InsegnamentoSOCIOLOGIA DELLA FAMIGLIA
CodiceP2056
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoBERTONE Chiara
DocentiBERTONE Chiara
CFU7
Ore di lezione60
Ore di studio individuale115
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/08 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno2
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiDopo un inquadramento relativo alle definizioni ed ai principali approcci allo studio della famiglia, saranno approfondite le relazioni di genere e generazione, con attenzione alle interrelazioni tra definizioni istituzionali e pratiche sociali. Esperienze e modelli di famiglia saranno discussi nelle loro relazioni con il contesto economico, giuridico e politico in cui si sono sviluppati. Uno sguardo più approfondito sarà orientato ad esplorare come si configurano le relazioni di intimità, cura e generazione in un contesto di politiche di austerità, crescenti disuguaglianze sociali e nuove dimensioni di conflitto.
Testi di riferimento1. Saraceno, Chiara e Naldini, Manuela, Sociologia della famiglia, Bologna, Il Mulino, 2013 2. Fraser, Nancy, La fine della cura, Milano, Mimesis, 2017 Altro materiale integrativo sarà fornito durante il corso
Obiettivi formativiCapacità di decostruzione degli stereotipi relativi alle relazioni familiari, di genere e di generazione. Capacità di individuazione delle fonti, di raccolta e di lettura passiva dei dati, quantitativi e qualitativi, relativi a strutture e relazioni familiari.Capacità di utilizzare e confrontare diversi modelli di spiegazione delle diversità, dei mutamenti e dei conflitti nelle relazioni familiari.Capacità di individuare le relazioni tra modelli ed esperienze familiari ed i contesti economici, giuridici e politici in cui si sono sviluppati.
PrerequisitiPer accedere all'esame occorre aver superato il corso di Sociologia
Metodi didatticiIl corso è organizzato con lezioni frontali, seminari di discussione dei testi di approfondimento ed esercitazioni
Altre informazioniIl materiale didattico del corso sarà disponibile per gli studenti del corso su Dir. Agli studenti sarà comunicata la password di accesso.
Modalità di verifica dell'apprendimentoSi prevede un esame scritto finale. Le studentesse e gli studenti frequentanti (con frequenza di almeno il 60% delle lezioni) potranno svolgere una relazione scritta di sintesi e confronto tra i testi integrativi forniti durante il corso, relazione che sostituirà le domande d'esame relative a tali testi.
Programma estesoDopo un inquadramento relativo alle definizioni ed ai principali approcci allo studio della famiglia, saranno approfondite le relazioni di genere e generazione, con attenzione alle interrelazioni tra definizioni istituzionali e pratiche sociali. Esperienze e modelli di famiglia saranno discussi nelle loro relazioni con il contesto economico, giuridico e politico in cui si sono sviluppati. Con questa prospettiva verranno in particolare trattati pratiche, norme culturali e giuridiche, condizioni economiche e politiche sociali relativi a relazioni di parentela, matrimonio e relazioni di coppia, relazioni tra generazioni. Saranno inoltre esplorati i processi di costruzione delle differenze e disuguaglianze di genere e di classe implicati dalle forme di regolazione delle relazioni familiari. Uno sguardo più approfondito sarà orientato ad esplorare come si configurano le relazioni di intimità, cura e generazione in un contesto di politiche di austerità, crescenti disuguaglianze sociali e nuove dimensioni di conflitto, guardando alla distribuzione del lavoro di riproduzione sociale in relazione al capitalismo contemporaneo.
Risultati di apprendimento attesiCapacità di decostruzione degli stereotipi relativi alle relazioni familiari, di genere e di generazione. Capacità di individuazione delle fonti, di raccolta e di lettura passiva dei dati, quantitativi e qualitativi, relativi a strutture e relazioni familiari.Capacità di utilizzare e confrontare diversi modelli di spiegazione delle diversità, dei mutamenti e dei conflitti nelle relazioni familiari.Capacità di individuare le relazioni tra modelli ed esperienze familiari ed i contesti economici, giuridici e politici in cui si sono sviluppati.
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InsegnamentoTIROCINIO E GUIDA AL TIROCINIO II ANNO
CodiceP1266
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPASQUERO Giovanna
DocentiSPRIANO Cinzia, PASQUERO Giovanna
CFU5
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoS - Insegnamento di sede
Anno2
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiParte A e parte B Il laboratorio si prefigge di stimolare una maggiore conoscenza delle emozioni e dei valori che stanno alla base del proprio sé professionale, attraverso la rielaborazione e discussione dell’esperienza del tirocinio Verranno proposte agli studenti attività interattive per favorire la condivisione e la riflessione critica all’interno del gruppo.
Testi di riferimentoParte A La bibliografia verrà prodotta dal docente, anche segnalando testi in riferimento all’interesse degli studenti. Parte del materiale verrà prodotto durante il laboratorio. Parte B La bibliografia si definisce in riferimento ai contenuti emersi nel laboratorio
Obiettivi formativiParte A Fornire uno spazio strutturato di ascolto e di rielaborazione di tirocinio • Riflettere sulla relazioni sviluppate all'interno del contesto di tirocinio; • Stimolare la riflessione sul ruolo e sulla propria motivazione alla professione
; • Utilizzare strumenti operativi come mappe e video per trasmettere contenuti legati alle competenze professionali; • lavorare in piccolo gruppo per stimolare la riflessione sul ruolo e sulla propria motivazione alla professione, integrando le conoscenze teoriche con la pratica professionale; • l’importanza dei feedback; • Riconoscere il ruolo dell’assistente sociale nei contesti di gruppo mono e pluriprofessionale; • Miglioramento nella capacità di individuare gli elementi fondanti della 
professione e del ruolo dell’assistente sociale con particolare 
riferimento - capacità di analisi e interpretazione dei fenomeni sociali e del contesto istituzionale;
 - capacità di individuare i collegamenti operativi tra servizio, territorio e risorse;
 - capacità di ascolto, collaborazione nel gruppo e di dare spazio alle emozioni e confrontarsi sulle esperienze vissute;
 - capacità di cogliere e controllare gli aspetti emotivi nella relazione con l’utente, gli altri operatori e con se stesso
, ridimensionare le difficoltà vissute. Parte B -Fornire uno spazio di riflessione critica sull’esperienza di tirocinio -Stimolare la conoscenza di sé e delle proprie emozioni in relazione al ruolo dell’Assistente --Sociale -Strutturare maggiore consapevolezza in merito alla scelta della professione
PrerequisitiFrequenza tirocinio II anno
Metodi didatticiParte A Il laboratorio verrà condotto utilizzando materiale concernente situazioni professionali sperimentate dall’allievo nell’ambito del proprio tirocinio, casi 
proposti dal docente, proiezione, video digitali, lavori con mappe concettuali. Parte B Il laboratorio verrà condotto con il supporto di strumenti audio visivi , esercizi di scrittura autobiografica role playing, simulate La frequenza è obbligatoria
Modalità di verifica dell'apprendimentoParte A La verifica dell’apprendimento verterà prove scritte, discussione di casi di studio e redazioni di verbali. Parte B verifica dell’apprendimento attraverso la discussione di casi clinici Partecipazione attiva / coinvolgimento nelle attività laboratoriali
Programma estesoParte A e Parte B Il laboratorio si prefigge come obiettivo di fornire uno spazio di riflessione sull’esperienza di tirocinio, con particolare attenzione ai vissuti emotivi sperimentati nell’incontro con la pratica del servizio sociale Durante il percorso si lavorerà in gruppo cercando di costruire un clima di rispetto che permetta la messa in discussione da parte dei partecipanti delle criticità/difficoltà/dubbi collegati all’agire professionale . Gli studenti saranno invitati a proporre situazioni di carattere organizzativo, relazionale e casi clinici particolarmente rilevanti nell’esperienza personale di tirocinio che verranno discussi e rielaborati attraverso role playing, esercizi di scrittura e attività in piccolo gruppo e con il gruppo allargato.
