Dettaglio insegnamento

Diritto interculturale

GS0475

Insegnamento
Diritto interculturale
Codice
GS0475
Anno Accademico
2023/2024
Anno regolamento
2021/2022
Corso di studio
SCIENZE POLITICHE, ECONOMICHE, SOCIALI E DELL'AMMINISTRAZIONE
Curriculum
A09 - Amministrazione pubblica e problematiche sociali della integrazione
Responsabile didattico
-
Docenti
CFU
9
Ore di lezione
60
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)
IUS/09 - ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO
Tipo di insegnamento
Attività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamento
OBB - Obbligatoria
Anno
3
Periodo
Primo Semestre
Sede
ALESSANDRIA
Lingua insegnamento
Italiano
Contenuti
Il corso toccherà i principali nodi problematici sotto il profilo giuridico del pluralismo religioso e culturale in Italia e in Europa:
1) Evoluzione del concetto di credenza e di religione in Europa;
2) Conflitti etico-morali in materia di nascita (interruzione volontaria della gravidanza e obiezione di coscienza)
3) Libertà di espressione e pluralismo religioso; hate speech; antisemitismo e islamofobia;
4) Democrazia e diritto all’identità (simboli religiosi e culturali in ambito scolastico e giuslavoristico);
6) i reati culturalmente motivati. La cultura come causa di giustificazione
7) fenomeni di discriminazione
Testi di riferimento
Per i frequentanti:
Materiale dottrinale e giurisprudenziale fornito ai partecipanti sui singoli argomenti affrontati durante il corso e inseriti progressivamente per ogni blocco di lezione sulla piattaforma DIR.

Per i non frequentanti:
M. Ricca, Dike meticcia. Rotte di diritto interculturale, Ruberttino, Soveria Mannelli, 2008, pp. 263
Obiettivi formativi
Conoscenza delle principali problematiche presenti nelle società pluriculturali al fine di:
• educare ad una più matura cittadinanza le nuove generazioni (educazione civica);
• maggiore sensibilità critica e competenze sui temi del razzismo e della discriminazione per ragioni etniche e religiose;
• conoscenza della normativa e della giurisprudenza in materia a livello sia nazionale sia dell’UE utile per una conoscenza base delle problematiche che gli operatori del diritto si trovano a dover affrontare con sempre più frequenza;
• conoscenza della giurisprudenza tanto nazionale quanto internazionale (Corte EDU) in materia di libertà religiosa e di antidiscriminazione;
• migliore capacità di affrontare le dinamiche intersoggettive connesse ai processi multiculturali;
• In sintesi: il corso si muove lungo le linee guida indicate dal Consiglio d’Europa nel Rapporto Living together. Combining diversity and freedom in 21st-century Europe del 2011 dove si legge : “ We urge educators and education authorities in all member states to develop “intercultural competencies” as a core element of school curricula, and to extend these beyond formal education to non-formal settings such as museums and cultural institutions, cultural events and festivals, and in particular the media; the Council of Europe should continue its work on a conceptual framework to assist this development”.
Prerequisiti
Consigliata la conoscenza delle basi di diritto pubblico, di storia e sociologia.
Metodi didattici
Il corso è organizzato in lezioni frontali. È previsto l’obbligo di presenza ad almeno i 2/3 delle lezioni per poter acquisire lo status di frequentante e beneficiare del specifico programma d’esame
Altre informazioni
Il materiale del corso sarà trasmesso anticipatamente alla lezione ai partecipanti attraverso la piattaforma DIR in modo che in aula si possa discutere in forma dialogica sui casi giurisprudenziali presi in esame o i documenti relativi al blocco di lezioni.
Il corso sarà supportato da strumenti multimediali (DVD, Youtube, Skype) e si avvarrà della competenza di docenti esterni in sede o in collegamento Skype. Alcune lezioni potrebbero svolgersi in lingua straniera (francese-inglese)
Modalità di verifica dell'apprendimento
La verifica dell’apprendimento in parte si realizzerà in aula durante l’intera durata del corso attraverso la valutazione del grado di partecipazione attiva degli studenti alla discussione sui temi introdotti e sviluppati nella parte ‘frontale’ del corso.
Per i frequentanti una ulteriore verifica si realizzerà al termine del corso mediante un colloquio orale che dovrà verificare tre abilità: i) conoscenza delle problematiche, delle fonti di diritto, della giurisprudenza e degli istituti giuridici esaminati durante il corso; ii) proprietà di linguaggio e ragionamento giuridico; iii) capacità di analisi di una sentenza; iv) capacità di applicazione pratica delle norme e degli istituti attraverso la soluzione di un caso pratico.
Per i non frequentanti. La elaborazione scritta di un paper su saggi proposti loro durante il corso.
Programma esteso
Riflettere sulle problematiche connesse alle società plurireligiose in una prospettiva di educazione alla cittadinanza. Questo obiettivo si pone in piena sintonia sia con quanto richiesto dal Consiglio d’Europa nel Rapporto sia con il Parlamento europeo con la Risoluzione sul ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e della educazione nella promozione dei valori fondamentali dell’Unione del 19 gennaio 2016.
In questi documenti si riconosce l’importanza della formazione per educare le nuove generazioni a vivere insieme nella eguaglianza e nella dignità sottolineando che un vero dialogo interculturale e interconfessionale favorisce le interazioni positive e la cooperazione consentendo una migliore comprensione e rispetto fra le culture rafforzando, in questo modo, tanto il patto democratico, quanto la sensibilità verso i valori universali e le specifiche culture. Per questa ragione si utilizzerà come parola chiave per tutto il corso il concetto elaborato dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo e dal Consiglio d’Europa di: “vivere insieme”, riflettendo su come sia possibile, oggi, consentire una pacifica convivenza in società multietniche e multireligiose. Nel fare ciò ci si domanderà quali siano le difficoltà di vivere insieme rispetto: i) alla dialettica fra libertà di espressione e libertà religiosa; ii) all’uso dei simboli etnico/religiosi nello spazio pubblico e istituzionale; iv) alla circolazione dei modelli di statuto personale di matrice religiosa nei sistemi giuridici statuali; v) all’evoluzione delle politiche relative ai rapporti fra stati, UE e Consiglio d’Europa e organizzazioni religiose; vi) alle politiche in materia di libertà religiosa e di coscienza a livello nazionale.
Risultati di apprendimento attesi
I risultati attesi:
Si possono suddividere in tre distinte categorie:
1) Risultati sul piano della educazione civica: maturazione di una più critica coscienza sociale sui temi della diversità; della lotta alle discriminazioni, del rispetto dei diritti umani
2) Risultati sul pieno delle competenze trasversali: capacità espositiva in aula e durante le verifiche di esame; proprietà di linguaggio giuridico; capacità si risolvere nodi problematici di natura giuridica; capacità di applicazione delle norme ai casi concreti
Ultimo aggiornamento:09-09-2026 00:14:31