Dettaglio insegnamento

DIRITTO DELLA CRISI D’IMPRESA

EC0388

Insegnamento
DIRITTO DELLA CRISI D’IMPRESA
Codice
EC0388
Anno Accademico
2026/2027
Anno regolamento
2023/2024
Corso di studio
GIURISPRUDENZA
Curriculum
000 - GENERICO
Responsabile didattico
Docenti
CFU
6
Ore di lezione
45
Settore Scientifico Disciplinare (SSD)
IUS/04 - DIRITTO COMMERCIALE
Tipo di insegnamento
Attività formativa monodisciplinare
Fruizione insegnamento
OBB - Obbligatoria
Anno
4
Periodo
Secondo Semestre
Sede
NOVARA
Lingua insegnamento
Italiano
Contenuti
Il corso ha per oggetto l’esame della disciplina dettata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019).
Testi di riferimento
COME MANUALE SI CONSIGLIA: -JORIO, Il diritto della crisi e dell’insolvenza, Giappichelli, 2ª ed., 2025; oppure -PACCHI e AMBROSINI, Diritto della crisi e dell’insolvenza, 4ª ed., Zanichelli, 2025; -D’ATTORRE, Manuale di diritto della crisi e dell’insolvenza, 3ª ed., Giappichelli, 2024; -FABIANI, Sistema, principi e regole del diritto della crisi d’impresa, La Tribuna-Il Foro italiano, 2ª ed., 2024.
Obiettivi formativi
Al termine del corso lo/la studente/essa dovrà dimostrare di aver acquisito, oltre alla conoscenza degli istituti e un appropriato linguaggio tecnico, autonomia di giudizio e di essere in grado di seguire l’evoluzione normativa in questa materia.
L’insegnamento prevede 6 CFU, corrispondenti a 45 ore di attività didattiche in presenza, articolate in lezioni frontali (didattica erogativa – DE) ed esercitazioni (didattica interattiva – DI), e a 105 ore di studio individuale (autoapprendimento).
Prerequisiti
Superamento degli esami di Istituzioni di diritto privato e di Diritto commerciale.
Metodi didattici
L'insegnamento si svolge mediante lezioni frontali, integrate dall'analisi e dalla discussione di disposizioni normative, provvedimenti giurisprudenziali e altri materiali di approfondimento messi a disposizione sulla piattaforma DIR.
Le lezioni frontali sono finalizzate all'acquisizione delle conoscenze e della capacità di comprensione degli istituti. L'analisi guidata di casi e materiali giurisprudenziali è finalizzata allo sviluppo della capacità di applicare le conoscenze e dell'autonomia di giudizio. La discussione in aula è volta a stimolare la partecipazione attiva, la capacità di argomentazione e l'uso appropriato del linguaggio tecnico-giuridico. L'indicazione e la consultazione autonoma di fonti normative, giurisprudenziali e bibliografiche concorrono allo sviluppo della capacità di apprendimento e di aggiornamento autonomo.
La frequenza è vivamente consigliata ma non obbligatoria.

Altre informazioni
Le studentesse e gli studenti con disabilità o con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con Bisogni Educativi Speciali (BES) possono richiedere servizi e strumenti specifici a loro dedicati rivolgendosi allo Staff Sviluppo e Coordinamento Carriere e Servizi alle Studentesse e agli Studenti e consultando la pagina dedicata del sito di Ateneo: https://uniupo.it/it/servizi/servizi-studentidisabili-e-dsa Le studentesse e gli studenti con disabilità, DSA, BES, una volta preso contatto con lo Staff di Ateneo, possono contattare la/il docente titolare dell'insegnamento in relazione alla declinazione delle modalità di esame, in merito agli aspetti didattici.
Modalità di verifica dell'apprendimento
L'esame consiste in una prova orale, articolata di norma in tre domande relative alle diverse parti del programma.
La prova è finalizzata a verificare: (i) la conoscenza e la comprensione dei principi e degli istituti del diritto della crisi e dell'insolvenza; (ii) la capacità di individuare la disciplina applicabile e di utilizzare le conoscenze acquisite nell'analisi di fattispecie concrete; (iii) l'autonomia di giudizio e la capacità di discutere criticamente problemi interpretativi e orientamenti giurisprudenziali; (iv) la chiarezza espositiva, il rigore dell'argomentazione e la padronanza del linguaggio tecnico-giuridico; (v) la capacità di operare collegamenti tra i diversi istituti e di orientarsi nell'evoluzione normativa della materia.
Criteri di valutazione.
Una preparazione limitata agli elementi essenziali della materia, purché corretta e accompagnata da una capacità espositiva adeguata, corrisponde indicativamente alla fascia 18-20/30. Una conoscenza discreta o buona degli istituti, accompagnata dalla capacità di operare collegamenti e di applicare correttamente la disciplina a semplici fattispecie, corrisponde indicativamente alla fascia 21-24/30. Una conoscenza ampia della materia, accompagnata da autonomia nell'analisi dei problemi e dalla capacità di discutere criticamente le principali questioni interpretative, corrisponde indicativamente alla fascia 25-27/30. Una conoscenza completa e approfondita, un'elevata capacità di collegamento sistematico e di applicazione a fattispecie complesse, autonomia di giudizio, rigore argomentativo e piena padronanza del linguaggio tecnico-giuridico corrispondono alla fascia 28-30/30. La lode può essere attribuita in presenza di risultati di particolare eccellenza in tutti i profili considerati.