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InsegnamentoTeorie metodi tecniche del servizio sociale
CodiceGS0192
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2016/2017
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPALMIERI Paola
DocentiPALMIERI Paola
CFU7
Ore di lezione60
Ore di studio individuale115
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno2
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiFornire un orientamento sui metodi e sulle tecniche del processo di aiuto, esplicitando alcuni presupposti epistemologici impliciti che governano le prassi operative - Sviluppare capacità di interconnessione teoria-prassi negli ambiti tradizionali dell’intervento sociale: soggetto (utente-famiglia-gruppo dei pari), organizzazione (servizio-istituzione-risorse formali) e territorio (reti, comunità, soggetti collettivi).
Testi di riferimento-1. Lerma, Metodo e tecniche del processo di aiuto, Astrolabio 1992, Roma. i primi 5 capitoli -2- Silvia Fargion Il metodo nel servizio sociale Carocci Faber 2016 -3 Dal Pra Ponticelli, Dizionario di Servizio Sociale, Carocci, Roma (le seguenti voci: assistente sociale, cambiamento, casework, deontologia professionale, documentazione, metodo, metodologia del servizio sociale, modelli di servizio sociale, modello problem solving, modello sistemico relazionale, modello unitario centrato sul compito, organismi associativi internazionali, organismi associativi italiani, presa in carico, segretariato sociale, servizi sociali in Europa, servizio sociale di base, storia del servizio sociale, supervisione dei servizi sociali, tecniche, valutazione del processo di aiuto). leggere -4.Ferrario, Le dimensioni dell’intervento sociale, Carocci,2014 Roma -5. Luppi Servizio sociale e modello sistemico,una nuova prospettiva per la pratica quotidiana Carocci Faber 1993 -6. Cellentani, Manuale di metodologia per il servizio sociale, Angeli, Milano -7. Raineri “Linee guida e procedure di servizio sociale” Erikson 2013 -8. Allegri, Palmieri, Zucca, Il colloquio nel lavoro sociale, nuova edizione 2017 Carocci, Roma
Obiettivi formativi- Conoscenze: elementi di contestualizzazione storica delle metodologie di servizio sociale presentate; la relazione di aiuto: tipologie e aspetti critici; fasi e dimensioni dell’intervento sociale; strumenti principali del lavoro sociale (setting e applicazioni). - Competenze: capacità di analisi critica (nodi critici e prospettive); capacità di contestualizzazione (analisi dell’influenza del contesto nell’intervento sociale); capacità di costruire primi nessi tra teoria-prassi (collegamenti tra casi presentati in aula o conosciuti nel corso del tirocinio e contributi teorico-metodologici); capacità di uso del linguaggio professionale
PrerequisitiPrincipi e fondamenti
Metodi didatticila metodologia di lavoro prevede, unitamente a lezioni frontali di inquadramento e approfondimento dei contenuti, la realizzazioni di attività di didattica interattiva (analisi di casi, simulazioni, etc.). Verrà proposto un breve Laboratorio sul Colloquio dove, a partire dall’analisi di alcune sequenze video e dalla presentazione di casi, saranno presi in esame i primi fondamenti del colloquio nel servizio sociale
Modalità di verifica dell'apprendimentoEsercitazione scritta durante il semestre. esame orale
Programma estesoTeorie del lavoro sociale: - elaborazioni teoriche per il servizio sociale (prospettiva storica) - la pluridimensionalità del processo di aiuto Metodologia del l’intervento: - la progettazione sociale: dall’analisi della domanda alla valutazione partecipata - ambiti dell’intervento sociale (dimensioni, livelli e destinatari dell’intervento - esemplificazioni tratte dall’analisi di casi (sostegno e controllo sociale) Strumenti dell’intervento: il colloquio, la visita domiciliare, la documentazione professionale La relazione professionale: - implicazioni emotive e aspetti operativi nella costruzione della relazione di aiuto - tipologie di relazione di aiuto: prospettive e nodi critici Il sé professionale: conoscenza riflessiva e conoscenza interdisciplinare
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Insegnamento-ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE
CodiceP0062
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPODESTA' Noemi
DocentiPODESTA' Noemi
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/04 - SCIENZA POLITICA
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoA - Base
Anno3
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
Contenuti1. Dalla politica alle politiche 2. Il ciclo di vita di una policy 3. Come nasce un problema pubblico 4. Tipi di politiche e modalità di policy making 5. Processi e modelli decisionali 6. Decisione e attuazione: cosa succede dopo che una legge è stata approvata? 7. Dall’output amministrativo all’impatto sociale 8. Politiche pubbliche e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni: alcuni strumenti
Testi di riferimentoDispense di Analisi delle Politiche Pubbliche a cura di Noemi Podestà M. HOWLET e M. RAMESH, Come studiare le politiche pubbliche, Bologna, Il Mulino, 2003 (Per i non frequentanti) N. PODESTA' e G.L. BULSEI, L’ascolto del territorio. Aracne, Roma, 2014 G.L. BULSEI, La società diffusa. Organizzazioni e politiche locali, Roma, Carocci, 2013
Obiettivi formativiIl corso si propone di introdurre gli studenti ai principali concetti e strumenti per l’analisi delle politiche pubbliche e, attraverso la loro applicazione a problemi oggetto di intervento pubblico, di far acquisire la progressiva capacità di analizzare attori, interazioni ed esiti dei processi di policy
PrerequisitiNessuno
Metodi didatticiSaranno a disposizione degli studenti tutte le slides delle lezioni che dovranno essere utilizzate unicamente come “guida” allo studio e non in sostituzione dei testi consigliati per la preparazione all’esame
Modalità di verifica dell'apprendimentoGli studenti avranno l’opportunità di effettuare una prova intermedia scritta che concorrerà alla valutazione finale, inoltre i frequentanti presenteranno relazioni, che concorreranno alla valutazione finale, secondo modalità che saranno comunicate all’inizio del corso. Gli studenti impossibilitati a frequentare sono invitati a contattare il docente al fine di concordare forme alternative di supporto e verifica dell’apprendimento
Programma estesoIl corso si propone di introdurre gli studenti ai principali concetti e strumenti per l’analisi delle politiche pubbliche e, attraverso la loro applicazione a problemi oggetto di intervento pubblico, di far acquisire la progressiva capacità di analizzare attori, interazioni ed esiti dei processi di policy competenze teorico metodologiche: cosa sono le politiche pubbliche, perché e come si studiano (finalità e paradigmi, problemi e concetti) competenze analitiche: come si decidono e si attuano gli interventi pubblici (attori e processi, regole e strumenti)
Risultati di apprendimento attesiAl termine del corso ci si attende che gli studenti siano in grado di analizzare una politica pubblica attingendo dalle competenze teoriche acquisite e applicando quindi gli strumenti analitici presentati in aula durante il corso.
