LINGUISTICA APPLICATA MAGISTRALE:
Questo corso si focalizzerà sulle strategie e sui processi di apprendimento di ogni lingua diversa dalla lingua madre. Vedremo come l’input linguistico sia strutturato, modificabile, negoziabile, e come venga contestualizzato per poter essere compreso. Vedremo come nel processo di apprendimento si proceda attraverso alcuni stadi costanti, sia per quanto riguarda il lessico, sia per quanto concerne le strutture morfo-sintattiche, indipendentemente da quale sia la lingua che stiamo apprendendo. Ma vedremo anche come la velocità di apprendimento e l’esito finale possano dipendere da alcune variabili: la somiglianza strutturale o la difformità con la lingua madre, l’ambiente linguistico che circonda l’apprendente, le sue caratteristiche individuali: motivazione, intelligenza, personalità più tendente alla introversione o alla estroversione, ed età. In merito al rapporto tra il fattore età e le possibilità di apprendimento saranno fornite alcune nozioni di base di neuro-linguistica sul rapporto tra lingua e strutture cerebrali.
Saranno anche presentate nozioni di base di neurolinguistica relative all'apprendimento della prima lingua, e le evidenze che derivano dagli esperimenti con potenziali evento-correlati (ERP) sull'apprendimento linguistico dei bilingui e in età diverse.
• unità didattica 1: La linguistica acquisizionale;
• unità didattica 2: La nozione di interlingua;
• unità didattica 3: l'input, la sua contestualizzazione e la sua strutturazione;
• unità didattica 4: modificabilità dell'input: il foreigner talk;
• unità didattica 5: negoziabilità dell'input;
• unità didattica 6: il modello psicolinguistico di Levelt,
• unità didattica 7: apprendimento del lessico;
• unità didattica 8: apprendimento della grammatica, acquisizione del genere dei sostantivi e strategie di relativizzazione;
• unità didattica 9: il progetto ZISA,;
• unità didattica 10: Il ruolo della L1;
• unità didattica 11: i fattori individuali: l' età. Cosa ci mostrano gli esperimenti ERP sull'apprendimento dei bilingui.
• unità didattica 12: i fattori individuali: motivazione, stile cognitivo, personalità;
I fattori socio-contestuali
• unità didattica 13: Comunicare nella seconda lingua: la pragmatica L2;
• unità didattica 14: I principali modelli di acquisizione della L2;
• unità didattica 15: Apprendimento e insegnamento della pragmatica.
FILOLOGIA ROMANZA MAGISTRALE:
Il modulo, a carattere seminariale, si svolgerà nella seconda parte del II semestre; il calendario delle lezioni sarà messo a disposizione in anticipo sul sito del Dipartimento; ulteriori informazioni possono essere richieste contattando il docente all’indirizzo dario.mantovani@uniupo.it. La bibliografia di riferimento del corso sarà messa a disposizione degli studenti presso la biblioteca del Dipartimento o, ove possibile, attraverso gli strumenti di Didattica In Rete (DIR). Ulteriori indicazioni operative e altri materiali relativi al corso saranno forniti a lezione o attraverso la DIR. Per qualsiasi dubbio relativo al reperimento o all’acquisto dei materiali, nonché relativo all’organizzazione del corso, è sempre possibile contattare il docente al suo indirizzo elettronico.
Dopo una breve introduzione sui fondamenti della cultura e della scuola in epoca medievale, il corso si focalizzerà su uno dei principali generi della letteratura medievale, il romanzo; in particolare, il corso approfondirà la conoscenza del mito di Tristano attraverso la lettura e il commento dei romanzi francesi e italiani che sono stati ispirati da questa materia.
