Dettaglio insegnamento

DIRITTO, RELIGIONE E ANTI-DISCRIMINAZIONE

GS1271

Insegnamento
DIRITTO, RELIGIONE E ANTI-DISCRIMINAZIONE
Codice
GS1271
Anno Accademico
2026/2027
Anno regolamento
2025/2026
Corso di studio
GIURISPRUDENZA
Curriculum
A001 - GENERICO
Responsabile didattico
Docenti
CFU
6
Ore di lezione
48
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)
IUS/11 - DIRITTO CANONICO E DIRITTO ECCLESIASTICO
Tipo di insegnamento
Attività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamento
OPZ - Opzionale
Anno
2
Periodo
Primo Semestre
Sede
ALESSANDRIA
Lingua insegnamento
Italiano
Contenuti
Il corso proporrà un esame critico delle principali problematiche giuridiche legate alla disciplina del fenomeno religioso nelle società europee, con uno specifico approfondimento riguardante il diritto antidiscriminatorio. A partire da una introduzione riguardante il merito ed il metodo del diritto ecclesiastico, saranno oggetto di analisi: 1.     La genesi storica ed il quadro dispositivo delle fonti del diritto ecclesiastico europeo: fonti internazionali, fonti nazionali, fonti europee;2.      Il fattore religioso nel diritto antidiscriminatorio: analisi della giurisprudenza italiana ed europea;3.     Il legame tra religione, persecuzione e migrazione. Il legame tra religioni e migrazioni, in particolare, sarà approfondito con riguardo allo status di rifugiato religioso e intersezionale, all’interno di uno specifico modulo clinico-legale. Questo terzo modulo avrà ad oggetto lo studio, la ricerca, la selezione e la valutazione di un caso pendente davanti alla Sezione XI del Tribunale di Genova, con specifico riguardo ai motivi della religione e dell’appartenenza ad un particolare gruppo sociale, e, in particolare, delle informazioni riguardanti i Paesi di origine delle/dei richiedenti la protezione internazionale, con particolare riguardo alla selezione ed aggiornamento delle fonti, corredate di riferimenti bibliografici. Nello specifico, le attività si sostanzieranno in lezioni frontali propedeutiche alla partecipazione degli studenti e delle studentesse ad un’udienza presso il Tribunale di Genova, udienza fissata nell’ambito di un ricorso avverso un diniego di protezione internazionale per motivi religiosi. Il modulo clinico legale prevede da parte di studenti e studentesse la collaborazione alla redazione di documenti inerenti il fascicolo.4.     Le sfide della disciplina giuridica del fenomeno religioso con riguardo alle questioni di genere e alla dimensione sessuale ed affettiva.
Testi di riferimento
FREQUENTANTI (sono considerati tali coloro che seguiranno in aula almeno i 2/3 del corso): Materiale dottrinale e giurisprudenziale fornito ai partecipanti sui singoli argomenti affrontati durante il corso e inseriti progressivamente sulla piattaforma DIR. NON FREQUENTANTI: Pierluigi Consorti, Diritto e religione. Basi e prospettive, Editore-Laterza, 2023, pp. 408.
Obiettivi formativi
Conoscenza delle principali problematiche esistenti nelle società multireligiose al fine di: 1. Educare ad una più matura cittadinanza le nuove generazioni (educazione civica); 2. Maggiore sensibilità critica e competenze sui temi del razzismo, delle discriminazioni per ragioni etniche, religiose o legate al genere o all'orientamento sessuale; 3. Conoscenza multilivello del rapporto tra diritto e religione con riguardo sia alle fonti sia alla giurisprudenza; 4. Conoscenza della giurisprudenza tanto nazionale quanto europea (Corte EDU; corte di Giustizia) in materia di libertà religiosa e di antidiscriminazione; 5. Migliore capacità di affrontare le dinamiche intersoggettive connesse ai processi multiculturali; 6. Preparare culturalmente i futuri quadri della PA nell'affrontare le sfide delle società plurali; ); 7. Promuovere un approccio clinico al diritto, in materia di diritti delle persone, non-discriminazione, immigrazione e protezione internazionale. Il corso persegue, nella sua globalità, due principali obiettivi educativi indicati all'interno dei Sustainable Development Goals dalle Nazioni Unite: Goal 5. Achieve gender equality and empower all women and girls; Goal 16. Promote peaceful and inclusive societies for sustainable development, provide access to justice for all and build effective, accountable and inclusive institutions at all levels.
Prerequisiti