Insegnamento mutuato daSERVIZIO SOCIALE (2024) - P0062 -ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE - ASTI
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InsegnamentoDIRITTO PENALE
CodiceP0079
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2014/2015
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
CFU6
Tipo di insegnamentoAttività formativa integrata
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Anno3
PeriodoPrimo Semestre
Tipo di valutazioneVoto finale
Moduli
Codice Insegnamento Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Docenti
P1636 DIRITTO PENALE IUS/17 - DIRITTO PENALE
P1637 DIRITTO PENALE A IUS/17 - DIRITTO PENALE
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InsegnamentoDIRITTO PENALE
CodiceP1636
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2014/2015
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
CFU3
Ore di lezione15
Ore di studio individuale60
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)IUS/17 - DIRITTO PENALE
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno3
PeriodoPrimo Semestre
Tipo di valutazioneVoto finale
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InsegnamentoDIRITTO PENALE A
CodiceP1637
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2014/2015
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
CFU3
Ore di lezione15
Ore di studio individuale60
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)IUS/17 - DIRITTO PENALE
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno3
PeriodoPrimo Semestre
Tipo di valutazioneGiudizio finale
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InsegnamentoDIRITTO PENALE
CodiceP0079
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
DocentiRUGGIERO Gianluca
CFU6
Tipo di insegnamentoAttività formativa integrata
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Moduli
Codice Insegnamento Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Docenti
P1636 DIRITTO PENALE IUS/17 - DIRITTO PENALE RUGGIERO Gianluca
P1637 DIRITTO PENALE A IUS/17 - DIRITTO PENALE RUGGIERO Gianluca
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InsegnamentoDIRITTO PENALE
CodiceP1636
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoRUGGIERO Gianluca
DocentiRUGGIERO Gianluca
CFU3
Ore di lezione15
Ore di studio individuale60
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)IUS/17 - DIRITTO PENALE
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiIl corso affronta alcuni ambito della parte generale e della parte speciale del codice penale
Testi di riferimentoNeppi Modona - Petrini - Giors, Diritto penale e servizio sociale, Giappichelli, 2016.
Obiettivi formativiRendere gli studenti in grado di affrontare lo studio del diritto penale sia sotto il profilo tecnico giuridico e dogmatico sia, soprattutto, in prospettiva politico criminale.
PrerequisitiLe conoscenza giuridiche di base acquisite con i corsi di diritto positivo dei primi due anni del corso di servizio sociale.
Metodi didatticiLezioni, anche con la partecipazione di esperti esterni del mondo delle professioni legali, inteso in senso ampio, nelle quali, interagendo con gli studenti, si cerca di stimolare la riflessione politico criminale sul diritto positivo, con frequenti riferimenti al diritto vivente. La frequenza è molto fortemente consigliata.
Modalità di verifica dell'apprendimentoEsame orale.
Programma estesoLa legge penale e il reato; la tutela penale dei soggetti deboli; i delitti contro la libertà sessuale; stupefacenti e tossicodipendenza; immigrazione extra comunitaria; la responsabilità penale dell'assistente sociale.
Risultati di apprendimento attesiAbilità e competenze nell'attività dell'operatore sociale a contatto con soggetti deboli, in carcere, nell'ambito delle disciplina degli stupefacenti.
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InsegnamentoDIRITTO PENALE A
CodiceP1637
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoRUGGIERO Gianluca
DocentiRUGGIERO Gianluca
CFU3
Ore di lezione15
Ore di studio individuale60
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)IUS/17 - DIRITTO PENALE
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoC - Affine o integrativo
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiIl corso affronta la prima metà della parte generale del diritto penale: storia della codificazione penale italiana, legge penale, reato, antigiuridicità e colpevolezza.
Testi di riferimentoNeppi Modona - Petrini - Giors, Diritto penale e servizio sociale, Giappichelli, 2016.
Obiettivi formativiRendere gli studenti in grado di affrontare lo studio del diritto penale sia sotto il profilo tecnico giuridico e dogmatico sia, soprattutto, in prospettiva politico criminale.
PrerequisitiLe conoscenza giuridiche di base acquisite con i corsi di diritto positivo dei primi due anni del corso di servizio sociale.
Metodi didatticiLezioni, anche con la partecipazione di esperti esterni del mondo delle professioni legali, inteso in senso ampio, nelle quali, interagendo con gli studenti, si cerca di stimolare la riflessione politico criminale sul diritto positivo, con frequenti riferimenti al diritto vivente. La frequenza è molto fortemente consigliata.
Modalità di verifica dell'apprendimentoEsame orale.
Programma estesoLa legge penale e il reato; la tutela penale dei soggetti deboli; i delitti contro la libertà sessuale; stupefacenti e tossicodipendenza; immigrazione extra comunitaria; la responsabilità penale dell'assistente sociale.
Risultati di apprendimento attesiAbilità e competenze nell'attività dell'operatore sociale a contatto con soggetti deboli, in carcere, nell'ambito delle disciplina degli stupefacenti.
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InsegnamentoLABORATORIO INNOVAZIONE E SERVIZIO SOCIALE A
CodiceP1682
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoNOSENGO Serafino
DocentiNOSENGO Serafino
CFU2
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoD - A scelta dallo studente
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiLa Costituzione. Ordinamento giudiziario. Carte internazionali. Processo penale ordinario e minorile.
Testi di riferimentoAA.VV., Il processo penale minorile, quarta ed.; a cura di G.GIOSTRA, Giuffrè editore, 2016 AA.VV., Procedura penale minorile, a cura di M. BARGIS, Giappichelli ed., 2016 P. SERRA, Il giudice onorario minorile, F. Angeli ed, 2006
Obiettivi formativiGli studenti dovranno possedere un linguaggio tecnico adeguato; avere una conoscenza: a) sufficiente dei principali istituti del processo penale; b)buona dei soggetti e dell’iter del processo minorile; c) buona dell’udienza preliminare del processo minorile e dell’istituto della messa alla prova
PrerequisitiFrequenza del corso di diritto penale nell’a.a. 2016 – 2017
Metodi didatticiLezioni frontali, interrazione docente studenti; simulazione di una udienza preliminare; relazione orale degli studenti
Altre informazioniVerranno esaminate due circolari del Consiglio superiore della magistratura che descrivono i criteri per la nomina e conferma dei giudici onorari minorili. Circolare del C.S.M. prot. P11516 (14 maggio 2010). Criteri per la nomina e conferma dei giudici onorari minorili per il triennio 2011 - 2013. Circolare del C.S.M. prot. p. 19415/2015 del 26/10/2015. Criteri per la nomina e conferma dei giudici onorari minorili per il trienno 2017 – 2019
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa verifica non è di tipo scritto e sarà effettuata attraverso il monitoraggio dell’attenzione e della partecipazione attiva alle singole lezioni ed alle simulazioni; inoltre, assume peso non secondario l’esposizione del contenuto della relazioni che non si vorrebbe meramente descrittivo.
Programma esteso1. Un approccio di carattere linguistico. – 2. Il giusto processo: cenni. – 3. Il processo degli adulti. – 4. Il contesto normativo in ordine ai minori: a) la Costituzione e la legislazione ordinaria; b) i documenti internazionali. – 5. Il processo per i minori: a) i soggetti principali; b) il rito.
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InsegnamentoLABORATORIO INNOVAZIONE E SERVIZIO SOCIALE B
CodiceP1684
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoPINTO Laura
DocentiPINTO Laura
CFU2
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoD - A scelta dallo studente
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiLa centralità del minore nell’esercizio della giustizia (ascolto, decodifica e apprendimento delle competenze necessarie per un adeguato esercizio del ruolo in materia di tutela del minore e all’interno di procedimenti penali nei confronti di minorenni, a partire da esperienze, narrazioni e prefigurazioni di progettazione possibile).
Testi di riferimento• Campanini A. (2016, a cura di), Gli ambiti di intervento del servizio sociale, Carocci Faber, Roma. • Campanini A. (2013, dir.), Nuovo dizionario di servizio sociale, Carocci faber, Roma • Barus-Michel J., Enriquez E., Levy A, (2003, a cura di), Dizionario di psicosociologia, Raffaello Cortina Editore, Milano. • Mastropasqua I., Mordeglia S. (2011, a cura di), Esperienze di probation in Italia ed Europa, Gangemi, Roma • Moro A.C. (2014), Manuale di diritto minorile, Zanichelli.
Obiettivi formativiAvvicinamento dello studente all’esercizio del ruolo professionale in materia di tutela del minore e nell’accompagnamento delle persone di minore età in ogni stato e grado del procedimento penale che li riguarda. Aumento della capacità riflessiva rispetto all’esercizio del ruolo professionale nei contesti giudiziari con particolare riferimento alla centralità della persona di minore età Avvicinamento alla dimensione anche conflittuale del lavoro sociale, con particolare attenzione al potere.
