Dettaglio insegnamento

SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA

GS1146

Insegnamento
SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA
Codice
GS1146
Anno Accademico
2026/2027
Anno regolamento
2024/2025
Corso di studio
SERVIZIO SOCIALE
Curriculum
000 - CORSO GENERICO
Responsabile didattico
Docenti
-
CFU
6
Ore di lezione
40
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)
SPS/12 - SOCIOLOGIA GIURIDICA, DELLA DEVIANZA E MUTAMENTO SOCIALE
Tipo di insegnamento
Attività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamento
OBB - Obbligatoria
Anno
3
Periodo
Primo Semestre
Sede
ASTI
Lingua insegnamento
Italiano
Contenuti
L’insegnamento introduce allo studio sociologico della devianza e della criminalità, fornendo i concetti fondamentali, i principali snodi analitici e metodologici e i paradigmi teorici necessari per comprendere criticamente i fenomeni devianti e le relative politiche di controllo.

Il corso si articola in due parti strettamente integrate. La prima è dedicata ai concetti, alle teorie e ai metodi della sociologia della devianza; la seconda approfondisce alcuni fenomeni e contesti della società contemporanea, tra cui alcune forme di marginalità sociale, devianza minorile, mafie e criminalità organizzata, criminalità dei colletti bianchi e crimini ambientali. I temi specifici saranno analizzati attraverso l’applicazione dei modelli teorici progressivamente presentati, con attenzione ai processi di definizione sociale della devianza, alle rappresentazioni pubbliche, alle dinamiche di criminalizzazione e alle politiche e pratiche di controllo.

Attenzione sarà dedicata alla dimensione di genere, considerata trasversalmente rispetto ai processi di definizione e qualificazione della devianza, alle asimmetrie nei sistemi di controllo sociale e penale e alle forme di controllo dei corpi. Sarà inoltre approfondito il rapporto tra controllo sociale, potere e lavoro sociale, con l’obiettivo di sviluppare una prospettiva critica sull’agire professionale dell’assistente sociale.

La didattica integra lezioni frontali, discussioni in aula, esercitazioni guidate, lavori di gruppo, seminari con ospiti esterni e uscite didattiche. Tali attività mirano a favorire non solo l’acquisizione delle conoscenze disciplinari, ma anche la capacità di utilizzare il lessico sociologico, applicare le teorie all’analisi di casi concreti, riconoscere stereotipi e tipizzazioni e riflettere sulle implicazioni delle scelte istituzionali e professionali.

La verifica dell’apprendimento consiste in una prova scritta con domande aperte, volta ad accertare la conoscenza e la comprensione dei contenuti, la capacità di collegare concetti, teorie e casi concreti, l’uso appropriato del linguaggio disciplinare e la capacità di argomentazione critica e autonoma. La valutazione considera correttezza, completezza, chiarezza espositiva, appropriatezza del lessico, capacità di applicazione e riflessione sulle implicazioni sociali, istituzionali e professionali dei temi affrontati.
Testi di riferimento
Programma per corso da 9 CFU:

F. PRINA, Devianza e criminalità. Concetti, metodi di ricerca, cause, politiche, Carocci, 2019 (primi due capitoli)

D. SCARSCELLI, O. VIDONI GUIDONI, R. ALTOPIEDI, La devianza. Teorie e politiche di controllo. Nuova edizione, Carocci, 2025

D. SCARSCELLI, Controllo sociale e potere nell'ambito del lavoro sociale: una prospettiva critica, in Dino, Rinaldi (a cura di) Sociologia della devianza e del crimine, Capitolo 26, Mondadori, 2021

Programma per corso da 6 CFU:

F. PRINA, Devianza e criminalità. Concetti, metodi di ricerca, cause, politiche, Carocci, 2019 (primo capitolo)

D. SCARSCELLI, O. VIDONI GUIDONI, R. ALTOPIEDI, La devianza. Teorie e politiche di controllo. Nuova edizione, Carocci, 2025 (primi 6 capitoli)

D. SCARSCELLI, Controllo sociale e potere nell'ambito del lavoro sociale: una prospettiva critica, in Dino, Rinaldi (a cura di) Sociologia della devianza e del crimine, Capitolo 26, Mondadori, 2021

Contenuti e offerta formativa sono i medesimi per frequentanti e non frequentanti. Tuttavia per chi frequenta è prevista la possibilità di partecipare a esercitazioni di gruppo e prove intermedie, il cui superamento consentirà di sostenere l'esame finale solo sul volume D. SCARSCELLI, O. VIDONI GUIDONI, R. ALTOPIEDI, La devianza. Teorie e politiche di controllo. Nuova edizione, Carocci, 2025 (primi 6 capitoli). Chi segue il programma da 9 CFU dovrà integrare la prova di esonero con una relazione su uno dei seminari previsti durante il corso, secondo modalità da concordare con la docente.

