Dettaglio insegnamento

Filosofia del diritto II

GS0885

Insegnamento
Filosofia del diritto II
Codice
GS0885
Anno Accademico
2026/2027
Anno regolamento
2024/2025
Corso di studio
GIURISPRUDENZA
Curriculum
A001 - GENERICO
Responsabile didattico
CFU
6
Ore di lezione
44
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)
IUS/20 - FILOSOFIA DEL DIRITTO
Tipo di insegnamento
Attività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamento
OBB - Obbligatoria
Anno
3
Periodo
Secondo Semestre
Sede
ALESSANDRIA
Lingua insegnamento
Italiano
Contenuti
Il corso affronta la questione centrale dell’interpretazione del diritto in una prospettiva ermeneutica. Le tesi dell’ermeneutica verranno applicate all’esperienza penalistica, che, per le sue caratteristiche di ius exceptum e per i suoi presupposti paradigmatici (nel senso di Th. Kuhn), si mostra particolarmente refrattaria alle tesi dell’ermeneutica giuridica. E tuttavia, l’esperienza penalistica contemporanea (e in particolare la giurisprudenza della CEDU) preme per un ripensamento di quei presupposti e spinge una parte della comunità penalistica ad aprirsi alla prospettiva ermeneutica.
Testi di riferimento
Per le studentesse e gli studenti frequentanti, l’esame verterà sugli appunti, su alcuni testi e sentenze analizzati in classe e sui seguenti testi: H.L.A. Hart, Il concetto di diritto, Einaudi, 1991, pp. 146-159. H. Kelsen, La dottrina pura del diritto, Einaudi, 1966, cap. VIII, pp. 381-390, M. Vogliotti, Dove passa il confine? Sul divieto di analogia nel diritto penale, Giappichelli, 2011, Id., Lo scandalo dell'ermeneutica per la penalistica moderna, in «Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno», 2015, pp. 131-181 e Id., La nuova legalità penale e il ruolo della giurisdizione. Spunti per un confronto, in «Sistema penale», 2020, 1-24. Le studentesse e gli studenti non frequentanti dovranno preparare l’esame sui seguenti testi: H.L.A. Hart, Il concetto di diritto, Einaudi, 1991, pp. 146-159; H. Kelsen, La dottrina pura del diritto, Einaudi, 1966, cap. VIII, pp. 381-390; G. Zaccaria, La giurisprudenza come fonte di diritto: un'evoluzione storica e teorica, in Id., La comprensione del diritto, Laterza, 2012, p. 4-28; F. Palazzo, Legalità penale: considerazioni su trasformazione e complessità di un principio “fondamentale”, in «Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno», vol. 36, t. 2, 2007, pp. 1279-1329; F. Viola - G. Zaccaria, Diritto e interpretazione, Laterza, 1999, cap. III, pp. 175-237; M. Vogliotti, Lo scandalo dell'ermeneutica per la penalistica moderna, in «Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno», 2015, pp. 131-181 (in tale saggio si fa riferimento alla sentenza 230/2012 della Corte costituzionale che va letta nella sua integralità e portata all'esame); Id., La nuova legalità penale e il ruolo della giurisdizione. Spunti per un confronto, in «Sistema penale», 2020, 1-24; M. Vogliotti, Nuovi problemi e nuove soluzioni per la penalistica contemporanea, in Diritto penale contemporaneo, 2023; V. Zagrebelsky, La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e il principio di legalità nella materia penale, in V. Manes - V. Zagrebelsky (a cura di), La Convenzione europea dei diritti dell’uomo nell’ordinamento penale italiano, Giuffrè, 2011, pp. 69-107. Vanno studiate accuratamente anche le seguenti sentenze: 1. Corte europea dei diritti dell’uomo, sent. S.W. c. Gran Bretagna, 22 novembre 1995 (reperibile in inglese o francese sul sito della Corte europea); si tratta del leading case in tema di mutamenti giurisprudenziali in malam partem. 2. Corte costituzionale, sentenza 230/2012 (sulla questione dei mutamenti giurisprudenziali in bonam partem; la sentenza è brevemente analizzata nel saggio sullo Scandalo dell'ermeneutica...).
Obiettivi formativi
Il corso si propone di indagare le attuali trasformazioni della legalità penale, illustrando, in modo particolare, il ruolo del giudice nella configurazione del diritto penale in action. Attraverso la prospettiva dell'applicazione giudiziale del diritto penale, si affronterà il complesso tema dell'interpretazione.
Prerequisiti
Nessuno
Metodi didattici
La prima parte del corso è spiccatamente interattiva (analisi di sentenze che le studentesse e gli studenti devono aver letto previamente a casa). La seconda parte è più tradizionale (lezioni magistrali, ma impostate in modo tale da suscitare domande e da sollecitare risposte). Al termine del corso verrà effettuato un moot court e le studentesse e gli studenti dovranno scrivere una memoria (massimo 5 pagine). La frequenza è fondamentale.
Altre informazioni
Le studentesse e gli studenti con disabilità o con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con Bisogni Educativi Speciali (BES) possono richiedere servizi e strumenti specifici a loro dedicati rivolgendosi allo Staff Sviluppo e Coordinamento Carriere e Servizi alle Studentesse e agli Studenti e consultando la pagina dedicata del sito di Ateneo: https://uniupo.it/it/servizi/servizi-studentidisabili-e-dsa Le studentesse e gli studenti con disabilità, DSA, BES, una volta preso contatto con lo Staff di Ateneo, possono contattare la/il docente titolare dell'insegnamento in relazione alla declinazione delle modalità di esame, in merito agli aspetti didattici.
Modalità di verifica dell'apprendimento
L’esame è orale e mira non solo a verificare l’apprendimento dei contenuti del corso, ma anche, e soprattutto, a valutare la capacità argomentativa, di analisi e di riflessione personale.
Programma esteso
Dopo aver ricordato la versione illuministica del principio di legalità (con i corollari della riserva di legge, del divieto di retroattività in malam partem, del principio di determinatezza e del divieto di analogia) e la sua crisi, si metterà in luce – anche tramite l’analisi di alcune sentenze – l’apporto di codeterminazione semantica del testo legislativo da parte dell’applicazione giudiziale del diritto penale. Sulla scorta delle acquisizioni dell’ermeneutica giuridica e in linea con le indicazioni provenienti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (di cui si analizzeranno alcune pronunce), si proporrà una diversa concezione della legalità, aperta al formante giurisprudenziale. Una particolare attenzione sarà dedicata al tema del divieto di analogia in malam partem e al fenomeno della retroattività "occulta" dei mutamenti giurisprudenziali.
Risultati di apprendimento attesi
Al termine del corso, le studentesse e gli studenti devono aver compreso le caratteristiche dell'interpretazione e dell'argomentazione giuridica.
Ultimo aggiornamento:09-09-2026 00:14:31