Metodi didatticiLezioni frontali, interazioni con esperienze narrate ed agite da testimoni privilegiati, simulazioni, progettazioni.
Altre informazioniSi consiglia di affiancare all’esperienza laboratoriale la visione dei seguenti film: - Il sospetto (The Hunt), T.Vinterberg, Danimarca, 2012 - Il figlio (Le fils), J. & L. Dardenne, Belgio, 2002 - Io, Daniel Blake (I, Daniel Blake), K.Loach, GranBretagna, 2016
Modalità di verifica dell'apprendimentoCostanza nella presenza, partecipazione, proprietà lessicale nell’interazione.
Programma estesoL’accompagnamento delle persone di minore età (e delle loro famiglie) nei percorsi di giustizia di cui sono protagonisti. L’attuazione dell’interesse del minore come obiettivo fondamentale dell’attività giudiziaria. Dalle dichiarazioni internazionali alla legislazione nazionale (cenni in materia di tutela del minore; il processo penale minorile: attori, rito, messa alla prova). Il ruolo dell’Assistente Sociale: responsabilità, compiti, promozione della partecipazione tentando il riconoscimento di mitizzazioni e svelamenti di luoghi comuni.
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InsegnamentoLineamenti di storia naturale dell'uomo per le scienze sociali
CodiceSP0101
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoSCALFARI Francesco Maria Carmine
DocentiSCALFARI Francesco Maria Carmine
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)BIO/08 - ANTROPOLOGIA
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento opzionale
Categoria insegnamentoD - A scelta dallo studente
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
SedeALESSANDRIA
Tipo di valutazioneVoto finale
Insegnamento mutuato daSocietà e Sviluppo Locale (2007) - SP0101 Lineamenti di storia naturale dell'uomo per le scienze sociali - ALESSANDRIA
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InsegnamentoPROVA FINALE
CodiceP0013
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
CFU5
Ore di studio individuale125
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoE - Prova finale e lingua straniera
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
SedeALESSANDRIA
Tipo di valutazioneVoto finale
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InsegnamentoPSICOLOGIA CLINICA E PSICHIATRIA PER IL SERVIZIO SOCIALE
CodiceP1640
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
DocentiBRUNI Francesco, TIBALDI Giuseppe
CFU12
Tipo di insegnamentoAttività formativa integrata
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Anno3
PeriodoAnnuale
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Moduli
Codice Insegnamento Settore Scientifico Disciplinare (SSD) Docenti
P1641 PSICOLOGIA CLINICA PER IL SERVIZIO SOCIALE M-PSI/08 - PSICOLOGIA CLINICA BRUNI Francesco
P1642 PSICHIATRIA PER IL SERVIZIO SOCIALE MED/25 - PSCHIATRIA TIBALDI Giuseppe
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InsegnamentoPSICOLOGIA CLINICA PER IL SERVIZIO SOCIALE
CodiceP1641
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoBRUNI Francesco
DocentiBRUNI Francesco
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)M-PSI/08 - PSICOLOGIA CLINICA
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiLa psicologia clinica e le sue declinazioni per il servizio, in particolare: l’oggetto della psicologia clinica, l’analisi della domanda, la comunicazione e i metodi di osservazione clinica, caratteristiche del colloquio, strumenti di valutazione clinica, le principali metodologie e categorie diagnostiche, gli interventi clinici (dalla prevenzione alla psicoterapia). Si descriveranno diversi casi riguardanti il servizio sociale in modo da saper riflettere sulla relazione operatore utente, analizzare la domanda di salute, leggere l’interazione individuo-contesto sociale-ambiente. Nello specifico l’allievo dovrà essere in grado di: distinguere fra prevenzione e cura del disagio psichico e delle principali problematiche relazionali; riconoscere l’importanza del processo diagnostico nel percorso di cura psicologica; descrivere le principali problematiche legate alla sofferenza psichica; comprendere l’importanza dell’esame psicodiagnostico e la centralità del colloquio clinico; orientarsi fra interviste strutturate, test autovalutativi, tecniche proiettive e test d’intelligenza; conoscere le caratteristiche di base dei principali disturbi mentali e delle problematiche che si presentano nelle diverse fasi del ciclo di vita; inquadrare le famiglie multiproblematiche e delineare le modalità di intervento del servizio sociale: orientarsi fra gli interventi psicoterapeutici: psicanalisi e psicodinamico, cognitivo­comportamentale; sistemico­relazionale; di gruppo e di rete; Indicare, in riferimento alle principali situazione problematica, l’intervento di aiuto più adeguato.
Testi di riferimentoCodispoti Olga, Bastianoni Paola, Che cos’è la psicologia clinica, Carocci, Roma 2011 Lavenia Giuseppe, Elementi di psicologia clinica e dinamica. Manuale per operatori dei servizi sociali e della salute mentale, Angeli, Milano, 2010 Cancrini Luigi, La cura delle infanzie infelici, Raffaello Cortina Editore, Milano 2012 (cap. 1 Le infanzie infelici; cap.2 Verso una classificazione più relazionale dei disturbi dell'infanzia) Gli allievi che non frequenteranno il corso, oltre ai testi sopra riportati, dovranno studiare alcune parti del libro: Bruni Francesco, Defilippi Pier Giuseppe, La tela di Penelope. Origini e sviluppi della terapia familiare, Bollati Boringhieri, Torino, 2007. Che cosa studiare: Famiglie maltrattanti e terapia coatta pp. 137­146; Ricerche in psicopatologia: integrazione fra intrapsichico e relazionale pp 217222; Crisi familiare e bambini abusati pp. 241­249; Cap. 9 Terapia familiare e dintorni pp 307­352.
Obiettivi formativiIntroduzione alla psicologia clinica per gli operatori del servizio sociale. Acquisizione di alcuni concetti teorici e metodologici per orientarsi: nella prevenzione primaria del disagio personale e relazionale; nell’identificazione delle problematiche legate al disagio psichico; nel corretto inquadramento dei fattori psicologici, relazionali, familiari e contestuali che generano e stabilizzano il disturbo; nell’intervento di aiuto e nell’invio operando nell’ambito di strutture e servizi multidisciplinari. Saper cogliere gli aspetti emotivi ed affettivi che regolano i comportamenti e le dinamiche relazionali. Saper individuare le aspettative di chi si rivolge al servizio sociale e gli obiettivi per la piena promozione della salute. Saper riconoscere le problematiche della relazione clinica con il paziente. Competenze e conoscenze attese Identificare il campo di indagine e di applicazione della psicologia clinica, riconoscere le principali metodologie e categorie diagnostiche, conoscere i diversi approcci teorici e le differenti tecniche di intervento per ridurre la sofferenza e il disagio psichico, distinguere le principali figure professionali che si occupano della cura dei disturbi psichici e saper riflettere sulla relazione fra operatore e utente. Saper analizzare la domanda di salute nell’ambito dell’interazione fra individuo­ contesto sociale – ambiente e saper attribuire importanza alla co­costruzione degli interventi. Considerare il cambiamento, non più esclusivamente come "cura", ma come sviluppo dell'individuo verso modalità simboliche e rappresentazionali, comportamentali e relazionali, che possano essere più funzionali al contesto di vita.
PrerequisitiConoscenze di psicologia generale e di psicologia dell’età evolutiva, delle competenze relazionali di base e della funzione del contesto nella comprensione dell'interazione individuo, famiglia e ambiente sociale.