Consigliata la conoscenza di Diritto costituzionale e di Diritto privato. Nel primo caso, si presuppone la conoscenza della parte prima della Costituzione relativa ai principi fondamentali. Con riferimento al Diritto privato, rilevante è la conoscenza delle seguenti nozioni: persona giuridica; contratto; proprietà; matrimonio e scioglimento ed altri istituti di diritto civile.
Metodi didattici
Attraverso lezioni frontali, esercitazioni in classe e un modulo clinico legale, si proporrà un approccio metodologico clinico, realistico ed intersezionale al diritto. Il corso è organizzato in lezioni frontali, esercitazioni in classe e partecipazione ad attività giudiziarie presso il Tribunale di Genova. La metodologia realistica, ispirata alla riflessione di Giovanni Tarello sul realismo giuridico, sarà sviluppata grazie alla partecipazione al corso, in presenza o via google meet, di magistrati, funzionari e funzionarie appartenenti alle Commissioni e alle Sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, avvocati e in generale pratici del diritto. In particolare, la collaborazione con il Tribunale di Genova, nella persona del Magistrato, Dott.re Andrea Perelli, permetterà a studenti e studentesse di confrontarsi con un caso reale di protezione internazionale per motivi religiosi, apprendere la procedura legata alla trattazione del ricorso, approfondire l’applicazione della protezione internazionale, partecipare ad un’udienza, cooperare con il Magistrato, al fine di collaborare alla redazione di documenti inerenti il fascicolo. La metodologia intersezionale, invece, sarà introdotta con riferimenti puntuali all’opera di Kimberlé Crenshaw e Judith Butler, e poi applicata nel merito a temi specifici quali: il rapporto tra culture religiose, diritto, genere e discriminazione; il legame tra religioni, persecuzioni, genere e orientamento sessuale; l’impatto delle migrazioni sui diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+ appartenenti a minoranze religiose. È prevista per gli studenti e le studentesse che parteciperanno a progetti di mobilità internazionale (Free Mover), la possibilità di acquisire i crediti a seguito del superamento dell’esame dell’insegnamento come crediti conseguiti in mobilità internazionale, con l’aggiunta di 2 CFU extra-curriculari per il maggior impegno richiesto.È previsto l’obbligo di presenza ad almeno i 2/3 delle lezioni per poter acquisire lo status di frequentante e beneficiare dello specifico programma d’esame. 
Altre informazioni
Il materiale del corso sarà trasmesso anticipatamente alle leziono attraverso la piattaforma DIR in modo che in aula si possa discutere in forma dialogica sui casi giurisprudenziali presi in esame o i documenti relativi ai singoli blocchi di lezione. Il corso sarà supportato da strumenti multimediali (DVD, Youtube,) e si avvarrà della competenza di docenti italiani e stranieri in presenza o in collegamento Skype. Alcune lezioni potrebbero svolgersi in lingua francese o inglese. Le studentesse e gli studenti con disabilità o con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con Bisogni Educativi Speciali (BES) possono richiedere servizi e strumenti specifici a loro dedicati rivolgendosi allo Staff Sviluppo e Coordinamento Carriere e Servizi alle Studentesse e agli Studenti e consultando la pagina dedicata del sito di Ateneo: https://uniupo.it/it/servizi/servizi-studentidisabili-e-dsa Le studentesse e gli studenti con disabilità, DSA, BES, una volta preso contatto con lo Staff di Ateneo, possono contattare la/il docente titolare dell'insegnamento in relazione alla declinazione delle modalità di esame, in merito agli aspetti didattici.
Modalità di verifica dell'apprendimento
La verifica avrà luogo sia durante il corso, attraverso la partecipazione attiva, l’attività clinico-legale svolta presso il Tribunale di Genova e la redazione di un documento inerente il fascicolo, sia nell’ambito di un esame orale.
Programma esteso
Il programma del corso sarà così composto e strutturato:
Modulo 1. La genesi storica ed il quadro dispositivo delle fonti del diritto ecclesiastico europeo: fonti internazionali, fonti nazionali, fonti europee (16 ore)
Lezioni 1-2 (8 ore)
Introduzione al corso (a. Organizzazione e struttura del corso; b. Il merito del percorso: genesi storica e sviluppo del diritto ecclesiastico europeo; c. Il metodo del diritto ecclesiastico europeo; d. Gli attori del diritto ecclesiastico europeo);
Lezioni 3-4-5 (12 ore)
Le fonti della disciplina giuridica del fenomeno religioso (a. Fonti internazionali, europee e nazionali; b. Fonti unilaterali e fonti bilaterali; c. Diritti religiosi e diritti secolari; d. Diritti umani e libertà religiosa);

