Dettaglio insegnamento

Diritto e Religioni

GS0922

Insegnamento
Diritto e Religioni
Codice
GS0922
Anno Accademico
2025/2026
Anno regolamento
2023/2024
Corso di studio
GIURISPRUDENZA
Curriculum
A001 - GENERICO
Responsabile didattico
Docenti
CFU
6
Ore di lezione
44
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)
IUS/11 - DIRITTO CANONICO E DIRITTO ECCLESIASTICO
Tipo di insegnamento
Attività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamento
OPZ - Opzionale
Anno
3
Periodo
Primo Semestre
Sede
ALESSANDRIA
Lingua insegnamento
Italiano
Contenuti
Il corso toccherà i principali nodi problematici sotto il profilo giuridico del pluralismo religioso e culturale in Italia e in Europa: 1) Cittadinanza, appartenenza confessionale e immigrazione; 2) Modelli di statuto personale (matrimonio; adozione; diritto dei minori etc) in chiave comparata; 3) Libertà di espressione e pluralismo religioso; hate speech; antisemitismo e islamofobia; 4) Democrazia e diritto all’identità (simboli religiosi e culturali in ambito scolastico e giuslavoristico); 5) Fonti di diritto nazionali in chiave comparata e fonti di diritto internazionale e UE in materia di rapporti fra Stati e organizzazioni religiose. 6) Il ruolo delle religioni nei vari scenari geopolitici mondiali alla luce dell’ attuale crisi internazionale
Testi di riferimento
Per i frequentanti: Materiale dottrinale e giurisprudenziale fornito ai partecipanti sui singoli argomenti affrontati durante il corso e inseriti progressivamente per ogni blocco di lezione sulla piattaforma DIR. Per i non frequentanti: Ferrari Alessandro, La libertà religiosa in Italia. Un percorso incompiuto (1848-2024). Nuova edizione, Carocci, Roma, 2025, pp. 254.
Obiettivi formativi
Conoscenza delle principali problematiche presenti nelle società plurireligiose al fine di: • educare ad una più matura cittadinanza le nuove generazioni (educazione civica); • maggiore sensibilità critica e competenze sui temi del razzismo e della discriminazione per ragioni etniche e religiose; • conoscenza della normativa e della giurisprudenza in materia a livello sia nazionale sia dell’UE utile per una conoscenza base delle problematiche che gli operatori del diritto si trovano a dover affrontare con sempre più frequenza; • conoscenza della giurisprudenza tanto nazionale quanto internazionale (Corte EDU) in materia di libertà religiosa e di antidiscriminazione; • migliore capacità di affrontare le dinamiche intersoggettive connesse ai processi multiculturali; • In sintesi: il corso si muove lungo le linee guida indicate dal Consiglio d’Europa nel Rapporto Living together. Combining diversity and freedom in 21st-century Europe del 2011 dove si legge : “ We urge educators and education authorities in all member states to develop “intercultural competencies” as a core element of school curricula, and to extend these beyond formal education to non-formal settings such as museums and cultural institutions, cultural events and festivals, and in particular the media; the Council of Europe should continue its work on a conceptual framework to assist this development”. .
Prerequisiti
Consigliata la conoscenza di Diritto costituzionale e di Diritto privato. Nel primo caso si presuppone la conoscenza della parte prima della Costituzione relativa ai principi fondamentali. In riferimento al Diritto privato nozioni come : persona giuridica; contratto; proprietà ed altri istituti di diritto civile.
Metodi didattici
Il corso è organizzato in lezioni frontali. È previsto l’obbligo di presenza ad almeno i 2/3 delle lezioni per poter acquisire lo status di frequentante e beneficiare del specifico programma d’esame. Il corso sarà supportato da strumenti multimediali (DVD, Youtube, Skype) e si avvarrà della competenza di docenti esterni in sede o in collegamento Skype. Alcune lezioni potrebbero svolgersi in lingua straniera.
Altre informazioni
Si tiene conto delle esigenze di studentesse e studenti aventi bisogni educatici speciali (BES) o aventi disturbi specifici di apprendimento (DSA)
Modalità di verifica dell'apprendimento
La verifica del l'apprendimento in parte avverrà in aula per tutta la durata del corso attraverso la valutazione del grado di partecipazione attiva degli studenti alla discussione sugli argomenti introdotti e sviluppati nella parte "frontale" del corso. Una seconda prova sarà effettuata alla fine del corso attraverso un colloquio orale che dovrà verificare tre competenze: i) conoscenza dei problemi, delle fonti di dritto tanto legislative quanto giurisprudenziali; ii) Istituzioni esaminate durante il corso; ii) proprietà del linguaggio e del ragionamento giuridico; iii) capacità di analizzare una frase; iv) capacità di applicare nella pratica norme e istituzioni risolvendo un caso pratico.
Programma esteso
Riflettere sulle problematiche connesse alle società plurireligiose in una prospettiva di educazione alla cittadinanza. Questo obiettivo si pone in piena sintonia sia con quanto richiesto dal Consiglio d’Europa nel Rapporto sia con il Parlamento europeo con la Risoluzione sul ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e della educazione nella promozione dei valori fondamentali dell’Unione In questi documenti si riconosce l’importanza della formazione per educare le nuove generazioni a vivere insieme nella eguaglianza e nella dignità sottolineando che un vero dialogo interculturale e interconfessionale favorisce le interazioni positive e la cooperazione consentendo una migliore comprensione e rispetto fra le culture rafforzando, in questo modo, tanto il patto democratico, quanto la sensibilità verso i valori universali e le specifiche culture. Per questa ragione si utilizzerà come parola chiave per tutto il corso il concetto elaborato dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo e dal Consiglio d’Europa di: “vivere insieme”, riflettendo su come sia possibile, oggi, consentire una pacifica convivenza in società multietniche e multireligiose. Nel fare ciò ci si domanderà quali siano le difficoltà di vivere insieme rispetto: i) alla dialettica fra libertà di espressione e libertà religiosa; ii) all’uso dei simboli etnico/religiosi nello spazio pubblico e istituzionale; iv) alla circolazione dei modelli di statuto personale di matrice religiosa nei sistemi giuridici statuali; v) all’evoluzione delle politiche relative ai rapporti fra stati, UE e Consiglio d’Europa e organizzazioni religiose; vi) alle politiche in materia di libertà religiosa e di coscienza a livello nazionale.
Risultati di apprendimento attesi
I risultati attesi: Si possono suddividere in tre distinte categorie: 1) Risultati sul piano della conoscenza tecnico-giuridica: conoscenza delle principali fonti di diritto; conoscenza dei principi giuridici relativi ai temi trattati; conoscenza del funzionamento delle istituzioni di diritto interno e di diritto internazionale. 2) Risultati sul piano della educazione civica: maturazione di una più critica coscienza sociale sui temi della diversità; della lotta alle discriminazioni, del rispetto dei diritti umani 3) Risultati sul pieno delle competenze trasversali: capacità espositiva in aula e durante le verifiche di esame; proprietà di linguaggio giuridico; capacità si risolvere nodi problematici di natura giuridica; capacità di applicazione delle norme ai casi concreti
Ultimo aggiornamento:09-09-2026 00:14:31