Metodi didatticiIl corso è organizzato in lezioni, esercitazioni e discussioni di casi. Nella fase intermedia del corso saranno presentati alcuni casi studio per verificare l’apprendimento degli allievi
Modalità di verifica dell'apprendimentoLa verifica finale sarà orale e lo studente dovrà dimostrare di saper applicare i concetti di base della psicologia clinica nell’ambito del servizio sociale. Si verificherà la capacità dello studente di utilizzare le conoscenze apprese durante il corso e di saperle contestualizzare nelle tipiche situazioni professionali di aiuto
Programma estesoL’evoluzione della psicologia clinica, i metodi in psicologia clinica e i contributi forniti dalla psicoanalisi, dalla teoria dell’attaccamento, dall’approccio cognitivo­comportamentale e dall’orientamento sistemico­relazionale. La psicodiagnosi, tecniche diagnostiche e aspetti metodologici. Il colloquio clinico, la relazione operatore paziente, l’analisi della domanda. Comunicazione, ascolto e dinamiche di gruppo. Elementi di psicologia dinamica. Dinamica delle relazioni e ciclo di vita familiare. Elementi di psicologia clinica. Il punto di vista sistemicorelazionale. Le psicoterapie, i diversi livelli di intervento (individuale, di coppia, familiare e di gruppo) e la loro integrazione nell’ambito di un approccio di rete. Il lavoro nelle strutture e la relazione di aiuto. Psicologia clinica e tematiche rilevanti nell’ambito del servizio sociale (infanzia negata, disturbi del comportamento alimentare, malattie psicosomatiche, dipendenze, maltrattamenti e abusi, famiglie multiproblematiche, il lavoro con soggetti anziani, i pazienti cronici e terminali, il burnout e il mobbing).
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InsegnamentoPSICHIATRIA PER IL SERVIZIO SOCIALE
CodiceP1642
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoTIBALDI Giuseppe
DocentiTIBALDI Giuseppe
CFU6
Ore di lezione30
Ore di studio individuale120
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)MED/25 - PSCHIATRIA
Tipo di insegnamentoModulo di sola Frequenza
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno3
PeriodoPrimo Semestre
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl corso sarà dedicato alla conoscenza delle due principali forme di sofferenza mentale (che – volutamente – non vengono fatte coincidere con le attuali etichette diagnostiche): le esperienze depressive e quelle psicotiche. Questa conoscenza non sarà basata solo sui testi degli “esperti per professione” (psichiatri, psicoterapeuti, filosofi della comunicazione), ma anche sulle testimonianze dirette degli “esperti per esperienza”: di coloro, cioè che hanno vissuto in prima persona queste forme di sofferenza. Una lezione verrà dedicata anche alle altre forme di sofferenza mentale, come i disturbi della personalità e le dipendenze. Una lezione sarà dedicata alla storia della psichiatria, per chiarire il percorso attraverso cui essa ha assunto il profilo di una disciplina medica (nonostante le notevoli differenze che la separano dalla maggioranza delle altre discipline mediche). In questa stessa lezione verrà presentata anche la legge di riforma italiana e le principali articolazioni organizzative dei Dipartimenti di Salute Mentale.
Testi di riferimento1. Arnkil T.E. & Seikkula J. “Metodi dialogici nel lavoro di rete” – Erickson 2. Borgna E. “Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica” - Feltrinelli 3. Borgna E. “Malinconia” – Feltrinelli 4. Benedetti G. “La comunicazione con il paziente mentale” in “La schizofrenia” – Guerini 5. Romme M., Escher S., Dillon J., Corstens D. & Morris M. “Vivere con le voci. 50 storie di guarigione” - Mimesis Verranno forniti anche articoli scientifici o capitoli di libri relativi a specifici argomenti trattati durante il corso
Obiettivi formativiUn’attenzione particolare, in ogni lezione, sarà posta sulla presentazione – e sulla discussione in gruppo - dei principali confini che sono presenti nel campo di attività della psichiatria. In particolare: a. il confine tra la dimensione individuale della sofferenza mentale e il contesto in cui essa si sviluppa. Verrà approfondita la discussione di casi che si prestino ad una duplice possibilità di lettura: decontestualizzante e contestualizzante; b. il confine tra comprensibilità ed incomprensibilità dei contenuti, con particolare riferimento all’esperienza delirante ed alle esperienze allucinatorie; c. il confine tra “essere (depressi, bipolari, schizofrenici)” ed “avere (la depressione, il disturbo bipolare, la schizofrenia)”. Questo aspetto consentirà di chiarire l’importanza del linguaggio che utilizziamo, che incide profondamente sull’avvio della relazione e sulla possibilità di una collaborazione; d. il confine tra “cultura dei deficit” e “cultura delle risorse”, tra “cultura della guaribilità” e “cultura dell’inguaribilità”; e. il confine tra “utente” e “persona”, tra relazione professionale e relazione umana, tra “fare per” o “essere con”, tra “le scelte spettano ai professionisti” e “nothing about us, without us”; f. i confini quotidiani nella relazione con utenti, familiari ed altri servizi: modelli tecnocratici, modelli paternalistici, modelli democratici Verrà approfondita la conoscenza degli approcci che prevedono una piena condivisione di tutte le tappe del percorso assistenziale e terapeutico con tutti i soggetti direttamente interessati (compresi i familiari), senza una scomposizione delle competenze (ma soprattutto delle persone e delle situazioni concrete) tra i servizi ed i professionisti coinvolti.
PrerequisitiNessuno
Metodi didatticiLezioni con presenza (in vivo od in video) di “esperti per esperienza” ed “esperti per professione”, nel campo della salute mentale
Altre informazioniPrima dell’esame finale, nel corso del periodo delle lezioni – o durante le lezioni, se possibile, - verranno assegnati alcuni compiti individuali ed alcuni compiti collettivi: Compiti individuali: - genogramma e network map - scheda personale di uno dei film che presentano una storia di sofferenza mentale Compiti collettivi: - traduzione dall’inglese di un racconto autobiografico e di un articolo scientifico; - integrazione della lista di film e documentari sulla salute mentale già avviata negli AA precedenti
Modalità di verifica dell'apprendimentoL’esame finale avverrà in forma orale, previa verifica del completamento dei compiti individuali (che vanno portati con sé) e della effettiva partecipazione ai compiti collettivi. Verrà affrontata una delle due principali forme di sofferenza psichiatrica, con particolare riferimento alla dimensione della rete familiare e sociale. Verrà discussa, in dettaglio, una delle storie individuali che sono state lette o presentate durante le lezioni. Per coloro che non frequenteranno le lezioni. Andranno ovviamente completati i compiti individuali e andrà comprovata l’effettiva partecipazione ad uno dei compiti collettivi (via mail, laddove non sia possibile partecipare ad eventuali riunioni del gruppo). E’ considerata necessaria la conoscenza approfondita del testo di Arnkil T.E. & Seikkula J. “Metodi dialogici nel lavoro di rete” (Erickson) L’esame – in forma orale – verterà, inoltre, su tutti i testi da leggere (da richiedere al docente, a fine corso) Nel corso della prova orale, verrà affrontata una delle due principali forme di sofferenza psichiatrica, con particolare riferimento alla dimensione della rete familiare e sociale. Verrà discussa, in dettaglio, una delle storie individuali che sono state lette o presentate durante le lezioni.