Modulo 2. Il legame tra religione, persecuzione e migrazione
Lezioni 6-7-8 (12 ore)
Lo status di rifugiato religioso: un approccio clinico (le religioni come causa della mobilità umana; Il quadro giuridico di riferimento: le fonti internazionali ed europee; la credibilità religiosa e il fondato timore di subire una persecuzione; conversione religiosa e persecuzione; analisi della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti umani; la comparizione personale del richiedente protezione internazionale)

Modulo 3. Il fattore religioso nel diritto antidiscriminatorio: analisi della giurisprudenza francese, italiana ed europea;
Lezione 9 (4 ore)
Religione e discriminazione (a. Il motivo religioso nel diritto antidiscriminatorio; b. Discriminazioni dirette ed indirette; c. Discriminazioni multiple ed intersezionali);
Lezione 10 (4 ore)
Le discriminazioni religiose nella giurisprudenza europea (a. La giurisprudenza della Corte di Giustizia; b. La giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani; c. La giurisprudenza italiana e francese);

Modulo 4. Le sfide della disciplina giuridica del fenomeno religioso
Lezioni 11-12 (8 ore)
Genere ed orientamento sessuale (a. Libertà di orientamento sessuale e libertà religiosa; b. Parità di genere nelle confessioni religiose; c. Il velo islamico nell’ambiente di lavoro: un approccio intersezionale).
Integrazione della dimensione di genere: tutte le tematiche approfondite nell’ambito dell’insegnamento saranno affrontate anche in una prospettiva di genere. Da questo punto di vista, gli studi di genere, con riferimenti puntuali all’opera di Kimberlé Crenshaw e Judith Butler, saranno integrati nella metodologia dell’insegnamento a partire dalle prime lezioni, per poi essere applicati nel merito a temi specifici quali: i simboli religiosi (velo islamico); il legame tra ruoli di genere e religioni nel perimetro del diritto di libertà religiosa; le discriminazioni e le persecuzioni intersezionali nei confronti delle donne e delle persone LGBTQIA+; il rapporto tra diritti religiosi e diritti secolari rispetto alla regolamentazione della sessualità, con riferimenti puntuali al matrimonio e al concetto di famiglia; il pluralismo teologico (teologie femministe; teologie queer) nel prisma del diritto di libertà religiosa.
Risultati di apprendimento attesi
Risultati attesi: 1) Risultati sul piano della conoscenza tecnico-giuridica: conoscenza delle fonti di diritto; conoscenza dei principi giuridici relativi ai temi trattati; conoscenza del funzionamento delle istituzioni di diritto interno e di diritto internazionale. 2) Risultati sul piano della educazione civica: maturazione di una più critica coscienza sociale sui temi della diversità, della lotta alle discriminazioni, del rispetto dei diritti umani, della parità di genere. 3) Risultati sul piano delle competenze trasversali: capacità espositiva in aula; proprietà di linguaggio giuridico; capacità si risolvere nodi problematici di natura giuridica; capacità di applicazione delle norme ai casi concreti; 4) Risultati sul piano dell’avvicinamento dei percorsi di studi universitari alle professioni legali.
Ultimo aggiornamento:09-09-2026 00:14:31