Si considera frequentante chi è stato presente e ha partecipato alle attività di almeno 8 lezioni (+ un seminario per il programma da 9 CFU)
Obiettivi formativi
L’insegnamento intende fornire a studentesse e studenti gli strumenti concettuali e teorici per conoscere e analizzare criticamente i fenomeni di devianza e criminalità, le loro interpretazioni sociologiche e le politiche di controllo sociale e penale.
In coerenza con l’impianto interdisciplinare del Corso di Studi in Servizio sociale, l’insegnamento contribuisce alla costruzione delle conoscenze professionali necessarie a comprendere i fenomeni sociali che interessano il lavoro dell’assistente sociale e a sviluppare capacità di analisi critica delle rappresentazioni della devianza e delle politiche di intervento.

Sono obiettivi formativi specifici del corso:

— l'acquisizione di strumenti di analisi critica dei fenomeni di devianza e delle politiche di controllo sociale e penale, con particolare attenzione alle implicazioni per la professione di assistente sociale e per il lavoro nei servizi e nelle istituzioni;

— la capacità di individuare stereotipi e tipizzazioni dei comportamenti, e di riconoscerne le conseguenze sui processi di costruzione sociale della devianza;

— la capacità di individuare implicazioni e nessi tra teorie interpretative, rappresentazioni dei fenomeni devianti e politiche di intervento, al fine di orientare consapevolmente il proprio agire professionale.

Al termine dell’insegnamento, studentesse e studenti dovranno essere in grado di:

— conoscere e comprendere i principali concetti e paradigmi teorici della sociologia della devianza;
— analizzare criticamente i fenomeni di devianza e le politiche di controllo sociale e penale;
— individuare stereotipi e tipizzazioni dei comportamenti devianti;
— riconoscere i nessi tra teorie interpretative, rappresentazioni dei fenomeni devianti e politiche di prevenzione, controllo e trattamento;
— comprendere le implicazioni dei diversi modelli interpretativi per gli orientamenti delle politiche e per gli interventi dei professionisti che operano nei servizi e nelle istituzioni, con particolare riferimento alla professione dell’assistente sociale.
Prerequisiti
Studentesse e studenti devono aver sostenuto l'esame di Sociologia generale.

È necessario aver sostenuto l’esame di Sociologia generale.

Si presuppone pertanto che le studentesse e gli studenti abbiano già acquisito:

– familiarità con le principali teorie e i principali approcci sociologici;

– conoscenza dei fondamenti e dei principali metodi di indagine della disciplina;

– padronanza del vocabolario sociologico di base;

– conoscenza dei concetti essenziali della sociologia e capacità di utilizzarli per l’analisi dei fenomeni sociali.

Tali conoscenze costituiscono la base necessaria per affrontare lo studio della devianza e della criminalità in una prospettiva propriamente sociologica.
Metodi didattici
L’insegnamento prevede l’integrazione di didattica erogativa e didattica interattiva, attraverso una pluralità di modalità finalizzate a favorire sia l’acquisizione dei contenuti teorici sia la loro applicazione all’analisi di fenomeni e situazioni concrete.

La didattica erogativa comprende:

– lezioni frontali dedicate alla presentazione dei concetti fondamentali, dei principali paradigmi teorici e degli strumenti di analisi della sociologia della devianza;

– inquadramento dei temi e dei fenomeni affrontati attraverso il riferimento ai testi di esame e a ulteriori materiali didattici;

– seminari con ospiti esterni, finalizzati ad approfondire specifici ambiti della devianza e della criminalità e a mettere in relazione gli approcci sociologici con esperienze, pratiche e contesti istituzionali e professionali.