Programma estesoIl corso sarà dedicato alla conoscenza delle due principali forme di sofferenza mentale (che – volutamente – non vengono fatte coincidere con le attuali etichette diagnostiche): le esperienze depressive e quelle psicotiche. Queste ultime vengono abitualmente definite disturbi schizofrenici. Questa conoscenza non sarà basata solo sui testi degli “esperti per professione” (psichiatri, psicoterapeuti, filosofi della comunicazione), ma anche sulle testimonianze dirette degli “esperti per esperienza”: di coloro, cioè che hanno vissuto in prima persona queste forme di sofferenza. Una lezione verrà dedicata anche alle altre forme di sofferenza mentale, come i disturbi della personalità e le dipendenze. Una lezione sarà dedicata alla storia della psichiatria, per chiarire il percorso attraverso cui essa ha assunto il profilo di una disciplina medica (nonostante le notevoli differenze che la separano dalla maggioranza delle altre discipline mediche). In questa stessa lezione verrà presentata anche la legge di riforma italiana e le principali articolazioni organizzative dei Dipartimenti di Salute Mentale. Un’attenzione particolare, in ogni lezione, sarà posta sulla presentazione – e sulla discussione in gruppo - dei principali confini che sono presenti nel campo di attività della psichiatria. In particolare: g. il confine tra la dimensione individuale della sofferenza mentale e il contesto in cui essa si sviluppa. Verrà approfondita la discussione di casi che si prestino ad una duplice possibilità di lettura: decontestualizzante e contestualizzante; h. il confine tra comprensibilità ed incomprensibilità dei contenuti, con particolare riferimento all’esperienza delirante ed alle esperienze allucinatorie; i. il confine tra “essere (depressi, bipolari, schizofrenici)” ed “avere (la depressione, il disturbo bipolare, la schizofrenia)”. Questo aspetto consentirà di chiarire l’importanza del linguaggio che utilizziamo, che incide profondamente sull’avvio della relazione e sulla possibilità di una collaborazione; j. il confine tra “cultura dei deficit” e “cultura delle risorse”, tra “cultura della guaribilità” e “cultura dell’inguaribilità”; k. il confine tra “utente” e “persona”, tra relazione professionale e relazione umana, tra “fare per” o “essere con”, tra “le scelte spettano ai professionisti” e “nothing about us, without us”; l. i confini quotidiani nella relazione con utenti, familiari ed altri servizi: modelli tecnocratici, modelli paternalistici, modelli democratici Verrà approfondita la conoscenza degli approcci che prevedono una piena condivisione di tutte le tappe del percorso assistenziale e terapeutico con tutti i soggetti direttamente interessati (compresi i familiari), senza una scomposizione delle competenze (ma soprattutto delle persone e delle situazioni concrete) tra i servizi ed i professionisti coinvolti. Saranno invitati, ad alcune delle lezioni, sia esperti per esperienza che esperti per professione che già operino, come assistenti sociali, nel “mondo reale” Una parte di ciascuna lezione verrà dedicata all’approfondimento di temi emersi nell’ambito del dialogo tra studenti e docente: per favorire questa forma di dialogo, ogni lezione vedrà il coinvolgimento diretto di un piccolo gruppo di studenti Esperienze psicotiche (disturbi schizofrenici) approcci teorici più significativi: 1. lettura fenomenologica (Borgna) 2. lettura sistemica (Seikkula) 3. lettura psicodinamica (Benedetti) 4. lettura sintomatologica (DSM nelle sue versioni successive) 5. ipotesi biologiche 6. racconti dei sopravvissuti (Lia G, Glenda P, uditori di voci) Esperienze depressive (disturbi depressivi e forme bipolari) 1. lettura fenomenologica, 2. lettura sistemica 3. letture psicodinamiche 4. lettura sintomatologica (DSM – variazione delle definizioni di disturbo bipolare) 5. ipotesi biologiche 6. racconti dei sopravvissuti (alla depressione od al suicidio), 7. ipotesi fondate sul meccanismo d’azione dei farmaci antidepressivi (Whitaker) Verrà indicato un testo (breve) per la maggioranza di questi approcci Prima dell’esame finale, nel corso del periodo delle lezioni – o durante le lezioni, se possibile, - verranno assegnati alcuni compiti individuali ed alcuni compiti collettivi: Compiti individuali: - genogramma e network map - scheda personale di uno dei film che presentano una storia di sofferenza mentale Compiti collettivi: - traduzione dall’inglese di un racconto autobiografico - preparazione di una lista di racconti autobiografici sulle esperienze personali o familiari di sofferenza mentale (in forma scritta o in forma cinematografica)
Risultati di apprendimento attesiCapacità di adattare le conoscenze apprese alla propria storia personale e familiare ed a quella delle persone incontrate nel corso dei tirocini
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InsegnamentoSOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA
CodiceP0009
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoALTOPIEDI Rosalba
DocentiALTOPIEDI Rosalba
CFU9
Ore di lezione60
Ore di studio individuale165
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/12 - SOCIOLOGIA GIURIDICA, DELLA DEVIANZA E MUTAMENTO SOCIALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno3
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiDopo una introduzione alla sociologia della devianza, verranno illustrate le principali teorie sociologiche sulla devianza e criminalità: la Scuola classica e le teorie della scelta razionale; le teorie del controllo sociale; la teoria del conflitto culturale; la teoria della tensione; le teorie delle subculture; la teoria dell’associazione differenziale; la teoria della neutralizzazione; la teoria dell’etichettamento. Sempre nella parte generale del corso saranno analizzati due questioni: - la medicalizzazione delle forme di devianza; - la criminalizzazione dei movimenti per la casa (all'interno del percorso interdisciplinare sull'abitare del corso di laurea). Nella parte monografica saranno analizzate due tematiche: il consumo di droghe illegali; il carcere e il suo impatto sul corso di vita delle persone detenute.
Testi di riferimentoTesti obbligatori: - D. SCARSCELLI, O. VIDONI GUIDONI, (2008), La devianza. Teorie e politiche di controllo, Carocci, Roma - O. VIDONI GUIDONI, La criminalità, Carocci, 2004 (limitatamente ai capitoli 2 e 3) - D. SCARSCELLI, (2015), Medicalizzazione della devianza, controllo sociale e social work, in Sociologia del Diritto, Franco Angeli nr. 1/2015, pp. 37-64 - E. T. C. Dee (2016): The Production of Squatters as Folk Devils: Analysis of a Moral Panic that Facilitated the Criminalization of Squatting in the Netherlands, Deviant Behavior, DOI: 10.1080/01639625.2016.1145019 Un testo a scelta tra: - D. SCARSCELLI, Il consumo di droghe, Carocci, 2010 - F. VIANELLO, (2012), Il carcere, Carocci, Roma
Obiettivi formativiIl corso intende fornire agli studenti le conoscenze di base della disciplina. A tal fine saranno introdotti a) i concetti e le definizioni fondamentali utilizzate nell’ambito della sociologia della devianza; b) le principali teorie esplicative dei fenomeni devianti e criminali; c) gli strumenti di ricerca e i dati utilizzati per descrivere e interpretare la criminalità e la devianza. Attraverso l’analisi e la discussione delle teorie, l’insegnamento si propone di favorire negli studenti la capacità di comprensione e analisi critica dei fenomeni devianti e criminali, anche al fine di evidenziare in modo critico il rapporto tra le teorie interpretative, le rappresentazioni dei fenomeni devianti e criminali e le politiche di intervento.
PrerequisitiGli studenti devono aver sostenuto l'esame di Sociologia
Metodi didatticiLezioni frontali e seminari.
Modalità di verifica dell'apprendimentoE' prevista una verifica finale scritta. Gli studenti devono dimostrare di aver acquisito la conoscenza delle principali teorie sociologiche sulla devianza ed essere in grado di riconoscere le implicazioni di politica sociale e penale di ogni teoria. La verifica finale prevede 4 domande aperte a cui gli studenti devono rispondere. La durata della verifica finale è di 2 ore. Gli studenti frequentanti potranno sostituire il testo d'esame "a scelta" con una relazione scritta, il cui tema dovrà essere concordato con il docente, basata sul materiale didattico che sarà utilizzato durante le lezioni. Tale relazione dovrà essere inviata per posta elettronica al docente almeno 15 giorni prima della data dell'appello d'esame.