Programma esteso
-Origine ed evoluzione del diritto della crisi e dell’insolvenza
-I principi generali

I PARTE – LA TEMPESTIVA EMERSIONE DELLA CRISI D’IMPRESA
1. Le modifiche al codice civile: misure e assetti per la rilevazione tempestiva della crisi
2. Le segnalazioni per l’anticipata emersione della crisi e le altre misure di “early warning”
3. La composizione negoziata della crisi
4. Il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio.

II PARTE – LA REGOLAZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI
1. La composizione stragiudiziale
2. I piani attestati di risanamento
3. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti
4. La convenzione di moratoria
5. Il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione
6. Il concordato preventivo.

III PARTE – LA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE
1. I presupposti
2. Il procedimento
3. La sentenza di apertura della procedura e le impugnazioni
4. Gli organi della procedura: tribunale, giudice delegato, curatore e comitato dei creditori
5. Gli effetti dell’apertura della liquidazione giudiziale per il debitore
5.1. Per i creditori
5.2. Sugli atti pregiudizievoli ai creditori
5.3. Sui rapporti giuridici pendenti
8. L’accertamento del passivo
9. Esercizio dell’impresa e liquidazione dell’attivo
10. Ripartizioni dell’attivo
11. La liquidazione giudiziale delle società e delle imprese collettive non societarie
12. Cessazione della procedura e concordato nella liquidazione giudiziale
13. Esdebitazione.

IV PARTE- I GRUPPI
1. Concordato preventivo, accordi di ristrutturazione e piano attestato di gruppo
2. Procedura unitaria di liquidazione giudiziale
3. Norme comuni

V PARTE- LE PROCEDURE ALTERNATIVE
1. La liquidazione coatta amministrativa
2. L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi

VI PARTE- LE PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO
1. Disposizioni comuni
2. Ristrutturazione dei debiti del consumatore
3. Concordato minore
4. Liquidazione controllata del sovraindebitato
5. Procedure familiari
6. Esdebitazione del sovraindebitato incapiente

Integrazione della dimensione di genere.
La dimensione di genere sarà presa in considerazione, ove pertinente, nell’analisi delle situazioni di vulnerabilità economica connesse al sovraindebitamento.
Risultati di apprendimento attesi
1. Conoscenza e capacità di comprensione. Al termine dell'insegnamento le studentesse e gli studenti dovranno conoscere e comprendere i principi e gli istituti fondamentali del diritto della crisi e dell'insolvenza disciplinati dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, con particolare riferimento agli strumenti di emersione tempestiva della crisi, agli strumenti di regolazione negoziata, al concordato preventivo, alla liquidazione giudiziale, alle procedure relative ai gruppi di imprese e alle procedure di sovraindebitamento.
2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione. Le studentesse e gli studenti dovranno essere in grado di individuare la disciplina applicabile a semplici fattispecie concrete, qualificare giuridicamente una situazione di crisi o insolvenza e identificare, nei suoi elementi essenziali, gli strumenti previsti dall'ordinamento per la sua regolazione.
3. Autonomia di giudizio. Le studentesse e gli studenti dovranno essere in grado di confrontare le diverse soluzioni interpretative prospettate dalla dottrina e dalla giurisprudenza, valutandone criticamente presupposti e conseguenze, nonché di orientarsi nell'evoluzione normativa della materia.
4. Abilità comunicative. Le studentesse e gli studenti dovranno essere in grado di esporre con chiarezza e rigore i principali istituti del diritto della crisi e dell'insolvenza, utilizzando correttamente il relativo linguaggio tecnico-giuridico e argomentando le soluzioni proposte.
5. Capacità di apprendimento. Le studentesse e gli studenti dovranno acquisire gli strumenti metodologici necessari per consultare autonomamente le fonti normative, giurisprudenziali e bibliografiche e per aggiornare le proprie conoscenze in una materia caratterizzata da frequenti interventi normativi.
Livello minimo di apprendimento. Ai fini del superamento dell'esame è richiesta la conoscenza corretta degli istituti fondamentali, la capacità di individuarne la disciplina essenziale e di esporla in modo comprensibile mediante un appropriato linguaggio giuridico.
Livello avanzato di apprendimento. Un livello avanzato presuppone una conoscenza completa e sistematica della materia, la capacità di collegare tra loro i diversi istituti, di applicare le conoscenze a fattispecie concrete, di discutere criticamente problemi interpretativi e orientamenti giurisprudenziali e di argomentare autonomamente le soluzioni adottate.
Ultimo aggiornamento:09-09-2026 00:14:31