La didattica interattiva e innovativa comprende:

– discussioni e confronti in aula sui contenuti delle lezioni, sui testi, sui materiali didattici e sui temi di attualità pertinenti;

– esercitazioni e lavori di gruppo guidati all'applicazione dei concetti e dei modelli teorici all’analisi di casi concreti;

– momenti di restituzione e discussione collettiva degli esiti delle esercitazioni e dei lavori svolti;

– uscite didattiche, programmate in relazione ai temi del corso, con l’obiettivo di favorire il collegamento tra conoscenze teoriche, contesti istituzionali e pratiche di intervento.

Le diverse attività saranno organizzate seguendo l’impostazione del corso: le lezioni e i seminari forniranno gli strumenti concettuali e teorici, mentre discussioni, esercitazioni, lavori di gruppo e uscite didattiche permetteranno di applicarli criticamente all’analisi dei fenomeni di devianza e criminalità e delle relative politiche e pratiche di controllo.

La frequenza è fortemente consigliata, in particolare per la partecipazione alle attività interattive, alle esercitazioni, ai lavori di gruppo, ai seminari e alle uscite didattiche.
Altre informazioni
Le studentesse e gli studenti con disabilità o con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con Bisogni Educativi Speciali (BES) possono richiedere servizi e strumenti specifici a loro dedicati rivolgendosi allo Staff Sviluppo e Coordinamento Carriere e Servizi alle Studentesse e agli Studenti e consultando la pagina dedicata del sito di Ateneo: https://uniupo.it/it/servizi/servizi-studentesse-e-studenti-condizione-di-disabilit%C3%A0-e-dsa. Gli/Le studenti/esse con disabilità, DSA, BES, una volta preso contatto con lo Staff di Ateneo, possono contattare il/la docente titolare dell'insegnamento in relazione alla declinazione delle modalità di esame ed in merito agli aspetti didattici.
Modalità di verifica dell'apprendimento
La verifica dell’apprendimento avviene mediante prova scritta, composta da tre domande aperte sui contenuti dei testi di riferimento e sui materiali didattici presentati durante il corso.

La prova è finalizzata a verificare:

– la conoscenza e la comprensione dei concetti fondamentali della sociologia della devianza e dei principali paradigmi teorici e dei relativi presupposti interpretativi;

– la capacità di utilizzare correttamente il lessico specifico della disciplina;

– la capacità di applicare modelli teorici, concetti e teorie all’analisi di fenomeni di devianza e criminalità, argomentando in modo autonomo, chiaro e coerente;

A ciascuna conoscenza e capacità acquisita viene attribuito un punteggio espresso in trentesimi. Il voto finale è determinato dalla media dei punteggi conseguiti nelle tre risposte.

La valutazione tiene conto dei seguenti criteri:

– correttezza dei contenuti e dei riferimenti teorici e completezza della risposta rispetto alla domanda proposta;

– chiarezza e appropriatezza espositiva, con l'uso corretto del lessico sociologico;

– capacità di stabilire collegamenti tra concetti, teorie, fenomeni e casi concreti, di analisi critica e di argomentazione autonoma;

La soglia di sufficienza corrisponde a una risposta che dimostri una conoscenza complessivamente corretta dei contenuti essenziali, la comprensione dei principali concetti e modelli teorici e una loro applicazione almeno adeguata all’analisi dei fenomeni proposti. Risposte caratterizzate da conoscenze frammentarie o gravemente lacunose, da errori concettuali rilevanti o dall’incapacità di utilizzare i concetti e le teorie per argomentare non raggiungono la sufficienza.

Modalità per studentesse e studenti frequentanti

Per le studentesse e gli studenti frequentanti saranno previste esercitazioni finalizzate a verificare progressivamente la comprensione dei concetti, delle teorie e degli strumenti di analisi affrontati e una prova intermedia.

Le esercitazioni hanno funzione formativa e non concorrono direttamente alla determinazione del voto finale. La prova intermedia sarà invece valutata e potrà consentire, in caso di superamento, di sostenere l’esame finale solo sul manuale di Scarscelli, Vidoni Guidoni e Altopiedi.

Ai fini dell’accesso a questa modalità, è considerata frequentante la studentessa o lo studente che abbia partecipato ad almeno 10 lezioni.
Programma esteso
L’insegnamento si articola in due parti.