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InsegnamentoTEORIE METODI E TECNICHE DEL SERVIZIO SOCIALE II
CodiceP1639
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoALLEGRI Elena
DocentiALLEGRI Elena
CFU9
Ore di lezione60
Ore di studio individuale165
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)SPS/07 - SOCIOLOGIA GENERALE
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoB - Caratterizzante
Anno3
PeriodoPrimo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneVoto finale
Lingua di insegnamentoitaliano
ContenutiIl corso è articolato in quattro unità di apprendimento che saranno sviluppate nelle varie lezioni. 1. I Fondamenti del Servizio Sociale come disciplina e come professione (da riprendere sulla base dello studio effettuato negli anni precedenti). 2. Servizio Sociale di comunità Approcci teorici di networking e di lavoro nella comunità locale: uno sguardo all'elaborazione italiana e internazionale di servizio sociale. Fondamenti teorici e implicazioni operative. Il progetto e la rete: ruoli, funzioni, metodo, strumenti, negoziazione, valutazione. 3. Lavoro di gruppo e con i gruppi Definizione, confini, comunicazione, clima, ruoli, leadership. Gruppi di lavoro, gruppi nel territorio, gruppi di auto-mutuo aiuto. Teorie, metodi e strumenti del servizio sociale per lavorare con i gruppi. 4. Processi di rielaborazione e di ricerca nel Servizio sociale. La ricerca sulle pratiche professionali: processi di rielaborazione e di consolidamento. Significato e funzioni della ricerca, delle pratiche riflessive e della supervisione nel servizio sociale.
Testi di riferimento1. Allegri E., Il Servizio sociale di comunità, Carocci, Roma, 2015; 2. Heap K., La pratica del lavoro sociale con i gruppi, Astrolabio, Roma, 1986, capitoli 1,2,3,4,10,11,12; 3. Fargion S., Il metodo del Servizio sociale, Carocci, Roma, 2013, capp. 1 e 4; 4. Nuovo Dizionario di Servizio sociale, diretto da Campanini A. M., Carocci, Roma, 2013; voci: Advocacy, Assistente sociale, Auto-aiuto, Cambiamento, Cittadinanza attiva, Deontologia professionale, Emergenze e servizio sociale, Empowerment sociale, Errore, Integrazione sociosanitaria, Intervento di rete, Mediazione familiare, Modelli di servizio sociale, Multidimensionalità, Professioni sociali, Partecipazione, Ricerca di Servizio Sociale, Servizio sociale, Servizio sociale di comunità, Servizio sociale di gruppo, Servizio sociale e situazioni di crisi, Servizio sociale territoriale, Supervisione, Territorio, Trifocalità, Valutazione nel servizio sociale, Valutazione dei servizi, Violenza. 5. Allegri, E. (2011), “(S)parlano di noi. Il sistema di tutela minorile su stampa e televisione”, in Lavoro sociale, vol. 11, n. 3, Erickson,Trento, pp. 245- 256. 7. Un articolo a scelta dello studente tratto da riviste internazionali di social work. Le principali riviste sono: British Journal of Social Work, Social Work, European Journal of Social Work, Social Work e Society (quest'ultima è completamente free). Ogni studente deve portare una copia dell'articolo all'esame. La discussione sull'articolo avverrà in italiano. Allegri E., De Luca A., Bartocci M.C. Gallione S., “Diversamente esperti”: la partecipazione dei cittadini – utenti e dei familiari nella formazione universitaria dei futuri assistenti sociali. Analisi di una innovativa esperienza italiana, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n.3, 2017.
Obiettivi formativiAlla fine del corso lo studente saprà orientarsi tra i principali contributi teorici e metodologici relativi al servizio sociale di comunità. Saprà impostare un lavoro di gruppo con utenti-cittadini, sarà in grado di collaborare con altre professioni in gruppi di lavoro. Avrà maturato conoscenze rispetto alle principali questioni inerenti il servizio sociale nel territorio, la riflessione sul servizio sociale e la ricerca ad esso applicata.
PrerequisitiAver sostenuto l’esame di Teorie, Metodi e Tecniche del Servizio Sociale I. All'inizio del corso sarà somministrato un questionario di autovalutazione rispetto alle conoscenze in ingresso. La preparazione, sulla base degli studi degli anni precedenti, può essere effettuata anche con riferimento al Dizionario di Servizio sociale, Carocci, Roma, 2013, rispetto alle voci: assistente sociale, servizio sociale, multidimensionalità, deontologia professionale, modelli di servizio sociale, politiche sociali, principi di servizio sociale, metodo, processo di aiuto, qualità, intervento di rete, colloquio, partecipazione, valutazione.
Metodi didatticiPer ogni contenuto affrontato nel corso saranno previste sia lezioni frontali sia esercitazioni, simulazioni e piccoli gruppi di discussione su case study. La frequenza è caldamente consigliata anche in ragione della preparazione al tirocinio del terzo anno di corso.
Altre informazionivideo, simulazioni, case study.
Modalità di verifica dell'apprendimentoL’ esame consiste in due prove scritte e una orale. La prove scritte sono obbligatorie anche per gli studenti non frequentanti per accedere al tirocinio. 1) la prima prova scritta, che si svolgerà verso la metà di novembre, per circa 1.30 ora, consisterà in alcune domande sulle voci del Dizionario di Servizio sociale e sulla parte di programma del corso svolta nelle prime lezioni. Informazioni specifiche saranno inserite sulla pagina DIR del corso: https://www.dir.uniupo.it/course/index.php 2) La seconda prova scritta, a metà dicembre, per circa tre ore, consisterà in un tema sui contenuti svolti all'interno del corso. 3) Esame in forma orale. I criteri di valutazione riguardano la completezza e la pertinenza dei contenuti, la correttezza formale e la proprietà lessicale, la capacità di usare le conoscenze interdisciplinari per il Servizio sociale, la citazione di fonti e di autori. Entrambe le prove costituiscono parte integrante dell'esame finale e faranno media con la prova orale. Coloro che avranno sostenuto e superato le due prove intermedie con esito positivo prepareranno la restante parte del programma, coloro che non avranno superato le prove intermedie porteranno all'esame finale l'intero programma del corso.