Gli studenti triennalisti di Lettere e Lingue, frequentanti e non frequentanti, studieranno:
1) Furio Brugnolo, Roberta Capelli, Profilo delle letterature romanze medievali, Roma, Carocci, 2011, pp. 15-134 (segnatamente, il capp. 1 “La letteratura francese antica”, fino al paragrafo “Il Roman de Renart” compreso);
2) Patrizia Mazzadi, Tradizione del mito di Tristano e ricezione primaria nei romanzi di Béroul, Thomas, Eilhart e Gottfried, in Michael Dallapiazza (a c. di), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pp. 13-24;
3) Fabrizio Cigni, Tristano e Isotta nelle letterature francese e italiana, in Michael Dallapiazza (a c. di), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pp. 29-65 (§ 1.2.5 escluso);
4) un saggio a scelta tra quelli compresi nel seguente elenco:
- Francesco Benozzo, Tristano e Isotta. Cent’anni di studi sulle origini della leggenda, in «Francofonia» 33 (1997), pp. 105-130;
- Francesca Gambino, Su alcuni nodi testuali del Tristan di Thomas, in «Romania» 133 (2015), pp. 429-445;
- Cesare Segre, Personaggi, analisi del racconto e comicità nel romanzo di Tristano, in Los caminos del personaje en la narrativa medieval. Actas del Coloquio Internacional (Santiago de Compostela, 1-4 diciembre 2004), a c. di Pilar Lorenzo Gradìn, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2006, pp. 3-18;
- Alberto Vàrvaro, Il ‘Tristran’ di Béroul, quarant’anni dopo, in «Medioevo Romanzo» 25 (2001), pp. 312-46;
- Alberto Vàrvaro, La teoria dell’archetipo tristaniano, in Id. Identità linguistiche e letterarie nell’Europa romanza, Roma, Salerno, 2004, pp. 417-458.
Gli studenti della laurea magistrale, frequentanti e non frequentanti, studieranno invece:
1) Patrizia Mazzadi, Tradizione del mito di Tristano e ricezione primaria nei romanzi di Béroul, Thomas, Eilhart e Gottfried, in Michael Dallapiazza (a c. di), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pp. 13-24;
2) Fabrizio Cigni, Tristano e Isotta nelle letterature francese e italiana, in Michael Dallapiazza (a c. di), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pp. 29-65 (§ 1.2.5 escluso);
3) Alfonso D'Agostino, Capitoli di filologia testuale, Milano, CUEM, 2006 (le pp. 71-267, di cui si studieranno le sole definizioni, senza la discussione analitica degli esempi).
4) un saggio a scelta tra quelli compresi nel seguente elenco:
- Giuseppina Brunetti, Pathosformeln: iconographie et représentation verbale des émotions dans les Romans de Tristan (XIIe-XIIIe siècles), in Les émotions au Moyen Age (2010), consultabile in rete all’indirizzo http://emma.hypotheses.org/1061;
- Fabrizio Cigni, Il Tristano in prosa (§ 1.3) e Il Roman de Tristan in Italia (§ 1.4), in Michael Dallapiazza (a c. di), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pp. 71-112 (§ 1.4.4 escluso);
- Arianna Punzi, Tristano cavaliere: il Roman de Tristan en prose dalla Francia all’Italia, in Ead. Tristano. Storia di un mito, Roma, Carocci, 2005, pp. 121-164;
- Alberto Vàrvaro, Il ‘Tristran’ di Béroul, quarant’anni dopo, in «Medioevo Romanzo» 25 (2001), pp. 312-46;
- Alberto Vàrvaro, La teoria dell’archetipo tristaniano, in Id. Identità linguistiche e letterarie nell’Europa romanza, Roma, Salerno, 2004, pp. 417-458
A lezione saranno letti e commentati, filologicamente e linguisticamente, alcuni tra i più rappresentativi tra i testi romanzi e mediolatini ispirati alla materia tristaniana; un’antologia di testi sarà raccolta in una dispensa che sarà quindi pubblicata sulla DIR, nella pagina dedicata ai corsi di Filologia Romanza.