1. Concetti, teorie e metodi della sociologia della devianza;

2. Approfondimenti su devianza e criminalità nella società contemporanea;

Le due parti si intrecciano lungo tutto il semestre, in modo che l'approfondimento tematico accompagni e sostenga la disamina teorica. I temi specifici della seconda parte saranno affrontati e ripresi in relazione alle teorie, agli approcci e agli strumenti analitici progressivamente presentati nella prima parte.

Prima parte – Concetti fondamentali, prospettive teoriche e strumenti di analisi

La prima parte è dedicata all’inquadramento sociologico dei fenomeni di devianza e criminalità, attraverso l’analisi dei concetti fondamentali, dei principali snodi analitici e delle categorie utilizzate dalla disciplina.

A partire dai contenuti del manuale F. PRINA, Devianza e criminalità. Concetti, metodi di ricerca, cause, politiche, Carocci, 2019 (primi due capitoli), saranno affrontati:

– le definizioni di devianza e criminalità;

– il rapporto tra norme sociali, trasgressione, sanzioni e controllo sociale;

– i processi di definizione sociale dei comportamenti devianti e criminali;

– i principali problemi e snodi metodologici nello studio sociologico della devianza;

– le relazioni tra rappresentazioni sociali, discorso pubblico, politiche e pratiche di controllo;

– le implicazioni delle diverse modalità di definizione e interpretazione dei fenomeni per la prevenzione, il trattamento e l’intervento sociale.

La lettura del manuale D. SCARSCELLI, O. VIDONI GUIDONI, R. ALTOPIEDI, La devianza. Teorie e politiche di controllo, nuova edizione, Carocci, 2025 consentirà di approfondire le principali teorie esplicative della devianza, collocandole nel dibattito sociologico e mettendone in evidenza presupposti, concetti, ambiti di applicazione e implicazioni sul piano delle politiche di controllo. Le prospettive teoriche saranno applicate alla lettura e all’interpretazione di casi concreti, così da sviluppare la capacità di collegare modelli interpretativi, rappresentazioni dei fenomeni e possibili orientamenti dell’intervento.

Seconda parte – Applicazione degli approcci teorici a fenomeni e contesti specifici

La seconda parte propone l’esercizio degli strumenti concettuali e teorici attraverso l’analisi di alcuni ambiti specifici della devianza e della criminalità. Materiale di riferimento sono le slide e i materiali che saranno progressivamente caricati sulla pagina DIR dell'insegnamento:

– devianza minorile e fenomeni di criminalità che coinvolgono i minori;

– mafie e criminalità organizzata;

– criminalità dei colletti bianchi e crimini ambientali;

– immigrazione, processi di criminalizzazione e costruzione sociale della devianza;

Questi temi saranno affrontati in connessione con le teorie e gli approcci presentati nel corso, senza essere trattati come blocchi separati o necessariamente successivi. L’obiettivo è mostrare come le diverse prospettive sociologiche possano orientare in modo differente la lettura dei fenomeni, l’individuazione delle cause e dei processi coinvolti, la costruzione dei problemi sociali e la definizione delle risposte istituzionali.

Il capitolo D. SCARSCELLI, “Controllo sociale e potere nell’ambito del lavoro sociale: una prospettiva critica”, in Dino, Rinaldi (a cura di), Sociologia della devianza e del crimine, capitolo 26, Mondadori, 2021, dedicato al rapporto tra controllo sociale, potere e lavoro sociale, permetterà infine di declinare l’approccio critico alla sociologia della devianza nella pratica del servizio sociale, con particolare attenzione:

– al ruolo dei servizi e delle professioni sociali nei processi di definizione e controllo della devianza;

– alle relazioni di potere implicate nelle pratiche professionali e istituzionali;

– al rischio di riprodurre stereotipi, stigmatizzazioni e forme di oppressione;

– alla necessità di interrogare criticamente categorie, valutazioni e pratiche di intervento;

– alla costruzione di modalità di lavoro orientate in senso antioppressivo, rispettose dei diritti, delle differenze e dell’autodeterminazione delle persone.

Nel complesso, il programma mira a fornire conoscenze teoriche e strumenti analitici per comprendere criticamente i fenomeni di devianza e criminalità e per riconoscerne le implicazioni rispetto alle politiche sociali, alle istituzioni e all’agire professionale dell’assistente sociale.