Programma estesoCONTENUTI Il corso è centrato sui principali contenuti teorici e metodologici del Servizio sociale nella prospettiva di lavoro nella comunità locale. Gli aspetti teorici del servizio sociale saranno declinati con particolare attenzione alle dimensioni collettiva, di ricerca, progettuale. Il corso è articolato in quattro unità di apprendimento che saranno sviluppate nelle varie lezioni. 1. I Fondamenti del Servizio Sociale come disciplina e come professione (da riprendere sulla base dello studio effettuato negli anni precedenti). 2. Servizio Sociale di comunità Approcci teorici di networking e di lavoro nella comunità locale: uno sguardo all'elaborazione italiana e internazionale di servizio sociale. Fondamenti teorici e implicazioni operative. Il progetto e la rete: ruoli, funzioni, metodo, strumenti, negoziazione, valutazione. 3. Lavoro di gruppo e con i gruppi Definizione, confini, comunicazione, clima, ruoli, leadership. Gruppi di lavoro, gruppi nel territorio, gruppi di auto-mutuo aiuto. Teorie, metodi e strumenti del servizio sociale per lavorare con i gruppi. 4. Processi di rielaborazione e di ricerca nel Servizio sociale. La ricerca sulle pratiche professionali: processi di rielaborazione e di consolidamento. Significato e funzioni della ricerca, delle pratiche riflessive e della supervisione nel servizio sociale. TESTI DI RIFERIMENTO 1. Allegri E., Il Servizio sociale di comunità, Carocci, Roma, 2015; 2. Heap K., La pratica del lavoro sociale con i gruppi, Astrolabio, Roma, 1986 capitoli 1,2,3,4,10,11,12; 3. Fargion S., Il metodo del Servizio sociale, Carocci, Roma, 2013, capp. 1 e 4; 4. Nuovo Dizionario di Servizio sociale, diretto da Campanini A. M., Carocci, Roma, 2013; voci: Advocacy, Assistente sociale, Auto-aiuto, Cambiamento, Cittadinanza attiva, Deontologia professionale, Emergenze e servizio sociale, Empowerment sociale, Errore, Integrazione sociosanitaria, Intervento di rete, Mediazione familiare, Modelli di servizio sociale, Multidimensionalità, Professioni sociali, Partecipazione, Ricerca di Servizio Sociale, Servizio sociale, Servizio sociale di comunità, Servizio sociale di gruppo, Servizio sociale e situazioni di crisi, Servizio sociale territoriale, Supervisione, Territorio, Trifocalità, Valutazione nel servizio sociale, Valutazione dei servizi, Violenza. 5. Allegri, E. (2011), “(S)parlano di noi. Il sistema di tutela minorile su stampa e televisione”, in Lavoro sociale, vol. 11, n. 3, Erickson,Trento, pp. 245- 256. 7. Un articolo a scelta dello studente tratto da riviste internazionali di social work. Le principali riviste sono: British Journal of Social Work, Social Work, European Journal of Social Work, Social Work e Society (quest'ultima è completamente free). Ogni studente deve portare una copia dell'articolo all'esame. La discussione sull'articolo avverrà in italiano. OBIETTIVI FORMATIVI Alla fine del corso lo studente saprà orientarsi tra i principali contributi teorici e metodologici relativi al servizio sociale di comunità. Saprà impostare un lavoro di gruppo con utenti-cittadini, sarà in grado di collaborare con altre professioni in gruppi di lavoro. Avrà maturato conoscenze rispetto alle principali questioni inerenti il servizio sociale nel territorio, la riflessione sul servizio sociale e la ricerca ad esso applicata. PREREQUISITI Aver sostenuto l’esame di Teorie, Metodi e Tecniche del Servizio Sociale I. All'inizio del corso sarà somministrato un questionario di autovalutazione rispetto alle conoscenze in ingresso. La preparazione, sulla base degli studi degli anni precedenti, può essere effettuata anche con riferimento al Dizionario di Servizio sociale, Carocci, Roma, 2013, rispetto alle voci: assistente sociale, servizio sociale, multidimensionalità, deontologia professionale, modelli di servizio sociale, politiche sociali, principi di servizio sociale, metodo, processo di aiuto, qualità, intervento di rete, colloquio, partecipazione, valutazione. METODI DIDATTICI Per ogni contenuto affrontato nel corso saranno previste sia lezioni frontali sia esercitazioni, simulazioni e piccoli gruppi di discussione su case study. La frequenza è caldamente consigliata anche in ragione della preparazione al tirocinio del terzo anno di corso. MODALITA’ DI VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO L’ esame consiste in due prove scritte e una orale. La prove scritte sono obbligatorie anche per gli studenti non frequentanti per accedere al tirocinio. 1) la prima prova scritta, che si svolgerà verso la metà di novembre, per circa 1.30 ora, consisterà in alcune domande sulle voci del Dizionario di Servizio sociale e sulla parte di programma del corso svolta nelle prime lezioni. Informazioni specifiche saranno inserite sulla pagina DIR del corso. 2) La seconda prova scritta, a metà dicembre, per circa tre ore, consisterà in un tema sui contenuti svolti all'interno del corso. 3) Esame in forma orale. I criteri di valutazione riguardano la completezza e la pertinenza dei contenuti, la correttezza formale e la proprietà lessicale, la capacità di usare le conoscenze interdisciplinari per il Servizio sociale, la citazione di fonti e di autori. Entrambe le prove costituiscono parte integrante dell'esame finale e faranno media con la prova orale. Coloro che avranno sostenuto e superato le due prove intermedie con esito positivo prepareranno la restante parte del programma, coloro che non avranno superato le prove intermedie porteranno all'esame finale l'intero programma del corso.
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InsegnamentoTIROCINIO E GUIDA AL TIROCINIO III ANNO
CodiceP1267
Anno Accademico2017/2018
Anno regolamento2015/2016
Corso di studio2024 - SERVIZIO SOCIALE
CurriculumCORSO GENERICO
Responsabile didatticoFRANCO Patrizia
DocentiBORGIA Marinella Teresa, FRANCO Patrizia
CFU12
Tipo di insegnamentoAttività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamentoInsegnamento obbligatorio
Categoria insegnamentoS - Insegnamento di sede
Anno3
PeriodoSecondo Semestre
SedeASTI
Tipo di valutazioneGiudizio finale
Lingua di insegnamentoItaliano
ContenutiIl laboratorio verrà articolato in tre dimensioni: 1. la riflessione e discussione in aula su argomenti trasversali, come l’organizzazione dei servizi, l’accesso ai servizi, le pratiche di assessment professionali che lo studente potrà constatare nell’esperienza pratica di tirocinio; 2. l’approfondimento su specifiche aree di intervento a scelta e /o concordate con la docente per riportare ulteriori conoscenze teoriche e/o esperienziali; 3. la comprensione dei processi e dei fenomeni sociali, la capacità di relazionarsi con gli individui, le loro storie e i loro contesti e di gestire situazioni complesse e problematiche. Collegato a queste dimensioni è il tema della documentazione professionale, strumento fondamentale del lavoro sociale; obiettivo del laboratorio è quello di suscitare negli studenti una riflessione rispetto ai diversi strumenti e alle finalità del processo di documentazione, sulla base delle loro conoscenze teoriche e di quelle derivanti dal tirocinio. Il contenuto degli incontri è principalmente lo studio di alcuni casi didattici declinati rispetto a temi centrali quali: i ruoli, il tempo e la valutazione dell’intervento, le emozioni, la documentazione professionale, ecc..
Testi di riferimentoDurante il corso verranno utilizzati materiali e dispense del docente.
Obiettivi formativiIl corso si propone di incrementare negli studenti le capacità di riflessione sul ruolo dell’assistente sociale nella connessione tra Servizio, territorio e impiego di risorse; di sviluppare capacità di ascolto attivo e di analisi e interpretazione dei fenomeni sociali. Attraverso gli incontri si intendono approfondire le competenze dell’Assistente Sociale utili a favorire l’incremento della qualità degli interventi e della gestione dei servizi alla persona. Gli studenti potranno, attraverso uno spazio di ascolto e di rielaborazione del tirocinio, riflettere sulle componenti cognitive, emotive ed affettive dell’esperienza sul campo, integrare e far circolare nel gruppo i singoli contributi favorendo la crescita esperienziale del gruppo; integrare le conoscenze pratiche con quelle teoriche.
PrerequisitiAvvio dell’esperienza di tirocinio nella sede individuata
Metodi didatticiIl corso è organizzato con lezioni, esercitazioni, attività di laboratorio. La frequenza è consigliata per l’intero corso.
Altre informazioniSi utilizzeranno casi di studio e slides di approfondimento tematico. Potranno essere svolte esercitazioni di gruppo e giochi di ruolo.
Modalità di verifica dell'apprendimentoControllo delle presenze e della partecipazione nel gruppo. Livello di proposizione e di interesse. Il superamento del laboratorio è legato alla presenza di almeno 2/3 delle ore ed è integrato da 1-2 compiti integrativi concordati con la docente. La frequenza del totale delle ore non richiede alcuna integrazione da parte dello studente.
Programma estesoIl percorso formativo si caratterizza come momento di rielaborazione dell’esperienza degli studenti attraverso il tirocinio professionale. Il lavoro di gruppo consente di sviluppare abilità professionali quali: capacità di rispecchiamento e di comprensione reciproca, di sperimentazione, di mediazione di significati sulle scelte, metodi e strumenti utilizzati in relazione agli interventi e all’attività professionale. L’apprendimento nel gruppo e la rilettura allargata di casi didattici consentiranno poi di sviluppare la capacità di usare criticamente gli strumenti scientifici e metodologici indispensabili per affrontare le situazioni problematiche e per operare nell’ambito della progettazione degli interventi sociali. Particolare attenzione verrà rivolta alle componenti emotive e relazionali implicite nella relazione di aiuto, alla riflessione sugli aspetti di complessità e di collegamento con la teoria e ai processi di comunicazione che si attivano dentro le istituzioni.
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Dati aggiornati al: 05/09/2018, 08:00