Le diapositive delle lezioni che saranno caricate sulla DIR, sul sito didattico del docente, costituiranno parte integrante del programma d’esame per tutti gli studenti, sia per gli studenti frequentanti sia per i non frequentanti.
Gli studenti non frequentanti di qualsiasi corso di laurea, triennale o magistrale, integreranno il programma con la preparazione dei seguenti materiali:
- Maria Luisa Meneghetti, Il romanzo nel Medioevo, Bologna, Il Mulino, 2010 (segnatamente, le pp. 9-28 e le pp. 43-50); N.B.: agli studenti non frequentanti sarà analogamente richiesta la capacità di leggere, tradurre e commentare i testi specificamente indicati nel programma a loro dedicato, nonché la capacità di inquadrarli dal punto di vista storico-letterario.
ADVANCED APPLIED LINGUISTICS:
This course concerns the learning process of any language (but the mother tongue) in spontaneous context. We will see what input is, how it is structured and can be modified or negotiated, how it should be "in context" to be correctly understood. We will face the notion of "interlanguage" and we will discover that linguistic learning passes thorugh the very same fixed stages in any language and for every learner both on lexicon level that on morpho-syntactic level. Moreover, it is important to understand how having different age, personalities, motivation or communicative styles plays a role in the attainment of the final target in linguistic learning process, influencing the learning speed and the final results of learning process. To better understand the role of the factor "age" in learning, there will be given some basic notions of neurolinguistics. Moreover, there will be offered some basic neurolinguistic notions on first language acquisition, and the contribution of ERP's experiments in understanding the linguistic learning in bilinguals.
• unit 1: the acquisitional linguistics,
• unit 2: the notion of "interlanguage";
• unit 3: the notion of input, its structure and its contextualization;
• unit 4: the foreigner talk;
• unit 5: the negotiation of input;
• unit 6: the Levelt's psycholinguistic model;
• unit 7: the spontaneous learning of the lexicon;
• unit 8: the learning of grammar: the acquisition of nominal gender and of the relativization strategies;
• unit 9: the ZISA project;
• unit 10: the weight of L1;
• unit 11: individual factors in learning: the age of the learner. What ERP experiments show us on language acquisition in bilinguals.
• unit 12: individual factors in learning:
motivation, cognitive styles, personalities;socio-contextual factors in learning;
• unit 13: communicating in the second language: the pragmatics of L2;
• unit 14: main theories in the field of L2 acquisition;
• unit 15: Learning and teaching pragmatics.
ADVANCED ROMANCE PHILOLOGY:
The module is organised as a seminar and will take place during the second part of the second semester. A schedule of lessons will be available in good advance on Department website; further information can be requested to professor Mantovani by e-mail (dario.mantovani@uniupo.it). The bibliography will be at the disposal of students at the Department library and, if feasible, online, through the IT Didattica in Rete tool (DIR). Further information and course reference material will be provided during the lessons or through DIR. In case of doubts on how to purchase/obtain materials and on the organisation of the course, it is always possible to get in touch with Professor Mantovani via his e-mail address.
The course will start with a few introductory lessons on the fundamentals of culture and schooling in the Middle Ages; then, it will zoom in on one of the main genres of medieval literature, i.e. the romance. It will then expand on the knowledge of Tristan Myth by reading and commenting on French and Italian romances which derive from that matter.