Integrazione della dimensione di genere

La dimensione di genere costituisce una chiave di lettura trasversale all'intero corso. Tanto nella prima parte, dedicata ai paradigmi teorici, quanto negli approfondimenti tematici, si farà sistematicamente riferimento al genere come variabile rilevante nei processi di definizione e qualificazione della devianza: come le norme sociali e giuridiche producono categorie differenziate di devianza femminile e maschile, come i processi di criminalizzazione operano in modo asimmetrico rispetto al genere, come il controllo dei corpi — in particolare dei corpi delle donne — si intreccia con le politiche penali e le politiche sociali.
Risultati di apprendimento attesi
1. Conoscenza e capacità di comprensione

Al termine del corso, studentesse e studenti dovranno dimostrare di aver acquisito:

— familiarità con i concetti fondamentali della sociologia della devianza: norme, trasgressione, sanzioni, controllo sociale, criminalità;

— conoscenza dei principali problemi e snodi metodologici nello studio sociologico della devianza;

— conoscenza dei principali paradigmi teorici interpretativi dei comportamenti devianti e criminali, collocati nel loro contesto storico e nel dibattito sociologico contemporaneo;

— comprensione dei processi attraverso cui i comportamenti vengono socialmente definiti come devianti o criminali;

— comprensione delle relazioni tra teorie sociologiche, rappresentazioni sociali, politiche di controllo e pratiche istituzionali;

— conoscenza delle specificità dei principali ambiti tematici affrontati nel corso: devianza minorile, mafie e criminalità organizzata, criminalità dei colletti bianchi e crimini ambientali, immigrazione e costruzione sociale della devianza;

— conoscenza del ruolo dei servizi e delle professioni sociali nei processi di definizione e controllo della devianza, e delle relazioni di potere che vi sono implicate.

2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Studentesse e studenti dovranno essere in grado di:

— utilizzare correttamente il vocabolario e i concetti fondamentali della sociologia della devianza;

— analizzare criticamente il modo in cui il genere interviene nella definizione dei comportamenti devianti, nella costruzione delle categorie di devianza femminile e maschile e nelle pratiche di controllo;

— orientarsi criticamente tra i diversi modelli teorici interpretativi e applicarli all’analisi di casi concreti e di fenomeni specifici di devianza e criminalità;

— riconoscere stereotipi e tipizzazioni nei discorsi pubblici e istituzionali sui fenomeni devianti, e problematizzarne le implicazioni sul piano delle politiche e dell'intervento professionale;

— collegare modelli interpretativi, rappresentazioni dei fenomeni e possibili orientamenti dell'intervento;

— riconoscere le asimmetrie di genere nei sistemi di controllo sociale e nelle politiche penali, e tenerne conto nell'agire professionale.

3. Autonomia di giudizio

Studentesse e studenti dovranno essere in condizione di:

— analizzare criticamente le definizioni di devianza e criminalità, evitando di assumerle come categorie neutrali o esclusivamente riferite alle caratteristiche individuali dei soggetti;

— interpretare criticamente i discorsi di senso comune sui fenomeni devianti e valutarne l'influenza sul discorso pubblico e sulle scelte politiche;

— interrogare criticamente categorie, valutazioni e pratiche di intervento, riconoscendo il rischio di riprodurre forme di stigmatizzazione e oppressione;

— orientare il proprio agire professionale, in particolare nell'esercizio della professione di assistente sociale, con consapevolezza critica rispetto alle implicazioni delle diverse prospettive teoriche e delle scelte istituzionali.

4. Abilità comunicative

Studentesse e studenti dovranno essere in grado di esporre in modo chiaro, corretto e argomentato i contenuti della disciplina, utilizzando il lessico specifico della sociologia della devianza e sapendo collegare tra loro concetti, teorie e casi concreti.

5. Capacità di apprendimento

Studentesse e studenti dovranno aver maturato la capacità di:

— affrontare in modo autonomo testi e materiali specialistici nell'ambito della sociologia della devianza e della criminalità;

— collegare le conoscenze sociologiche acquisite con gli apprendimenti degli altri insegnamenti del Corso di Studi in Servizio sociale;

— applicare gli strumenti teorici e analitici acquisiti a fenomeni e situazioni non direttamente affrontati durante il corso;

— aggiornare e approfondire le proprie conoscenze, mantenendo un atteggiamento riflessivo e critico rispetto alle categorie utilizzate.
Ultimo aggiornamento:21-10-2026 00:13:19