Students of the Bachelor’s degree in Literature and Languages, both those attending classes and those who do not, will have to study on the following texts:
1) Furio Brugnolo, Roberta Capelli, Profilo delle letterature romanze medievali, Roma, Carocci, 2011, pages 15-134 (in particular, chapter 1 “La letteratura francese antica”, until and including the section “Il Roman de Renart”);
2) Patrizia Mazzadi, Tradizione del mito di Tristano e ricezione primaria nei romanzi di Béroul, Thomas, Eilhart e Gottfried, in Michael Dallapiazza (ed.), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pages 13-24;
3) Fabrizio Cigni, Tristano e Isotta nelle letterature francese e italiana, in Michael Dallapiazza (ed.), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pages 29-65 (until and not including the section 1.2.5);
4) An essay drawn from the following list:
- Francesco Benozzo, Tristano e Isotta. Cent’anni di studi sulle origini della leggenda, in «Francofonia» 33 (1997), pages 105-130;
- Francesca Gambino, Su alcuni nodi testuali del Tristan di Thomas, in «Romania» 133 (2015), pages 429-445;
- Cesare Segre, Personaggi, analisi del racconto e comicità nel romanzo di Tristano, in Los caminos del personaje en la narrativa medieval. Actas del Coloquio Internacional (Santiago de Compostela, 1-4 diciembre 2004), ed. by Pilar Lorenzo Gradìn, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2006, pages 3-18;
- Alberto Vàrvaro, Il ‘Tristran’ di Béroul, quarant’anni dopo, in «Medioevo Romanzo» 25 (2001), pages 312-46;
- Alberto Vàrvaro, La teoria dell’archetipo tristaniano, in Id. Identità linguistiche e letterarie nell’Europa romanza, Roma, Salerno, 2004, pages 417-458.
Students of the Master degree, both those attending classes and those who do not, will study on the following texts:
1 Patrizia Mazzadi, Tradizione del mito di Tristano e ricezione primaria nei romanzi di Béroul, Thomas, Eilhart e Gottfried, in Michael Dallapiazza (ed.), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pages 13-24;
2) Fabrizio Cigni, Tristano e Isotta nelle letterature francese e italiana, in Michael Dallapiazza (ed.), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pages 29-65 (until and not including the paragraph/section 1.2.5);
3) Alfonso D'Agostino, Capitoli di filologia testuale, Milano, CUEM, 2006 (pages 71-267, studying definitions only, without considering the analysis of examples).
4) An essay drawn from the following list:
- Giuseppina Brunetti, Pathosformeln: iconographie et représentation verbale des émotions dans les Romans de Tristan (XIIe-XIIIe siècles), in Les émotions au Moyen Age (2010), available on line at the url http://emma.hypotheses.org/1061;
- Fabrizio Cigni, Il Tristano in prosa (§ 1.3) e Il Roman de Tristan in Italia (§ 1.4), in Michael Dallapiazza (ed.), Tristano. La fortuna di un mito europeo, Trieste, Parnaso, 2003, pages 71-112 (until and not including the paragraph/section 1.4.4);
- Arianna Punzi, Tristano cavaliere: il Roman de Tristan en prose dalla Francia all’Italia, in Ead. Tristano. Storia di un mito, Roma, Carocci, 2005, pages 121-164;
- Alberto Vàrvaro, Il ‘Tristran’ di Béroul, quarant’anni dopo, in «Medioevo Romanzo» 25 (2001), pages 312-46;
- Alberto Vàrvaro, La teoria dell’archetipo tristaniano, in Id. Identità linguistiche e letterarie nell’Europa romanza, Roma, Salerno, 2004, pages 417-458
During the lessons, a representative selection of Romance and medieval Latin texts inspired by the Tristan matter will be read and commented upon from a philological and linguistic point of view. This selection will be published on DIR, on the page for Romance Philology.All slides presented during the lessons will be uploaded on DIR, on Professor Mantovani’s website, and will be considered an integral part of the programme for all students, irrespective of their attendance.
Students of any degree (both Bachelor and Master) who do not attend to classes will have to integrate the programme with the following works:
- Maria Luisa Meneghetti, Il romanzo nel Medioevo, Bologna, Il Mulino, 2010 (in particular, pages 9-28 and pages 43-50);
N.B. : just like students attending classes, students who do not attend will be requested to read, translate and comment on the texts chosen, as well as to set them in their literary-historical context: for any doubt or problem in understanding the language, as well as to expand on the subject, students are recommended to get in touch with the teacher via his e-mail address.
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